SBK, Bayliss: “Rossi può ancora vincere come feci io a Valencia”

“Valentino non ha nulla da dimostrare, è ancora in grado di lottare per le vittorie. Oli? Non è facile essere al muretto e guardarlo”

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Dici Phillip Island e non puoi non pensare  a Troy Bayliss. C’è anche la leggenda tra coloro che sono presenti sulla pista in Victoria in occasione della settimana che conduce alla gara inaugurale della Superbike. Per anni siamo stati abituati a vederlo in azione con la Ducati, questa volta invece ricopre un ruolo speciale, ovvero quello di padre e allo stesso tempo di coach.

Già, perché sull’Isola di Filippo il figlio Oli ha un doppio appuntamento, ovvero debuttare nel Mondiale SuperSport e allo stesso tempo prendere parte al round dell’ASBK. Insomma, non manca il da fare per il tre volte iridato Superbike.

“La moto ce l’ho sul camion, ma questa volta non la utilizzo – esordisce scherzando Troy – sarebbe stato bello correre qua a Phillip Island, ma ho un compito abbastanza impegnativo (sorride). Come ben sapete sono qua per seguire Oli da vicino, dato che sta preparando il debutto Mondiale nella Supersport. È un passo importante per lui, lo vedo entusiasta, un po’ teso, ma fa parte del gioco. Devo cercare di trasmettergli sicurezza, ma soprattutto le giuste indicazioni per capire al meglio la pista e la moto”.

Ti ha chiesto qualche consiglio in particolare?

“Parliamo continuamente ogni volta che rientra ai box, in modo da capire quali sono le sue sensazioni con la Yamaha. Cerco di trasmettergli quella che è stata la mia esperienza in pista a Phillip Island, consapevole che questa non è una pista facile e il Mondiale è complicato. Ci sono infatti piloti forti e d’esperienza”.

In molti si chiedono quando vedremo Oli in Europa?

“Lui sarebbe entusiasta di venire, ma prima deve cercare di vincere il Campionato 600 ASBK e concentrarsi sugli studi. Poi vedremo come muoverci. Ovviamente l’obiettivo è il Mondiale SSP nel 2021, ma allo stesso tempo considero ancora la possibilità legata alla Moto2”.

Come vivi il fatto di essere al muretto e tuo figlio in pista?

“Non è una cosa semplice, infatti non nego che c’è un po’ di preoccupazione. Mia moglie vive questa situazione molto meglio, dato che ha più esperienza rispetto a me. Avrò bisogno un po’ di tempo (sorride)”.

Troy, qua a Phillip Island scatta il Mondiale SBK. Domanda secca : chi vince Gara 1?

“Domanda difficile. Di sicuro Rea è l’uomo da battere e parte con i favori del pronostico. Il fatto è che quest’anno ci sono diverse novità e cambi di casacca e di conseguenza sarà tutto più interessante. C’è ad esempio Toprak con Yamaha e Scott con Ducati”.

Hai citato Redding. Cosa dobbiamo aspettarci?

“Non so se porterà a casa o meno la vittoria. Di sicuro per lui questa è una grande occasione da sfruttare. È un pilota simpatico, per i suoi modi ricorda quelli degli anni 80, sarà interessante vederlo in azione nel Mondiale Superbike” 

Tra sette giorni scatterà invece la MotoGP. Cosa deve fare la Ducati per battere Marquez? Sembra una Mission Impossible.

“La Ducati sta facendo il massimo per battere Marc e la dimostrazione è data da tutte le novità tecniche che porta continuamente in pista durante i test. Può fare inoltre affidamento su un pilota come Dovizioso, che ha mostrato in più occasioni il proprio potenziale. La Ducati non sta sbagliando nulla, semplicemente si è trovata di fronte un fenomeno come Marc e non è facile conviverci”.

Rimanendo in tema di MotoGP, credi che questo sia l’ultimo anno di Rossi?

“Molto dipenderà dalla sua competitività, ma a parte ciò per me rimane una leggenda. Vale non ha bisogno di mostrare nulla a nessuno, può anche ritirarsi domani e sarebbe comunque una leggenda. A lui non servono vittorie, titoli, tutti noi sappiamo bene quale sia il suo valore. Anzi, secondo me può ancora vincere come feci quella volta a Valencia. L’età non conta, continua ad allenarsi ed è in forma”.

Ultima battuta: ti ha sorpreso Lorenzo come collaudatore?

“Jorge ha fatto la sua scelta e l’unico cosa che conta è che sia felice”.

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