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Uncini: "Il nuovo regolamento MotoGP non farà ripartire tutti da zero"

VIDEO - "Secondo me in un paio di anni i motori torneranno alle prestazioni di oggi, non saranno completamente riprogettati. La MotoGP senza la Suzuki è strana, come se mancasse un pezzo"

Uncini: "Il nuovo regolamento MotoGP non farà ripartire tutti da zero"

Franco Uncini ha legato la sua intera carriera in 500 alla Suzuki, con il bellissimo titolo mondiale conquistato nel 1982 che rappresenta la vera perla della sua carriera. Uncini è dunque parte integrante della storia di Suzuki ed ha partecipato alla Suzuki Motor Fest assieme ad altri due grandissimi piloti come Marco Lucchinelli e Kevin Schwantz. Ha fatto da apripista agli appassionati durante la parata sul tracciato della Riviera ed è stato cercato dai tantissimi tifosi per firmare autografi e fare tante foto con un pubblico che lo ha sempre amato. 

Ha deciso di dire basta con il ruolo di responsabile della sicurezza per la Federazione a fine 2022, ma il richiamo delle pista e delle gare è ancora fortissimo, infatti Franco tornerà nel paddock MotoGP quest'anno in un ruolo inedito. Con lui abbiamo parlato di tanti argomenti e come sempre Uncini ci ha offerto un punto di vista unico e molto interessante. 

Oggi guidavi un plotone di oltre 500 moto in pista!
"Davvero, erano tantissimi e veramente è stato uno scenario molto bello. È stata bella questa manifestazione, nonostante poi è la prima che loro organizzano a questo livello, per cui devo fargli solo complimenti, veramente complimenti. Poi essere parte della famiglia Suzuki è sempre un piacere".

Non sei il primo che definisce Suzuki utilizzando il termine 'famiglia'. 
"Assolutamente sì. Ti dico, già negli anni 80’ loro mi consideravano parte della famiglia Suzuki. Hanno sempre avuto questa mentalità e hanno continuato ad averla fino ad oggi, in effetti è rimasta una famiglia. Io, Marco, anche Kevin, quando chiamano ci siamo, se è possibile ovviamente". 

Un peccato non vedere Suzuki in MotoGP, ti manca?
"Non mi dispiace tanto, ma tantissimo. Oltretutto penso che la Suzuki fosse la moto più bella, esteticamente più bella, bella colorazione, competitiva, assolutamente competitiva. Quindi che abbiano deciso così improvvisamente di smettere di correre, veramente mi ha fatto molto male. E tuttora dico che manca qualcosa alla MotoGP mancando la Suzuki. E' un peccato che con una moto arrivata a livello altissimo abbia abbandonato così di colpo senza una vera ragione, perché nessuno ha dato la ragione per cui hanno deciso di smettere. Hanno smesso e basta. Strano. Peccato".

Con il nuovo regolamento MotoGP si riparte da zero, magari gli viene voglia di tornare. 
"Non sono d'accordo che si riparta un po' da zero, perché veramente già la riduzione cilindrata, a mio avviso, è vista nell'ottica di mantenere i motori che esistono già. Cioè loro da 1000 scendono a 850 di cilindrata, ma sicuramente non cambiano completamente il motore, quindi non dovranno fare degli investimenti a ridisegnare completamente il motore e rifare tutto da capo. Secondo me è una riduzione di cilindrata per mantenere il motore così come è".

Quindi pensi che non cambierà poi tanto rispetto ad oggi?
"Secondo me in uno o due anni torneranno competitivi come oggi. Però è vero che vogliono ridurre un po' l'elettronica, eliminare gli abbassatori della ciclistica,  tutto questo probabilmente inciderà abbastanza sulle prestazioni, per cui sicuramente inizialmente andranno più piano. Ma per quanto tempo non lo so, perché secondo me la cilindrata 850 è ancora un pochino troppo alta. Però è una scelta che hanno ponderato, una decisione presa assieme alle Case Costruttrici ed ai promotori, quindi ci hanno sicuramente pensato bene".

Tu ad un certo punto hai deciso di fermarti, a mente fredda cosa pensi?
"Io giravo il mondo non solo per i 21 GP, ma giravo il mondo anche quando terminavo il campionato, perché chiaramente facendo io le richieste di modifiche nei vari circuiti viaggiavo anche dopo la fine del mondiale. Poi i vari circuiti mi chiamavano se avevano problematiche e quindi andavo a ispezionare il circuito insieme a loro per decidere poi l'alternativa a quello che loro volevano proporre. Va benissimo se il circuito è in Francia, se il circuito è in Spagna o se è in Italia, perché poi torni in giornata o al massimo due giorni. Ma questo accadeva anche in Argentina, Australia, Giappone, Malesia, per cui mi facevo tanti di quei voli che a un certo punto mi sono detto è ora che pensi un pochino alla mia famiglia, che pensi un po' alla mia vita, ai miei amici e così ho fatto". 

Ma ti manca?
"Mi manca, non lo nascondo, è inutile nasconderlo, mi manca perché le corse mi mancano. La Federazione infatti mi ha proposto l'anno scorso di fare diversi GP, poi ho accettato di farne solo tre e quest'anno ne farò altrettanti e li faccio come steward appeal, che sarebbe lo steward dove i piloti se sono penalizzati dai steward permanenti si appellano. Se vogliono appellarsi contro una decisione, lo fanno allo steward appeal panel".

Sarà un lavoro difficile, non piace a tutti l'operato di Spencer. 
"Ti spiego, è difficile perché in effetti gli steward, quelli permanenti, hanno a disposizione tante più immagine di quelle che noi, diciamo noi dal di fuori, da pubblico, vediamo in televisione perché loro possono accedere alle immagini dell'elicottero, alle immagini dell'onboard camera, alle immagini della tv a circuito chiuso. Sai che ogni circuito ha 30, 35, telecamere interne, quindi accedono a tante informazioni che dal di fuori non si riescono a vedere. Magari un'immagine che vedi attraverso la broadcast, la tv normale, ti sembra una cosa quando invece la vai a vedere in altre prospettive è tutta un'altra cosa, per cui io devo difendere un pochino l'operato dei marshall che può sembrare non eccezionale, ma ti dico loro hanno a disposizione molto più immagini di quelle che noi vediamo. Per cui io dico tante volte se hanno deciso così, nonostante io pensi di non essere d'accordo, mi affido alle loro decisioni".

Arriverà Liberty Media, secondo te Ezpeleta si farà da parte e cambierà tutto?
"Inizialmente no, perché Liberty Media sa benissimo che se la MotoGP è arrivata a questo punto è sicuramente grazie a Carmelo Ezpeleta ed alla sua squadra, compreso suo figlio che ha preso un po’ in mano la situazione negli ultimi anni e sta facendo molto bene, sta prendendo quasi il posto del padre. Per me è bravissimo, quindi penso che almeno fino al 2027 resteranno loro a capo di tutto. Certo non so se hanno effettivamente tutta questa voglia di rimanere, hanno dedicato tantissimo tempo, direi tutta la loro vita a questo sport. Visto che l’investimento ha funzionato, oggi potrebbero anche godersi un po’ tutto questo denaro che sta entrando nelle loro tasche. Però hanno anche tanta passione, quindi penso che fino al 2027 cambi poco".

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