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SBK, Bautista: “Ducati deve intervenire sulla moto stradale perché siamo al limite”

“Dobbiamo fare dei passi avanti sulla moto stradale per poter migliorare e so che arriverà un nuovo modello di Panigale, ma per me il prossimo anno è troppo lontano. BMW? Il problema non era la moto ma i piloti”

SBK: Bautista: “Ducati deve intervenire sulla moto stradale perché siamo al limite”

Non è del tutto soddisfatto Alvaro Bautista al termine del venerdì a Misano. Una giornata che ha visto il campione spagnolo chiudere al terzo posto della classifica combinata di giornata, con un ritardo di quasi 5 decimi dal riferimento siglato da Toprak Razgatlioglu nelle FP1, dopo aver faticato per quasi tutto il giorno a trovare le giuste sensazioni in sella alla sua Ducati Panigale V4R. Su una pista dove il pilota iberico conta ben cinque successi nelle ultime due edizioni.

“Ho vinto in passato, ma adesso siamo nel presente e quella di oggi è stata una giornata un po’ strana - ha affermato il portacolori del team ufficiale Ducati - Nelle FP1 ho provato la nuova gomma anteriore portata dalla Pirelli e le sensazioni non sono state buone né in termini di grip né nel fermare la moto. A fine turno ho montato la SC1 per verificare che il problema fosse lo pneumatico, perché faticavo a fermare la moto e anche in ingresso curva e ho avuto un miglior feeling quando ho cambiato gomma, ma il problema è che a quel punto la SCX che avevo al posteriore aveva già 15 giri ed era praticamente distrutta”.

Una situazione che si è riproposta anche nelle FP2, solo che a parti inverse. “Al pomeriggio ho fatto l’opposto: sono partito montando la SC1 usata al mattino e la nuova posteriore della Pirelli e anche in questo caso non ero molto convinto, perché l’aderenza e i feedback non erano proprio male ma avevo quasi finito la gomma anteriore - ha spiegato il 39enne - Alla fine, ho montato la SC1 e la SCX standard e di nuovo il feeling non era lo stesso dei test. Quindi, abbiamo modificato il set-up per l’ultima uscita e ho avvertito un miglioramento grazie al quale ho girato in 1’33”, che non è male dopo 15 giri. La cosa strana è che sono partito con la stessa messa a punto dei test, in cui avevo un buon feeling, mentre oggi abbiamo dovuto apportare delle modifiche per avere delle buone sensazioni”. 

Toprak e la BMW fanno paura in questo appuntamento in Romagna, in cui Alvaro potrà però contare sulla presenza di Gigi Dall’Igna.

“Parlo con Gigi dopo ogni test e ogni gara. Siamo sempre in contatto non soltanto quando è presente e sa bene quali sono le mie sensazioni, le mie richieste e ciò di cui ho bisogno. Il fatto che lui sia qui non cambia nulla a livello di informazioni ha commentato Bautista, alla ricerca di un passo avanti che lo aiuti a fronteggiare il rivale turco: In questo campionato è difficile trovare qualcosa che porti un miglioramento immediato, perché devi basarti sulla moto stradale e ritengo che la nostra base ora abbia raggiunto il suo limite. Dobbiamo fare dei passi avanti sulla moto stradale per poter migliorare. Al momento non siamo al nostro massimo con la moto, perché a volte funziona bene mentre altre ho problemi e questo significa che dobbiamo trovare un buon set-up. È quello che ho fatto lo scorso anno, ma per qualche ragione non riesco ad avere le stesse sensazioni che avevo allora”.

Una situazione destinata a cambiare dopo l’arrivo della nuova Panigale nel 2025. “So che ci sarà un nuovo modello, anche se non l’ho ancora visto. Staremo a vedere, ma sinceramente mi piacerebbe avere qualcosa di nuovo adesso che stiamo gareggiando. L’anno prossimo è troppo lontano per me e chissà cosa può succedere”, ha osservato Bautista.

Se Toprak ha grandi ambizioni podio anche in questo quarto Round della stagione diverso è il caso degli altri tre alfieri BMW.

“Ho detto a inizio stagione, e anche l’anno scorso, che mi aspettavo che Toprak sarebbe stato veloce con la BMW, perché sostanzialmente mi sembrava di vedere una buona moto girando con i piloti del marchio. Per me il problema delle performance altalenanti non era la moto, ma i piloti. Voglio dire che i piloti BMW sono da centro gruppo, mentre Toprak è di alto livello e può usare tutto il potenziale della moto a differenza degli altri, il cui potenziale a mio avviso non permette loro di essere veloci”, ha commentato il due volte campione della SBK. prima di osservare un po’ più nel dettaglio le difficoltà incontrate da Redding nel passaggio dalla Ducati alla BMW.

“Scott credo sia arrivato in Ducati quando la moto era parecchio avanti, ma poi ha fatto più fatica nel suo secondo anno. Salire su una molto che ha alte prestazioni e poi su una su cui devi lavorare maggiormente o dove servono più dati, non è la stessa cosa - ha analizzato - Sono convito che se confrontiamo Redding e Razgatlioglu si veda chiaramente che Toprak è un pilota migliore in qualunque aspetto, non soltanto la guida. Anche la mentalità è importante e lui è molto più concentrato sull’essere un pilota”.

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