MotoGP, Miller: “Non sono Stoner: mi sento più simile a Troy Bayliss”

“Alla MotoGP serve uno come me che lotti per il Mondiale. So di poter battere Marquez. Bagnaia? È un pilota troppo esigente che non si sente libero”

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Il suo futuro è scritto. Già, perché Ducati ha deciso di puntare forte su di lui, affidandogli una moto ufficiale per il 2021. Stiamo parlando ovviamente di Jack Miller, la cui promozione nel team factory è stata resa nota due settimane fa.

Non manca quindi dunque l’attesa nei confronti dell’australiano, che per l’occasione è stato protagonista di una live chat su Sky insieme ad Antonio Boselli. Per l’occasione l’alfiere Pramac ha parlato delle sue aspettative: “Mi sento in grado di guidare la squadra a lottare per ogni traguardo, come è successo nella seconda parte della passata stagione – ha sottolineato – dentro di me ho la consapevolezza di diventare un pretendente al titolo, il Mondiale ne ha bisogno”.

Parole chiare e trasparenti quelle di Jack, tanto che non manca un accenno nei confronti di Marc Marquez: “Batterlo? Certo, perché sennò non farei quello che faccio – ha risposto - Marquez è stato straordinario, è saltato su una MotoGP ed ha vinto subito il titolo mondiale al debutto, ma io credo di essere sulla strada giusta, mi ci vuole semplicemente più tempo”.

Intanto Ducati ha confermato ancora una volta il proprio legame con i piloti australiani dopo Bayliss e Stoner: “Siamo tutti diversi tra di noi – ha osservato Miller - Stoner era diverso da Bayliss e io sono differente rispetto a loro. Forse mi sento più simile a Bayliss, ho uno stile mio, diverso rispetto agli altri. Casey era un talento naturale ed era bellissimo vederlo correre”.

Infine c’è anche tempo per un messaggio nei confronti di Pecco Bagnaia, attuale compagno di squadra: “A volte Pecco è troppo esigente con sé stesso – ha analizzato Miller - sulla sua tuta ha impresso la scritta 'go free', sii libero, ma non vedo una persona libera. Vedo che lavora tantissimo, è determinato ed è un pilota con un gradissimo talento, ma ogni giorno finita la sessione si siede davanti al computer e guarda la telemetria per ore. Intendiamoci, è importante farlo ma non sei un ingegnere, c'è già chi fa quel mestiere, penso solo che debba rilassarsi, forse come faceva una volta. Sono sicuro che in passato non era così, era meno sui dati e più sul fatto di divertirsi in moto”.    

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