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SBK, Fabrizio: “Le migliaia di euro per far correre i giovani sono un ignobile deterrente a non cambiare”

“Quella con Marquez non è una questione personale. Anche lui ha ammesso che si sta lavorando per la sicurezza, ma non vuole alimentare polemiche sulle Federazioni che non fanno nulla"?

SBK: Fabrizio: “Le migliaia di euro per far correre i giovani sono un ignobile deterrente a non cambiare”

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La questione sicurezza in pista continua a tenere banco nel paddock della SBK, così come in quello della MotoGP ad Austin, a seguito della scomparsa di Dean Berta Vinales.

Sul discorso è tornato nuovamente Michel Fabrizio, il quale ha voluto esprimersi in maniera chiara e trasparente: “In merito alle polemiche che si sono scatenate sulle tristi verità delle gare di motociclismo ad ogni livello, anche Marquez, ha ammesso che si sta lavorando duramente sulla sicurezza dei circuiti, dell’abbigliamento e di tutto il resto – ha commentato -  non dice però il perché in quanto non vuole alimentare polemiche con le federazioni nazionali ed internazionali, che a tutt’oggi non hanno evidenziato alcuna proposta se non un tavolo di confronto sull’Istituzione di una patente a punti proposta dal sottoscritto”.

Sul discorso legato al 93, il capitolino ha poi aggiunto: “Non è una questione personale tra me e lui ma una questione di salvaguardia dei più deboli che in questo specifico caso sono giovani e minorenni. È doveroso cambiare il regolamento, ed intervenire a 360 gradi, tempestivamente già dal 20/22. Le centinaia di migliaia di euro che servono per fare correre i ragazzi nei vari campionati nazionali ed internazionali sono sicuramente un ignobile deterrente per non far cambiare le cose!”.

Michel non utilizza quindi troppi giri di parole, ribadendo ancora una volta il proprio pensiero a gran voce: “Non c’è più tempo per fare affermazioni generiche che servono solo a mantenere gli equilibri di potere economico e chiedo che si intervenga in maniera tempestiva tramite la stampa e le Istituzioni se si vuole realmente salvaguardare i giovani in questo sport. Non solo Valentino Rossi conferma le sue paure relativamente ai rischi che si corrono per l’aggressività dei nuovi piloti da qualche anno a questa parte, ma anche Franco Morbidelli chiede ai piloti professionisti di dare il buon esempio in pista. Eclatante l’affermazione di Espargarò che dichiara come i suoi figli non correranno mai ma giocheranno a tennis”.

Secondo Fabrizio serve quindi intervenire in modo rapido: “Il vero problema sta nella direzione che questo sport sta intraprendendo, rinnovo quindi l’invito alla Dorna e alla Federazione Internazionale di aprire un tavolo di confronto con persone esperte che comincino a riscrivere le regole a salvaguardia dei giovani per aumentare la sicurezza in questo sport e portarla ai livelli di garanzia che è arrivata la Formula 1 oggi. Basta con le promesse aspettando che il tempo passa e tutto il mondo si dimentica di ciò che è accaduto”.

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