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SBK, Canepa: “Toprak ha reso la Yamaha una moto estrema, con Rea è diverso”

L’INTERVISTA - “Johnny è riuscito in poco tempo a trasformare i punti deboli di Toprak in punti forti della R1. Quando vedevo i suoi dati mi veniva il mal di testa. Correrò a Daytona con la R6, sarà un qualcosa di inedito”

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Uno dei piloti più attesi al via di questa stagione del Mondiale Superbike è certamente Johnny Rea. Il Cannibale riparte infatti da Yamaha con l’obiettivo di recitare una parte da protagonista. Chi ha seguito da vicino il nordirlandese nel corso dell’inverno è Niccolò Canepa, che come ben sappiamo ricopre il ruolo di collaudatore ed è impegnato nel Mondiale Endurance.

A proposito delle sfide che attendono il ligure quest’anno, c’è la partecipazione alla 200 miglia di Daytona, considerata da sempre come una delle gare regine nel palcoscenico delle due ruote.

“Il team manager di YART ci aveva promesso in caso di vittoria del titolo la partecipazione alla 200 miglia di Daytona – ha esordito Canepa – alla fine gli è toccato mantenere la promessa (sorride). A parte le battute sono molto entusiasta, perché è una gara suggestiva, verso cui non manca la curiosità”.

Niccolò, cosa dobbiamo aspettarci?
“A Dayton correrò con la R6, di conseguenza dovrò abituarmi alla moto, visto che sono solito utilizzare la R1. Di certo i piloti americani conoscono bene la pista e questo aspetto li faciliterà non poco, anche se noi non vogliamo partire sconfitti. Penso sia difficile fare un pronostico, considerando tra l’altro i tempi stretti dedicati ai turni. Abbiamo però svolto un test ad Almeria con l’obiettivo di arrivare pronti. Alla fine è la prima gara dell’anno, dove la strategia e le scie contano tantissimo”.

Domanda secca: tra vincere a Suzuka o Daytona cosa scegli?
“Suzuka resta quella gara che mi manca, però sarebbe bello prendere entrambe! Vorremmo infatti essere sul podio”.

Niccolò parliamo di Mondiale Superbike. Cosa dobbiamo aspettarci da Rea?
“Johnny l’ho visto a suo agio con la moto e il suo sorriso ne è la conferma. Ovviamente serve tempo per trovare il giusto amalgama. Durante l’inverno ci sono state giornate positive, altre un po’ meno, ma questo fa parte del naturale percorso di crescita e collaudo interno. Lui però ha un’esperienza incredibile e me lo aspetto competitivo fin dal primo weekend”.

Quanto è cambiata la Yamaha da Toprak a Johnny?
“Toprak era estremo, diverso dagli altri piloti, infatti le sue soluzioni non piacevano agli altri. Johnny invece è più standard in sella alla R1, di conseguenza è stato più semplice cucirgliela su misura. La moto non è rivoluzionata, anche se il nostro percorso di evoluzione prosegue”.

Qual è l’aspetto che più differenzia i due?
“Toprak era fortissimo nelle curve con ripartenze, ma il suo punto debole con Yamaha erano i curvoni veloci, tipo Portimao o quella che precede il rettilineo di Jerez, infatti pensavamo fosse un problema legato alla moto. Johnny, invece, è velocissimo in queste curve, perché ha un’interpretazione diversa che lo rende più performante. Per quanto visto ad oggi Rea ha saputo trasformare i punti deboli di Toprak in punti forti sulla Yamaha”.

C’è anche Locatelli…
“Io penso che quest’anno Locatelli sarà una grandissima sorpresa, considerando soprattutto quanto fatto nel corso dell’inverno. Andrea è un pilota capace di mantenere la calma nei momenti difficili, inoltre ha avuto la forza e la capacità di dividere il box con Toprak. Ricordo infatti che nei test Toprak nei test mi faceva venire il mal di testa a vedere i suoi dati (sorride)”.

 

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