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MotoGP, Beirer (KTM): "Abbiamo chiesto a Pedrosa di tornare a correre"

"Però ci ha risposto di no. Non sappiamo ancora chi sostituirà Zarco nel 2020. L'errore da non ripetere? Prendere un altro pilota da Yamaha"

MotoGP: Beirer (KTM): "Abbiamo chiesto a Pedrosa di tornare a correre"

Dani Pedrosa ritorna a correre? Non createvi false illusioni perché la risposta, purtroppo, è un no secco ma sarebbe stato molto bello rivedere lo spagnolo nuovamente in sella. Anche KTM lo avrebbe voluto, ma Dani è stato inflessibile. A rivelarlo è stato Pit Beirer, direttore per il motorsport della Casa austriaca.

“Abbiamo parlato con Dani, in verità già quando avevamo firmato il contratto con lui, chiedendogli se avrebbe voluto fare qualche wild card ma ci aveva detto chiaramente di no, che aveva smesso come pilota - spiega Beirer - Glielo abbiamo richiesto dopo la fine del contratto con Zarco e la risposta è stata la stessa e rispettiamo la sua decisione. Noi abbiamo bisogno di lui come collaudatore, il suo contributo è maggiore di quanto avrei potuto sperare ed è una persona chiave nel nostro progetto. Dovevamo chiedergli se volesse correre, ma la sua risposta negativa non è stata un problema per noi”.

Quindi chi prenderà il posto di Zarco il prossimo anno?

Quando Zarco ci ha detto che non avrebbe continuato con noi, ci è subito stato chiaro che sostituirlo sarebbe stato difficile perché i piloti sono ormai tutti sotto contratto. Kallio è un tassello importante nel nostro progetto MotoGP, vediamo come andrà nelle prossime gare, quale sarà il suo livello, e se potrà essere il nostro uomo per il 2020 o se dovremo trovare un altra soluzione. Al momento, non c’è una risposta”.

Il rapporto con Johann non era nato sotto una buona stella.

Non è un segreto che abbia faticato dal primo giorno in cui è salito in moto a Valencia, è stata una sorpresa che fosse così complicato per lui, che non fosse allo stesso livello di Pol. Appena ha iniziato a spingere, ha cominciato anche a cadere. In generale, penso sia stato un sollievo per tutti finire così. Voglio sottolineare che Johann è una ragazzo forte e gentile, con un carattere speciale, è triste non avere avuto successo insieme. Spero che possa tornare a correre in MotoGP presto, ma la nostra storia è finita”.

Qual è stato il problema maggiore?

Johann non è riuscito a controllare le sue emozioni, si è messo troppa pressione addosso quando le cose non sono andate bene. Per essere veloce in MotoGP devi a volte usare certe emozioni, ma altre anche stare calmo. Abbiamo cercato di tranquillizzarlo, ma non riusciva a trovare nulla di positivo, è successo anche lo scorso GP a Misano”.

È stato quello il punto di rottura?

Eravamo molto felici e orgogliosi del passo in avanti che aveva fatto la scorsa settimana, soprattutto in qualifica, eravamo riusciti a vedere la parte meravigliosa di Johann, quello che può fare su una moto. Però lunedì siamo tornati al punto di partenza, la speranza era nuovamente sparita.

Interrompere la collaborazione è stato un modo anche per preservare la squadra?

Sono responsabile dell’intero progetto MotoGP e la metà delle persone erano tristi, perché lavoravano duramente ma continuavano a rimanere nello stesso punto. Dovevamo decidere se guardare in avanti o alle nostre spalle, era necessario per la squadra tornare a essere positiva. Con Mika potremo lavorare bene”.

Ti saresti aspettato che sarebbe finita così?

Tutto il paddock ha imparato da questa esperienza, non credevo che Zarco potesse avere così tante difficoltà su una moto diversa, pensavo potesse migliorare. Su una moto satellite, dell’anno prima, batteva i piloti ufficiali, non si lamentava mai. Ero sicuro che fosse l’uomo giusto per noi per migliorare il nostro progetto.

Cosa si può fare per non ripetere questa esperienza?

Non prenderò più un altro pilota dalla Yamaha” (ride).

Quando avete deciso di non farlo più correre?

Per noi era stato uno shock quando ci aveva detto che non avrebbe più continuato con noi. Eravamo solo a metà del primo anno e non abbiamo pensato a interrompere il contratto prima della fine della stagione. Poi qualcosa è cambiato, nella mia testa e nella squadra, e abbiamo iniziato a pensare al futuro. Con Zarco, la metà del nostro progetto sarebbe stato inutile in questo senza, senza fare test e sviluppo. Abbiamo bisogno di 4 piloti che spingano per migliorare, ma quest’idea è arrivata solo la scorsa settimana”.

Ti era già capitato di vivere una situazione del genere?

“Mai nella mia carriera, è stata una sorpresa. Ho provato a sistemare le cose, ma è stato impossibile. Penso che anche Johann capirà cosa è successo. Secondo me la rottura con il suo manager Fellon è stata molto importante per lui, siamo stati anche sfortunati a ingaggiarlo in un momento del genere.

Zarco potrebbe correre su un’altra moto  già quest’anno?

Lui è ancora sotto contratto con noi fino alla fine della stagione, ma è libero di salire su qualsiasi moto, anche domani, se ne avrà l’occasione perché vogliamo il meglio per lui”.

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