MotoGP, Spies a Lorenzo: "avresti corso solo per divertirti? Non ci credo!"

VIDEO -  Scambio di battute fra i due ex compagni di squadra. Ben: "a Barcellona saresti stato veloce". Jorge: "fai anche tu una wild card in SBK... per divertimento"

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I due ex compagni di squadra Jorge Lorenzo e Ben Spies sono stati protagonisti di una divertente intervista condotta da Matt Birt. Naturalmente si è subito parlato del nuovo ruolo come collaudatore per Yamaha del maiorchino e della sua possibilità di un ritorno in MotoGP.

Ho accettato questo lavoro come se fosse un hobby - ha spiegato Lorenzo - Mi piace guidare e penso sia una buona opportunità per continuare a farlo e allo stesso tempo dare qualcosa in cambio alla Casa che mi ha permesso di entrare in MotoGP e vincere 3 titoli mondiali. Vorrei continuare a fare il tester per Yamaha, ma se non accadrà sarà lo stesso, non mi toglie il sonno. Non so so potrò correre una gara senza fare delle prove prima, come era in programma per la wild card a Barcellona”.

Per questa stagione, però, tutte le wild card sono state annullate. Jorge, però, ha giurato di non preoccuparsene troppo.

Onestamente, non avevo preso la decisione di correre a Barcellona per mettermi alla prova come pilota o per capire se potessi tornare a correre - ha sottolineato - Per il momento ho chiuso quel capitolo della mia vita, non sento la necessità di tornare, anche se nella vita non si può mai sapere”.

La spiegazione, però, non ha convinto Ben che ha scherzato: “Certo, lo avresti fatto solo per divertimento! Come se non fossi veloce su quella pista!”.

Lorenzo è stato al gioco e si è difeso: “devi avere lo stesso stile di vita di un pilota della MotoGP, devi prendere le cose sul serio, se vuoi provare a battere gli altri devi essere al 100%. Io ho già cambiato la mia mentalità, quindi avrei voluto solo divertirmi e godermi il fine settimana, senza cercare di fare nessun risultato speciale. Anche se Ben non ci crede” ha sorriso.

Il texano è convinto che il maiorchino non avrebbe sfigurato: “sarebbe stato fantastico rivedere Jorge correre. Appena l’ho rivisto sulla Yamaha sembrava fosse tornato nel passato, al 2011 o al 2015. Sarebbe stato sicuramente veloce, si sarebbe divertito” ha detto.

Anche Ben, qualche anno fa, aveva pensato a un ritorno alle gare, in MotoAmerica con la Ducati.

Un paio di anni fa c’è stata la possibilità che tornassi a correre in America - ha ammesso - Sarebbe stato possibile, ma è stato difficile mettere tutto insieme. Non sono stupido, so che sono passati molti anni,  tutto sarebbe dovuto essere come avrei voluto e non sarebbe stato facile lo stesso. Ormai non ho più interessato, magari in futuro io e Jorge potremmo fare qualcosa nell’Endurance, dopo i 40 anni.

Jorge, allora, non si è fatto sfuggire l’occasione di passare al contrattacco: “Ben, potresti fare il tester per la Yamaha in SBK e magari qualche wild card. Ma solo per divertimento!” ha scherzato.

Infine Lorenzo ha risposto a due domande di Ben. La prima era quale fosse stato il suo Mondiale più difficile da vincere.

Il campionato più difficile è stato il 2015 perché è stato il primo in cui ho sentito più pressione - la risposta -Fortunatamente, nelle altre stagioni ero riuscito a vincere molte gare e avevo un buon vantaggio su Pedrosa. Nel 2015 in Qatar Valentino vinse la gara e io arrivai 4°, quindi mi ritrovai subito dietro di lui in classifica. Per 17 gare fui secondo dietro di lui, cercando di riprenderlo, in certi momenti  ho visto la vittoria impossibile, come quando mi sono lesionato i legamenti in allenamento, arrivai a Motegi infortunato, credevo di potere vincere, ma arrivai 3° e Valentino mi batté, ero lontano in classifica. Poi arrivò la Malesia, con tutto quello che successe, ebbi l’opportunità di vincere il titolo a Valencia e non la mancai”.

La seconda, invece, a quale età Jorge ha capito che sarebbe diventato un pilota professionista.

A 10 anni, quando vinsi il mio primo campionato nazionale - ha spiegato - Poi ebbi un’altra conferma quando vinsi nel Mondiale la mia prima gara nel 2003, mi dissi: ok, non farò un lavoro normale”.

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