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SBK, Che fine ha fatto Smith? Lavora sul 'Progetto 109' nel MotoEstate

Da un biennio a questa parte, l’ex MotoGP Bradley Smith è coinvolto insieme a Claudio Corti nel Progetto 109 volto alla crescita di giovani talenti. Lo scorso week-end la prima vittoria del loro portacolori Christian Stringhetti nel MES Supersport 300  

SBK: Che fine ha fatto Smith? Lavora sul 'Progetto 109' nel MotoEstate

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Che fine ha fatto Bradley Smith? Dai lunghi trascorsi nel Motomondiale tra 125cc, Moto2 e MotoGP, dopo il violento incidente occorsogli in partenza alla 24 Ore di Le Mans nel Mondiale Endurance lo scorso mese di aprile, sul finire di giugno si è riallacciato tuta e casco in occasione del doppio appuntamento della Coppa del Mondo di MotoE in quel di Assen. Infortunio a parte, il pilota di Oxford sta ormai cercando di costruirsi una nuova seconda parte di carriera, non solo attraverso quelle abituali, ma persino nelle insolite vesti di manager e scopritore di talenti.

Progetto 109

Indicato come la (potenziale) speranza della terra d’Albione ai tempi della classe regina, in compagnia dell’amico Claudio Corti (anch’egli vecchia conoscenza dei palcoscenici internazionali nonché coach dello stesso Smith quando venne designato da Aprilia come sostituto di Andrea Iannone nel 2020), da un biennio a questa parte è coinvolto in prima persona nel “Progetto 109”, nato dalla somma dei loro storici numeri di gara: 38+71. L’obiettivo comune è far crescere giovani talenti nella speranza che un giorno possano scalare la ripida montagna che porta fino al Motomondiale oppure al Mondiale Superbike, fornendo giornate di coaching nei track days parallelamente al team di gara. Complice gli intoppi dettati dalla pandemia Covid, lo svezzamento del progetto è stato deciso di eseguirlo nel contesto nazionale del MotoEstate.

Che cosa è il MES?

Ideato nel 1986 dal Moto Club Valpolcevera e passato successivamente in eredità al Moto Club Ducale, nel corso degli anni il MotoEstate ha riscosso sempre più consensi tra piloti e appassionati, grazie soprattutto ai cospicui montepremi in palio. Basti chiedere a un “certo” Massimo Meregalli, attuale team director Yamaha in MotoGP, primo vincitore assoluto della nuova era del trofeo. Adeguatosi gioco-forza ai cambiamenti del mercato delle due ruote (le categorie presenti oggi sono: 1000 Open/Stock, 600 Open/Stock/Big Supersport, Race Attack 1000 e 600, Supersport 300, Naked, 125GP/Open, Moto4 e Supermono/Junior Supersport), il MES ha mantenuto comunque inalterata la sua filosofia: non si tratta semplicemente di una competizione motociclistica, bensì di un modo per condividere la propria passione con persone provenienti da tutta Italia, e qualche volta anche dall’estero, nei principali circuiti del centro-nord (Varano, Magione e Cremona). Un trofeo dove viene data assoluta libertà a poter operare sulle moto e dove non esistono vincoli legati alla tipologia di pneumatico, a cui pilota e squadra pensano autonomamente. 

Messa in pratica

Sul piano prettamente sportivo, il “Progetto 109” ha esordito ufficialmente nel MES lo scorso anno, con un doppio impegnativo fronte: da una parte l’inglese Alex Murley su Yamaha R6 nella Open 600, mentre dall’altra lo stesso Bradley Smith ha portato avanti lo sviluppo di una Yamaha R3 via YART (vedi foto di copertina), conquistando vari podi e vittorie contro i giovani leoni della Supersport 300. Superata la necessaria fase di collaudo, il ribattezzato Very Well Motosport Team ha rinnovato la partecipazione alla SS300 in vista di questo 2022, dando fiducia ai “babies” Christian Stringhetti e Marcello Castagna. Chissà che un giorno Smith e Corti non coronino il sogno di disputare una wild card nel Mondiale di categoria mediante la medesima struttura… intanto però nel MES si stanno già togliendo delle soddisfazioni, come testimoniato dalla prima vittoria ottenuta il week-end appena trascorso a Varano da Stringhetti

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