In Spagna ha navigato tra la tredicesima e la quindicesima posizione, ciò nonostante Alex Rins si avvicina al fine settimana di azione in Francia con una certa fiducia primariamente per due ragioni: il recente secondo posto ottenuto nel GP dal vicino di box e i progressi emersi lunedì scorso quando sulla M1 sono state inserite le evoluzioni.
"Arriviamo da un ottimo test a Jerez in cui abbiamo provato diverse cose che, fortunatamente, avremo a disposizione qui come, ad esempio il motore e il telaio. Al di là della maggior potenza che effettivamente è stata garantita, non è stata snaturata la moto rendendola più aggressiva. I miglioramenti li ho notati anche in termini di assetto specialmente in fase di frenata. Vedremo come andrà su questo tracciato e avanti così", ha dichiarato.
Restano comunque delle criticità. "A me risulta ancora difficile frenare forte e piegare. A Jerez ho fatto delle comparazioni con i dati di Quartararo che era stato molto competitivo e l’unica area in cui si è rivelato più veloce di me era proprio in staccata, come alla curva 1,6 e 13. Spero di riuscire a fare passi avanti sotto questo profilo e di avvicinarmi”, ha aggiunto.
Interrogato sul valore del podio di Fabio all’Angel Nieto ha replicato: “Per Yamaha è assolutamente uno sprone a continuare a lavorare e per me come pilota è lo stesso. Una regola non scritta impone di battere innanzitutto il proprio compagno di squadra, ragion per cui se lui è veloce ti porta ad esserlo tu stesso. In questa maniera il livello del team cresce. Noto un buon potenziale della M1 e questa ritrovata competitività mi è da sprone”.
L’incidente occorso a Marc Marquez a Jerez è stato imputato da alcuni ad una differenza sostanziale tra la grande potenza delle moto attuali e le dimensioni ridotte delle piste in cui si gareggia, qualcosa che potrebbe cambiare nel 2027 con le nuove regole: “Non credo che si migliorerà dal punto di vista della sicurezza. L’assenza dell’abbassatore posteriore aiuterà, ma non i propulsori. La dimostrazione l’abbiamo in Moto3. Quando c’ero io avevamo a disposizione 500 giri in più, nel 2016 li hanno tolti è le moto erano più veloci delle Moto2. In generale se le velocità aumentano i tracciati sembrano più piccoli, quindi non è un problema di piste. Effettivamente nella zona della caduta il muro è molto vicino e l’ho fatto presente a Loris Capirossi e lui mi ha detto che, dopo aver rifatto le prime due curve, per il 2026 verrà migliorata la via di fuga della curva 4".