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MotoGP, Rossi: il test team? meglio tardi che mai

Yamaha avrà un collaudatore in Europa: "spero tolga un po' di lavoro a noi piloti. Oggi condizioni estreme, l'allenamento ha pagato"

MotoGP: Rossi: il test team? meglio tardi che mai

Chi la dura la vice e Valentino sta da qualche tempo mettendo pressione ai vertici di Yamaha. Prima per lo sviluppo dell’elettronica e poi per mettere in piedi un test team con base in Europa, una struttura che tutti i rivali hanno. Oggi il project leader di Yamaha Kouji Tsuya a confermare che dal prossimo anno ci sarà.

Ho spinto molto per averlo, è una grande idea - ammette Rossi - È difficile lavorare con un test team in Giappone, anche perché le loro piste sono molto diverse da quelle europee. Purtroppo saremo gli ultimi ad averlo, Ducati è stata l’azienda che ha investito di più su questo punto creando una struttura molto forte, con tester veloci come Pirro e Stoner”.

Come mai questo ritardo?
È anche un problema di budget, sicuramente potevamo averlo prima. Meglio tardi che mai”.

Il test team vi toglierebbe anche un po’ di lavoro?
Negli ultimi anni abbiamo dovuto fare più test per compensare il lavoro dei collaudatori delle altre squadre e sta iniziando a diventare pesante, considerando che abbiamo 19 GP da correre. Spero che in futuro ci sia più lavoro per il tester e meno per noi piloti ufficiali”.

Avresti preferenze sul collaudatore?
Sarà una scelta importante, dovrà essere un pilota non troppo vecchio e veloce, quasi quanto me e Vinales. So che ci sono vari nomi sulla lista, compresi quelli di Folger e Smith”.

Passando al GP di Brno, come giudichi questa prima giornata di prove?
È sempre bello tornare in moto dopo una pausa, ma oggi è stato difficile. Abbiamo trovato delle condizioni quasi al limite, con più di 50° gradi sull’asfalto. È difficile guidare forte, c’è poca aderenza”.

Siamo ai livelli della Malesia?
No, è una situazione più normale, perché a Sepang c’è molta più umidità. Però con questo caldo assorbi meno ossigeno, hai la sensazione di andare in affanno e anche i muscoli diventano meno reattivi. È importante l’allenamento che si è fatto a casa e io mi sento bene. Questo non toglie che guidare una MotoGP in queste condizioni sia un bello sforzo”.

Il caldo è l’unico problema?
Ho trovato una pista con più buche rispetto allo scorso anno e sono in punti strategici, come in entrata di curva. L’anteriore non mi trasmette ancora sensazioni fantastiche e non riesco ancora a guidare al massimo. Poi c’è il problema della gomma posteriore”.

Parli del consumo?
Sì, perché quando la gomma è nuova, per i primi due giri, è facile essere veloci ma poi c’è un calo netto che rende difficile mantenere un buon ritmo. Tutti ne soffrono e la chiave per salire sul podio sarà soffrirne il meno possibile. Ci sarà una grande perdita di prestazioni nell’ultima parte”.

Vedi già dei favoriti?
“La situazione non è ancora completamente chiara, anche perché non tutti abbiamo provato le stesse gomme. Ad esempio, io non usato la dura al posteriore e sembra piaccia a molti. Oggi, Marquez mi è sembrato il più veloce e io sono maggiormente in difficoltà di lui e Pedrosa con le gomme usate, loro sono partiti anche avvantaggiati avendo fatto un test qui. Anche le Ducati sono forti, non parlo solo di Dovizioso ma anche di Petrucci.

Qual è il lavoro per domani?
Da una parte bisognerà lavorare sul setting della ciclistica, ma il grosso del lavoro sarà sull’elettronica. Bisogna limitare lo slittamento o il degrado della gomma è troppo grande”.

Hai ricevuto qualche aggiornamento da questo punto di vista?
Solo piccoli aggiustamenti, non ho notato una grande differenza”.

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