SBK, Cortese: "Ringrazio di essere ancora vivo, ma voglio tornare a correre"

"Sono stato vicino a finire su una sedia a rotelle ma le gare mi mancano troppo. Ho 31 anni e non è troppo tardi, se troverò una moto competitiva tornerò in pista"

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Si sta per concludere un inverno complicato per Sandro Cortese. Il pilota tedesco, infatti, è alle prese con il recupero dal brutto infortunio dello scorso agosto, quando a Portimao si fratturò una vertebra e la tibia in uno scontro prima con Mercado e poi con le barriere del tracciato portoghese. Ora però il peggio sembra passato. 

“L’ultima parte dell’anno scorso è stata davvero dura ha detto Cortese al sito ufficiale della SBK - Per molti mesi sono stato impegnato nel recupero e nella riabilitazione che si sono protratti anche all’inizio di quest’anno. Non potevo praticare sport ma adesso posso provare ad allenarmi sempre di più. Possibilmente ad aprile mi sottoporrò a un’altra operazione per rimuovere le placche. Nel controllo che ho svolto a dicembre sembrava tutto ok ma non avevo ancora recuperato al 100%. I medici mi hanno detto che hanno bisogno di rivalutarmi a fine febbraio o a inizio marzo e che poi possiamo fissare una data per l'operazione per rimuovere le placche che non mi causano dolore anche se in alcune posizioni sono un po’ scomode”. 

Cortese quindi punta al pieno recupero anche se per questa stagione sarà molto complicato vederlo in sella nel campionato del mondo. 

“Per quanto riguarda le gare, quest’anno sarà molto difficile correre; tutti i posti buoni sono coperti e quindi ora mi concentrerò sul mio pieno recupero e vedremo cosa ci riserverà il futuro. Devo ringraziare molto di essere ancora vivo, di camminare normalmente e di vivere di nuovo una vita normale. Ovviamente le corse mi mancano tanto e mi sarebbe piaciuto che tutto fosse andato diversamente ma quando ti trovi ad affrontare dei periodi così difficili e un infortunio così grande devi soltanto ringraziare di essere di nuovo normale. Sono andato molto vicino a finire su una sedia a rotelle. Rendendomi conto di questo mi sono dimenticato del resto”.

Una fortuna nella sfortuna, dunque, anche se il sogno di tornare a competere ad alti livelli c’è ancora per il campione del mondo Moto3 del 2012 e della Supersport del 2018. 

“Il mio desiderio è quello di tornare in sella a una moto e di farlo con un team competitivo. Ho 31 anni, non sono troppi per correre quindi se riuscirò a tornare in pista con un team e una moto competitivi, lo farò. Non sono il tipo di pilota che corre solo per il fatto di essere presente nel paddock; se tornerò sarà perché vorrò lottare per le prime posizioni. Nel nostro mondo è tutto molto veloce, un attimo prima non hai niente per le mani e un attimo dopo hai un’opportunità che non ti aspettavi. Punto a tornare di nuovo in forma al 100% e se avrò quest’occasione allora la coglierò”.

Ad ogni modo, durante l’infortunio Sandro sembra aver trovato molte spalle tra i suoi affetti più cari.

 “Le persone più importanti sono la mia fidanzata, la mia famiglia e gli amici; quando ero in un periodo difficile parlavamo tantissimo ogni giorno. Sono stati con me ogni momento. Molto presto però ho capito che non dovevo essere turbato per ciò che era successo. Quando ero in ospedale e ho visto come sarebbe potuta andare a finire, ovvero restare su una sedia a rotelle per il resto della mia vita, ho colto gli aspetti positivi di ciò che era accaduto. Mi sono ripreso, sono riuscito a camminare di nuovo e in poco tempo anche a fare nuovamente tutte le cose che amo. Quando ho parlato con la mia famiglia mi hanno detto solo di ringraziare”.

 

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