Lo scorso appuntamento in Texas ha lasciato dell’amaro in bocca a Joan Mir. Il due volte iridato ha lasciato Aaustin amareggiato dal fatto di non essere riuscito a concretizzare il buon passo mostrato in questo inizio di campionato, mentre il suo compagno di squadra Luca Marini ha realizzato proprio nel GP delle Americhe la sua sua miglior prestazione domenicale in sella alla Honda RC213V. Un boccone difficile da mandar giù per il campione spagnolo, che proverà a riscattarsi già questo fine settimana sotto le luci artificiali del Qatar. Una pista che teme essere poco adatta alle caratteristiche della sua moto, ma su cui darà tutto per cercare di brillare.
“È stato buon fine settimana, ma domenica ero molto turbato. Ero molto arrabbiato e frustrato, perché non siamo riusciti a mettere insieme il risultato. In tutti e tre i momenti in cui avremmo potuto metterci in mostra, abbiamo commesso un errore: abbiamo sbagliato in qualifica, nella Sprint e in gara. È qualcosa da cui dobbiamo imparare e che dobbiamo cercare di non ripetere. Questo non significa dover abbassare l‘intensità, perché non credo sarebbe la cosa corretta. Lla cosa importante è imparare da quel che è successo” ha affermato Mir, parlando dello scorso appuntamento in Texas.
Se stesso, il team, o la moto? Qual è stata la principale ragione della frustrazione del 27enne?
“Non ce l’avevo con una persona, ma con tutti. Perché siamo una squadra e io sono quel tipo di pilota che pensa che quando vinciamo vinciamo tutti insieme - ha spiegato - In gara ho commesso un errore, ma perché è successo? Perché non ero in grado di difendere la mia posizione sul rettilineo. Ho perso la traiettoria perché un pilota si è portato all’interno con estrema facilità e poi, dovendo frenare più forte e sovraccaricando l’anteriore, l’ho perso. Avrei potuto evitarlo, accettando il fatto che l’altro pilota voleva sorpassarmi. È una cosa che devo imparare, ma ci serve di più. Abbiamo bisogno di più potenza per lottare con gli altri, perché per me non è sufficiente fare 7°, 8° o 9°. Anche perché, se non fosse successo nulla, o se avessi toccato il verde, la posizione reale sarebbe stata la 10ª o l’11ª. Molti piloti sono caduti e avremmo potuto arrivare tra i primi 6 o 7, ma non sarebbe stato un risultato reale. Devo continuare a mantenere l’intensità e il giorno in cui saremo in grado di controllarla, credo che saremo più veloci”.
Il pilota Honda ha poi commentato le dichiarazioni di Fabio Quartararo, che ha detto di averlo visto guidare in modo completamente diverso rispetto all'anno scorso.
“Credo soprattutto di guidare meglio. Ho uno stile più adatto alle esigenze di questa moto. Fabio è un pilota che frena sempre molto forte e probabilmente si sorprende quando qualcuno frena ancora più forte - ha osservato ridendo - Direi che il nostro stile di guida e le nostre moto sono molto diverse, proprio in termini di ciò che richiede la moto. Credo che la Yamaha tenga delle linee molto simili a quelle che facevamo con la Suzuki, mentre la Honda è completamente diversa. Dobbiamo entrare in curva con tanta velocità, perché non abbiamo una buona uscita. Quest’anno però abbiamo un buon feeling con l’anteriore che ci permette di spingere. Probabilmente la Yamaha e gli altri costruttori preparano meglio l’uscita perché hanno un grip migliore. Credo sia questa la differenza, ma vedremo”.
Parlando delle sue aspettative per il Qatar Joan ha aggiunto: “Su questa pista la storia è un po’ quella del precedente giovedì: non sono sicuro che possiamo essere competitivi qui. Abbiamo dimostrato di essere molto competitivi in ogni tracciato in cui siamo stati, ma questo è probabilmente lo scenario peggiore che possiamo avere per la nostra moto, per via dell’enorme rettilineo e della bassissima aderenza della pista. Vedremo cosa riusciremo a fare. È anche vero che in passato alcuni piloti Honda hanno fatto una buona gara. Ricordo che Pol Espargaró era stato forte qui, quindi non vedo perché non possiamo riuscirci anche noi. Proveremo a capire e a ottenere delle buone prestazioni. Il venerdì è sempre una giornata molto importante. Staremo a vedere come andrà”.