Al ProDay sul circuito di Misano, l'evento organizzato da VMoto, tanti gli ospiti presenti in pista e nei box. Tra questi Marco Melandri, reduce da un infortunio mentre era in bici in svizzera e che gli ha procurato una frattura alla scapola e quattro costole rotte. Il pilota di Ravenna è comunque intervenuto all'evento ed è stata l'occasione per parlare di MotoGP a tutto tondo.
"Quando mi hanno chiesto a che velocità sono caduto un po' mi vergognavo - scherza Melandri - in realtà andavo piano, ma ho fatto da 40 all'ora a 0 in mezzo metro, ho picchiato forte contro una roccia, quindi roccia 1 Melandri 0" - scherza ancora.
Questo campionato MotoGP continua a riservare sorprese.
"Ormai la parte critica è passata, mi riferisco al mercato piloti, quindi ora dovrebbe essere in discesa. Nell'ingaggio di Marquez in Ducati ci sono dei pro e dei contro, così come ci sarebbero stati con l'ingaggio di Martin, ma entrambi sicuramente si meritavano la moto ufficiale. Dal punto di vista di Ducati azienda, aveva più logica prendere Martin forse. Hai già un Bagnaia che ha vinto due mondiali, probabilmente un terzo, e già sotto contratto per altri due anni. Perchè cambiare gli equilibri quindi? Forse lo si poteva lasciare tranquillo. Martin è giovane e veloce e probabilmente non avrebbe creato grossi scompensi nel box, sarebbe potuta essere l'opzione migliore. Marquez al contrario è un personaggio ingombrante, già solo vederlo entrare nel box cambia le cose, ha una personalità molto marcata. Io non sarei andato a svegliare il proverbiale 'can che dorme'. D'altra parte mi sarebbe piaciuto vedere Marquez sulla KTM, Acosta è giovane e forte, ma forse servirebbe qualcuno con esperienza per vedere sotto quali aspetti è ancora carente la moto".
Acosta è simile a te e Capirossi, uno di quei piloti giovani che arrivano e sconvolgono gli equilibri.
"Erano altri tempi. Non mi piace fare paragoni, ma forse oggi è più facile per un rookie salire subito in MotoGP ed essere competitivo. La moto2 si avvicina molto di più alla MotoGP, ed anche l'organizzazione dei team è più centrato ed il pilota può concentrarsi solo sulla guida. Il dubbio su di lui però rimane, perchè in fondo non corre su una Ducati, è partito subito forte, ma ora per compiere quell'ultimo passo che gli manca a volte sbaglia".
Si parla molto di aerodinamica. Ti ricordo sulla Honda cinque cilindri in derapata su una mano sola, anche quella moto non era semplice da guidare.
"Era un bell'equilibrio, potevi scegliere tu col gas se spingere per andare forte o se derapare e fare i traversi. Adesso non puoi derapare più di tanto, i traversi li fai se vai forte, scivoli un po' ma anche l'imbardata è limitata, è tutto pensato solo per la velocità".
Se potessi provare una MotoGP, quale sceglieresti?
"Non ho il fisico per fare un test vero, e tre giri non basterebbero - ammette l'italiano - ma sicuramente la Ducati che è la moto di riferimento. Sarei curioso di capire perchè quando la guidai io fu un periodo davvero critico e difficile".
Che ricordi hai di quel periodo.
"A malincuore, è stata una occasione sprecata. Mi avrebbe cambiato la carriera se fosse stata una moto più semplice. Il passato è il passato però, quindi la definirei un'esperienza dolceamara".
Cosa ti aspetti da questa seconda metà di campionato?
"Vedremo, non credo che Bagnaia abbia ancora nulla da dimostrare, continuo a dire che lui è più forte di ciò che sembra. Ti trasmette poco però, vince delle gare pazzesche ma esulta come se avesse vinto ad una gara di bocce. La sua grandezza l'abbiamo vista a Jerez dove ha lottato con Marquez. Al Mugello ed Assen ha fatto qualcosa di ancora più incredibile, ma lo ha fatto con una tale semplicità che sembra quasi di non averlo visto".
A chi lo si potrebbe paragonare?
"A nessuno, è diverso da tutti gli altri. I paragoni non li ho mai amati, ognuno ha qualcosa di diverso. Mi aspetto che continuerà a dominare, come mi aspetto una seconda parte di stagione complicata per Martin e Pramac. Indubbiamente l'atmosfera cambia nel box, inutile negarlo, perchè il pilota va via ed il team cambia casa".
Cosa non ti piace di questo campionato? Hanno appena annunciato che si correrà due volte a Misano.
"Che in Kazakistan non si sarebbe corso me lo aspettavo. Sono stato lì a novembre, la pista è terminata ma non è mai stata utilizzata, e la città è lontanissima anche se bella. Sono contento che si corra due volte a Misano, è un bel circuito e se lo merita, ma la concomitanza con Cremona è uno schiaffo alla Superbike. E' la conferma che quel campionato interessa zero a chi detiene la proprietà, viene usato per aprire le frontiere. Credo che Cremona abbia fatto sforzi incredibili e questa è una mancanza di rispetto".