MotoGP, Doohan: "Marquez tornerà lo stesso di prima, l'incidente è alle sue spalle"

"Da un punto di vista mentale rimarrà Marc, deve solo lasciarsi alle spalle il danno fisico. Il mondiale è ancora interessante, certamente. Il pilota più forte non è qui, ma fa parte delle corse"

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La Honda è tornata sul podio a Le Mans grazie a Marquez, ma è stato il fratello Alex a riuscire nell’impresa in un Gran Premio reso difficile dalle condizioni infide della pista.

Il suo successo ci ha confermato che con ‘Magic’ in pista il campionato avrebbe preso una piega diversa da quella attuale che vede Quartararo al comando del campionato, ma con appena 115 punti, una incredibile (e bassa) media di 12,7 punti a gara.

A cinque gare dalla conclusione, con il primo dei due Gran Premi che si disputeranno sulla pista di Aragon a partire da questa domenica, non si sa comunque ancora quando il fuoriclasse della Honda potrà rioccupare la sella della sua RC213-V.

Stefan Bradl infatti è stato confermato al suo posto e c’è chi, ora, si domanda se rivedremo il fuoriclasse di Cervera durante quest’anno. E soprattutto se rivedremo in pista lo stesso pilota.

Chi non ha dubbi in proposito è Mick Doohan che con Honda ha vinto ininterrottamente dal 1994 al 1998, ritirandosi poi anche lui in seguito ad un brutto incidente occorsogli proprio a Jerez.

“Marc rimane Marc - ha detto Mick - E' certamente una situazione difficile per lui, ma ad essere onesti ci sono state molte cadute ultimamente e un infortunio può sempre accadere. Spesso non succede niente, ma a volte succede. La frattura di un braccio è una cosa abbastanza semplice, ma purtroppo non è potuto rientrare velocemente: non era abbastanza forte per controllare la moto”.

Ci sono state critiche feroci su quel rapidissimo ritorno, ma come ha detto Doohan a Motogp.com: “Ho fatto lo stesso in passato. Nel 1999 ho spinto troppo forte con la gamba per tornare rapidamente. Poi ho rotto tutte le viti della piastra e la mia gamba è crollata. Questo è stato il motivo per cui  mi sono ritirato”.

Questo spiega anche il motivo di quel tentativo apparentemente folle.

“Come pilota devi sempre cercare il prossimo obiettivo, e per lui l'obiettivo era probabilmente quello di tornare il più velocemente possibile. Da un punto di vista mentale rimarrà Marc, deve solo lasciarsi alle spalle il danno fisico - ha continuato Doohan - Sarà forte. Mentalmente rimane Marc. Non ho dubbi che rimarrà lo stesso. Sarà in grado di vincere di nuovo e di vincere Campionati del Mondo. Un infortunio non cambia il tuo approccio alle corse. Noi piloti sappiamo che un infortunio può accadere. È una cosa da accettare anche prima di salire sulla moto. E quando succede, si cerca di capire perché è successo e quanto tempo ci vuole per tornare. Purtroppo, con Marc, ci vuole un po' più di tempo. Ma da un punto di vista psicologico, l'ha già elaborato, si tratta fondamentalmente di rispondere a questa domanda: Quando potrò tornare e ricominciare ad esibirmi al mio livello migliore?”

Interrogato sull’attuale mondiale Mick ha fatto alcune interessanti osservazioni.

“È ancora interessante? Sì, certamente. Il pilota più forte non è qui, ma fa parte delle corse. E’ strano piuttosto che nessuno sia consistente. Ed è inusuale che ci siano state tante cadute. Quartararo nel 2019 ha fatto un bel lavoro anche se Marc qualche volta ha dato l’impressione di giocare. E’ lui il favorito. E poi c’è Mir :quando le gomme iniziano a funzionare lui e la sua Suzuki diventano i più veloci in pista”.

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