SBK, Davies-Ducati: contro Rea e Redding si gioca titolo e futuro in Rosso

Chaz non potrà permettersi di finire all’angolo e fare da gregario come accaduto con Bautista lo scorso anno, perché in ballo c’è la sua permanenza con la Rossa  

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È arrivato in Ducati nel 2014 con l’obiettivo di riportare a Borgo Panigale quel titolo che manca dal 2011, anno dell’ultimo trionfo firmato da Carlos Checa. Ci ha provato in tutti i modi Chaz Davies a raggiungere l’obiettivo, ma fino ad oggi c’è chi ha pensato bene di rovinargli i piani.

Poco prima del via del Mondiale, ci ritroviamo sempre a chiederci se la stagione che sta per iniziare sarà quella giusta in casa Ducati, invece arrivati a fine Campionato la realtà dei fatti è ben diversa. Colpa inizialmente di Sylvain Guintoli, in sella all’Aprilia, poi il dominio Rea, che dura incontrastato da cinque anni a questa parte in sella alla Kawasaki.

Tempi duri quindi per il gallese, che per ben tre volte si è dovuto accontentare della palma di vicecampione. Un boccone amaro da mandare giù, ancora di più quando lo scorso anno ci ha pensato un certo Alvaro Bautista a metterlo all’angolo. Chaz pensava infatti che con la nuova Panigale V4 fosse possibile scrivere una nuova pagina della storia, invece la realtà dei fatti lo ha lasciato a bocca asciutta. Mentre Alvaro volava con la Rossa di ultima evoluzione, Davies doveva fare i conti con un mezzo che lo ha costretto a recitare la parte di semplice spettatore a tal punto da finire con le spalle al muro.

Inutile girarci troppo attorno: la V4 di derivazione MotoGP si è rivelata più complicata del previsto per il gallese, il quale predilige da sempre una guida basata sulle ripartenze, anziché sulla scorrevolezza. E allora ecco Davies tornare sui banchi di scuola, a studiare per ripartire. Non sarà stata certo cosa facile per un come lui, che da prima guida si è ritrovato a fare da gregario.

Un inverno trascorso quindi a imparare e capire gli errori, prima di presentarsi ai blocchi di partenza di un 2020 dove l’obbligo sarà quello di non sbagliare. Lo sa bene Chaz il peso di questo Mondiale che scatterà tra solo venti giorni in Australia a Phillip Island. Ci sarà la certezza Rea, ma soprattutto nuove leve come Toprak Razgatlioglu e un certo Scott Redding, che siamo sicuri vorrà oscurarlo come fatto la scorsa stagione da Alvaro Bautista, ora in sella alla Honda.

Definirlo una sorta di dentro-fuori questo 2020 potrebbe forse essere troppo forte come termine, ma di sicuro oltre alla pista Chaz dovrà fare i conti anche con il suo futuro. Già, perché a fine stagione il suo contratto scadrà e con Ducati sarà necessario capire che tipo di strada imboccare. Molto dipenderà da quella che sarà la fiducia che il pilota troverà in sella alla Rossa e allo stesso tempo dai risultati conquistati.

 Sul legame tra Chaz e la Casa di Borgo Panigale non ci sono dubbi, dal momento che tra le parti scorre da sempre buon sangue. Ciò che ci sarà invece da capire è quanto Chaz riuscirà veramente a cucirsi su misura la Panigale V4 per puntare al titolo. Nonostante la stagione debba ancora iniziare, siamo convinti che il gallese non vorrà certo trascorrere un 2020 da gregario come accaduto con Bautista, perché se no guardarsi attorno diventerebbe inevitabile.

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