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SBK, Misano: Rabat incassa un secondo e mezzo da Rinaldi, ecco cosa non ha funzionato

IL CASO – Non è andata secondo i piani la due giorni di Tito, che ha chiuso i test all’ultimo posto tra nervosismo, gomme anomale e altro

SBK: Misano: Rabat incassa un secondo e mezzo da Rinaldi, ecco cosa non ha funzionato

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Misano, ore 17:30 circa: mentre Michael Ruben Rinaldi sigla il miglior tempo della giornata, Tito Rabat si è già tolto la tuta da mezz’ora ed è già sulla sua macchina per lasciare il circuito dedicato alla memoria di Marco Simoncelli.

Il portacolori del team Barni ha infatti concluso la due giorni di test con l’ultimo tempo tra le Superbike, ovvero in 1’35”210 a oltre un secondo e mezzo dal portacolori Aruba. Il morale dello spagnolo non è certo dei migliori, perché qualcosa è andato storto. Dal suo volto trapela infatti nervosismo nel momento in cui si confronta con il capotecnico e l'entourage Ducati, anche perché le ambizioni erano ben altre alla vigilia.

Ci si chiede quindi cosa non abbia funzionato. Il momento più critico del test di Rabat è stato senza ombra di dubbio quando ha deciso di utilizzare la gomma da qualifica. In quel momento Tito pensava di abbassare in modo importante il proprio riscontro cronometrico, invece ecco l’amara scoperta. Già, perché con la gomma morbida, lo spagnolo è addirittura risultato più lento in confronto allo pneumatico da gara.

Un sorpresa amara per l’iberico, la cui delusione sul volto è stata a dir poco emblematica. Rabat continua a insistere, ma anziché abbassarsi, i riscontri cronometrici aumentano. Meglio allora fermarsi e capire cosa non funziona. Secondo quanto raccolto, il problema del portacolori Barni è che al momento non ha ancora una base solida e di conseguenza tutto ciò non gli ha consentito di sfruttare al meglio il potenziale offerto dalla gomma da qualifica, cosa che invece Rinaldi ha sfruttato al meglio.

In ottica gara, invece, la situazione sembra essere meno critica, anche se qualche difficoltà emerge. Già, perché sul passo, Rinaldi ha girato sull’1’35” basso, mentre Rabat sull’1’35” alto, tanto che tra i due il gap superava il mezzo secondo, arrivando addirittura a toccare gli otto decimi.

Insomma, l’apprendistato di Rabat con la Ducati V4 non è stato così semplice e scontato, come magari qualcuno poteva immaginare. Di sicuro c’è tutto il tempo per migliorare e progredire, anche perché il Mondiale partirà soltanto nella seconda metà di maggio. A Barcellona, tra meno di due settimane ne capiremo di più.    

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