SBK, Laverty: siamo ancora a piedi, è un vero disastro!

Eugene è uno dei senza sella 2019: "spero in un salvataggio" insieme a Fores: "a Barni serviva budget", Baz: "meglio fermi che comprimari" e Savadori: "non ho una moto"

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Tra i tanti piloti che ancora non conoscono quale sarà il proprio futuro agonistico, ci sono diversi nomi di spicco, dai curricula importanti e protagonisti nella da poco conclusa stagione 2018.

L’irlandese Eugene Laverty, 32 anni, ha corso nel Motomondiale in 125, 250 e MotoGP, nelle derivate di serie è stato vicecampione del Mondo in Supersport e Superbike, ottenendo complessivamente 25 vittorie e 54 podi. Nonostante questo, l’ex pilota Aprilia Milwaukee è tuttora a piedi: “incredibile, che dire - non ha parole Eugene - troppi piloti forti sono senza una sella per l’anno prossimo. Io, Fores, Baz e Savadori stiamo cercando una valida sistemazione, ma è novembre, tardi, troppo tardi. Si sperava che cancellando la Superstock 1000 molte squadre salissero in SBK, ma i costi lo impediscono, dieci volte tanto. Tornare in Supersport o fare numero da qualche altra parte non mi interessa. Per me e per Xavi, Loris e Lorenzo il tempo stringe. É una situazione disastrosa, spero in un salvataggio dell’ultimo istante”.

 

Xavi Fores ha vinto il titolo di pilota indipendente più veloce del campionato, calcando 5 volte il podio. La Ducati Barni era ottima nelle sue mani, ma il team ha preferito Rinaldi per far guidare la propria V4: “abbiamo avuto un campionato positivo - dice lo spagnolo - ottimo per me e per la squadra, abbiamo centrato il nostro obiettivo, siamo contenti”.

Perché ti non ti hanno confermato?

Semplice: il team Barni non ha il budget per fare tutto il Mondiale, ed il pilota che arriva - contrariamente a me - porta il budget che occorre. Dopo aver fatto tutti questi podi non me l’aspettavo questa situazione, mi sembra però giusto: Barni deve far quadrare i conti, non mi posso lamentare. L’unico problema è che l'ho saputo troppo tardi, le moto buone sono poche e mi sto guardando intorno, potrei cambiare campionato, magari BSB o MotoAmerica, mi piacerebbe ripercorrere la strada di Elias”.

 

Il francese Baz tornava nelle derivate dopo due anni in MotoGP. Con la BMW Althea non tutto è andato secondo i piani: “un 2018 molto frustrante - svela Loris - il team Althea è eccezionale, ma BMW aveva poca voglia di vincere, loro stavano sviluppando già la moto 2019 e con l’elettronica Superstock che ci ritrovavamo era impossibile fare di più. Anche la wild card a Silverstone è stato frustante: quando iniziavo a sentirmi bene in sella, hanno annullato il Gran Premio per pioggia. Comunque è il primo anno che non colgo nemmeno un podio in Superbike. È un momento difficile per la categoria, io non ho proposte e so che posso lottare per le prime posizioni. Non voglio firmare per stare in griglia, sto guardando per il BSB e per il MotoAmerica. Qualora scegliessi uno di questi due sarà perché avrò un mezzo vincente. Tra Eugene, Xavi e me abbiamo almeno 70 podi in Superbike, ciò è incredibile”.

Offerte ne hai avute?

Sì, ma niente di davvero interessante o competitivo. Meglio stare fermi che correre da comprimari, Piuttosto che rimanere in Superbike con una moto ed un team scarsamente competitivi vado nel BSB o nel MotoAmerica, laggiù forse c’è la possibilità di avere il pacchetto giusto per fare bene. Da questa parte, invece, dovrebbero essere le Case ad investire e sarebbe necessario un livellamento tra le varie moto, factory e private”.

 

Il pacchetto giusto lo sta cercando pure Lorenzo Savadori, uno dei giovani più promettenti della Superbike. Il cesenate, dopo due stagioni con la RSV4 Milwaukee, non ha, tuttavia, qualcosa di concreto che possa annunciare:sto cercando, ma non è facile - spiega - essendo già novembre. Ovviamente non mi arrendo, ho dimostrato di andare forte, devo lavorare e mantenere la calma, so che tutto si può risolvere nel migliore dei modi; spero di poter dire qualcosa in tempi brevi”.

 

 

 

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