SBK, Forés: “Potevo rimanere in Superbike, ma avrei guadagnato di più da McDonald's”

“Il BSB? All’inizio ho avuto paura, ma per me è un investimento per il futuro, dato che voglio tornare nel Mondiale. Farlo con la Honda sarebbe il sogno”

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Toh, chi si rivede! Nel paddock di Aragon è presente anche Xavi Forés. L’ex pilota del team Barni è arrivato stamani al Motorland per guardare da vicino gli ex colleghi. L’amore per il Mondiale Superbike continua infatti a scorrere nelle sue vene, nonostante il salto nel BSB. Una scelta praticamente obbligata, nonostante i risultati ottenuti nell’ultima stagione. Eppure a volte serve fare un passo indietro per poi poterne fare due avanti.  

“Non potevo perdermi questo weekend – ha esordito Xavi – questa è la prima gara in Europa, tra l’altro in Spagna, di conseguenza ci tenevo a venire. In fondo questo è stato il mio paddock per molti anni e ancora oggi ho tanti bei rapporti con piloti e addetti ai lavori”.

Xavi, domanda secca: cosa pensi della Panigale V4?

“Credo sia una moto incredibile con uno sviluppo importante alle sue spalle. Dall’Igna ha infatti dimostrato tutte le sue competenze e i risultati si sono visti in pista. Oltre la moto c’è però un Bautista che sta facendo la differenza, dato che al momento le altre V4 sono più arretrate”.

Credi sia questo il film del 2019?

“Australia, Thailandia e Aragon sono piste che si adattano bene alla Ducati, forse potrà cambiare qualcosa da Assen in avanti. Personalmente non mi aspetto particolari stravolgimenti di classifica, anche perché poi durante la stagione ci sono piste che con caratteristiche che esaltano le qualità della V4”.

Forés cosa avrebbe potuto fare con la V4?

“Difficile dirlo, dato che non ho mai avuto l’opportunità di provarla. Di sicuro mi sarebbe piaciuto molto poterla guidare, anche perché credo mi sarei ben adattato, potendo provare a fare qualcosa di importante. Alla fine però non sono rimasto in questo paddock”.

Quanto è stato difficile mandare giù il boccone?

“Molto, soprattutto dopo i risultati ottenuti lo scorso anno, dato che in diverse occasioni sono salito sul podio. A dire la verità potevo anche rimanere in Superbike, mi ha cercato GoEleven, così come altre squadre. Il fatto è che avrei preso di più ad andare a lavorare al McDonald's. Non sono uno di quei piloti che vuole svendersi o piegarsi a simile dinamiche. Ho quindi preferito riflettere e guardarmi bene attorno, ripartendo dal BSB con Honda, che per me rappresenta una sorta di investimento”.

Il Campionato deve ancora partire, ma cosa ti ha colpito di questa nuova avventura?

“È come fare un tuffo nel passato, dato che nel BSB le moto non hanno elettronica, tantomeno traction control oppure dispositivi per evitare l’impennamento. Tutto ciò mi spaventava molto, infatti avevo paura, visto che era un qualcosa di mai provato prima d’ora. In occasione del primo test ho subito rimediato un highside, perché sono stato particolarmente violento nell’apertura del gas”.

È così grosso come salto dal Mondiale?

“Forse come sicurezza è un po’ peggio, dato che devi sempre avere il gas in mano e non puoi appoggiarti al traction control. Inoltre mi trovo sempre a massacrare il freno posteriore, proprio per questo motivo abbiamo creato una leva come se fosse uno scooter”.

Contro la Panigale di Redding sarà una sfida interessante.

“Certo! Avverto grande attesa nei suoi confronti e sono convinto che lui vorrà vincere subito, anche perché arriva da un Campionato come la MotoGP e cercherà di alzare il livello. A parte Scott non voglio però tagliare fuori coloro che ci corrono da anni, dato che io ancora non conosco i circuiti e quindi dovrò impararli bene”.

Prima hai detto che il BSB è una sorta di investimento.

“Esatto. Come spesso si dice a volte bisogna fare un passo indietro per poi farne due avanti e io non mi nascondo nel dire che voglio tornare in Superbike”.

Il prossimo anno Honda lancerà la nuova moto. Non sarebbe male una coppia Forés-Camier?

“Per me sarebbe un sogno, tra l’altro conosco bene Leon. Quando ho firmato con Honda per il BSB, l’idea non era quella di firmare per un anno e poi stop. Ci sono state tante riunioni prima e ho voluto ben capire cosa c’era di programmato per il futuro. Con Honda ho firmato per un progetto di lunga durata”.   

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