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SBK, Barcellona: ombre e interrogativi sul test di Tito Rabat e la Ducati

Oltre 100 giri, uno scarico nuovo, e un distacco da Rea che supera il secondo e mezzo: perché Rabat sta faticando così tanto con la Panigale V4?

SBK: Barcellona: ombre e interrogativi sul test di Tito Rabat e la Ducati

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Barcellona doveva essere la prova del riscatto per Tito Rabat. Già, perché a Misano lo spagnolo aveva non poco sofferto, tanto da chiudere in anticipo la due giorni di test romagnola. In Catalogna la musica è leggermente cambiata, anche se i problemi sono proseguiti. D’altronde l’ha ammesso lui stesso ieri sera: “Non è andato molto bene questo test e non sono felice – ha commentato senza troppi giri di parole – di sicuro la situazione era migliore rispetto a Misano, anche se non ci voleva molto”.

Un piccolo passo avanti c’è stato, il problema è che la moto non è ancora cucita su misura e il gap della vetta è ben evidente. Johnny Rea, che ha chiuso al comando i test del Montmelò, gli ha rifilato oltre un secondo e mezzo: “Ho lamentato continue vibrazioni – ha svelato – solo nel corso dell’ultimo giorno siamo riusciti ad andare oltre. Il problema è che fatico molto in frenata e la moto si muove, non è stabile. La squadra ha lavorato, tutti noi abbiamo lavorato al massimo, ma serve fare qualcosa di più”.

Di sicuro l’impegno Tito ce lo sta mettendo, tanto che in Catalogna nessuno ha girato come lui. Ben 111 le tornate realizzate, ovvero 30 in più rispetto ad Andrea Locatelli, che ne ha compiuto 86. Inoltre, come se non bastasse, Tito ha pure provato uno scarico con disegno diverso rispetto a quello tradizionale.

Il cammino però è lungo e lui ne è consapevole: “Dobbiamo cercare di avere una moto stabile – ha sottolineato – in particolare nella fase di frenata. So che posso migliorare ed è quella la strada da seguire”. Il tempo però incalza: “Il Mondiale parte a maggio, ma a me resta un solo test prima di Aragon, ovvero due giorni di tempo. Dovremo fare di tutto per essere pronti”.

 

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