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SBK, Montella: “Ho un po’ di rimpianti per la Moto2, ma adesso non ci tornerei”

“La vittoria a Phillip Island ce la siamo meritata sia io che la squadra, che mi è stata vicina anche nei momenti difficili. Resterò in Supersport, ma non penso di continuare con Kawasaki il prossimo anno”

SBK: Montella: “Ho un po’ di rimpianti per la Moto2, ma adesso non ci tornerei”

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Con il successo conquistato in Australia nella penultima gara dell’anno, Yari Montella ha chiuso in bellezza la sua “operazione rilancio”. La prima annata in Supersport del pilota campano, dopo la separazione con il team Speed Up, che ha messo fine alla sua avventura in Moto2 a metà 2021. Quello tra le derivate di serie non è stato un debutto semplice per Yari, che in questa intervista in esclusiva ci ha tracciato un bilancio della sua stagione e di ciò che lo aspetta nel 2023.

Che voto daresti a questo tuo primo anno in Supersport?
“Nel complesso gli darei un 7, perché in Indonesia abbiamo fatto un upgrade alla moto che mi è piaciuto e da lì sono riuscito a farmi notare. Vedendo la prestazione e i tempi sul giro, ci siamo accorti che qualcosa era cambiato, poi l’Australia è stata una conseguenza del lavoro che abbiamo fatto a Mandalika e abbiamo portato avanti. Lì siamo stati veloci sia sul bagnato che la domenica sull’asciutto. Ho chiuso quinto, ma facendo un Long Lap e degli errori nei primi giri. Sull’asciutto eravamo comunque da podio. Si vede dai tempi. Se dovessi giudicare la stagione sulla base delle ultime due gare, sarebbe anche da 8, ma a metà anno ci siamo un po’ persi e poi, fortunatamente, ci siamo ritrovati nel finale”. 

Ti aspettavi il successo in Gara 1?
“È stata una vittoria un po’ inaspettata. Non eravamo prontissimi. Sia in gara che nelle prove libere, siamo sempre stati abbastanza veloci sull’acqua, però il bagnato è un po’ un terno al lotto. Con la Kawasaki ho corso poche volte sul bagnato quest’anno. Forse un turno in Francia e basta, quindi era tutto un po’ nuovo. Nel momento in cui siamo partiti ho seguito Caricasulo, che sapevo essere un po’ più esperto. La moto non la conosceva bene sull’acqua, però sa bene come gestire le gomme. Ho visto che riuscivo a tenere il suo passo senza ammazzarmi e stavamo aprendo il gap con quelli dietro, quindi ho pensato che sarebbe potuta venir fuori una bella gara e volevo far bene. Forse, sono stato anche un po’ fortunato per la sua caduta, ma credo sarebbe comunque stato divertente finire insieme in volata”.

Avresti potuto vincere anche senza la sua caduta?
“Non lo so. A differenza sua io ero un po’ meno al limite, quindi, magari, avevo qualche carta in più da giocarmi all’ultimo giro, nell’ultima parte del circuito. Però, non so se avrei vinto ugualmente”.

Cosa hai provato salendo sul podio per la prima volta?
“Nel momento in cui ho tagliato il traguardo, ho riso per tutto il giro. Anche quando sono salito sul podio, non mi sono emozionato, mi veniva da ridere. Però, è stato bello e importante farlo in Australia, su una pista del genere”. 

Qual è stato il momento più complicato della stagione?
“Sicuramente la prima gara ad Aragon, che ho iniziato con una caduta, e poi l’Argentina non è stata gentilissima. C’è stata qualche gara complicata, direi tutta la metà del campionato, perché eravamo entrati in un loop per cui ogni volta che provavo a spingere, mi stendevo. Cosa che dall’Indonesia non è più successa, perché ho trovato la fiducia e la consapevolezza di poter far bene”.

Arrivando dalla Moto2, quanto è stato difficile adattarsi alla Kawasaki ZX-6R?
“All’inizio ho fatto un po’ fatica. Già di per sé la Kawasaki non è una moto che ti dà subito confidenza - bisogna farci qualche chilometro sopra per capirla bene - Il primo test è stato proprio disastroso. Ho fatto tre cadute in due giorni ed ero proprio demoralizzato, perché venivo da una stagione già abbastanza complicata. La mia idea era di ripartire a cannone dalla Supersport, ma mi sono ritrovato con questo test con tre cadute, non riuscivo a essere veloce come avrei voluto e sono andato un po’ nel pallone. Ma alla fine abbiamo lavorato con calma ed è arrivata questa vittoria”.

Parlando sempre di moto, il 2022 ha visto l’ingresso in SSP della Ducati Panigale V2 955 e della Triumph 765 RS. Come ti sei trovato a gareggiare con moto con una cilindrata differente? Pensi che le prestazioni siano state bilanciate in maniera adeguata?
“Sì, credo che le abbiano livellate abbastanza bene. C’è da dire che la Ducati e la Triumph, avendo un motore diverso, si guidano in maniera diversa e, quando ti trovi dietro di loro, se hai una Yamaha o una Kawasaki, fai un po’ fatica a guidare come loro e ti spezzano un po’ il ritmo, perché non riesci a guidare come ti servirebbe per andare forte. Questo perché la Ducati ha più potenza a bassi regimi, rispetto a Yamaha e Kawasaki. Comunque, secondo me è venuto fuori un bel campionato, abbastanza equilibrato”.

Come ti sei trovato con il team Puccetti? 
“Benissimo. Ho instaurato un rapporto con tutti i meccanici, il capotecnico e anche con Manuel. Mi sono stati vicino anche in momenti in cui volevamo fare tanto, ma raccoglievamo poco. Questa vittoria ce la siamo meritata un po’ tutti. Sia io come pilota, che loro come gruppo”.

Per la prossima stagione si parla della nascita di un Junior Team Puccetti. Sarà quella la tua sistemazione, o hai altri progetti?
“Sicuramente continuerò in Supersport. Continuare con Kawasaki è una strada che mi piacerebbe intraprendere, ma non credo si riesca a trovare il giusto compromesso e, ad oggi, non c’è nessuna proposta valida per rimanere lì. Stiamo valutando altre soluzioni e spero tra qualche giorno di poter concludere il tutto e iniziare la preparazione per l’anno prossimo”.

Ti piacerebbe tornare un domani nel Motomondiale, o preferiresti continuare in SBK?
“Ad oggi non sento la necessità di ritornare di là, perché qui in Superbike il paddock è familiare, tranquillo, e si sta bene anche con i piloti. Se vai forte, vinci e fai carriera ugualmente. Ad oggi non sento l’esigenza di tornare o di andare in MotoGP. Magari tra 3-4 anni cambiano le cose e si va, ma adesso non mi cambierebbe molto”. 

Non hai nessun rimpianto per come è finita in Moto2?
“Un po’ di rimpianti mi sono rimasti. Mi sarebbe piaciuto finire almeno un anno prima di prendere qualunque tipo di decisione, ma allo stesso tempo va bene così. Siamo arrivati in Kawasaki con Puccetti e se tiriamo le somme ci siamo portati a casa una vittoria in un campionato del Mondo, che non fa mai male, e stiamo lavorando per trovare un progetto valido per l’anno prossimo, che ci permetta di fare una bella stagione”.

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