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MotoGP, Miller: la Ducati è la miglior moto che ho guidato

L'australiano arriva a Sepang carico come una molla: "la Desmosedici è meno impegnativa della Honda. Faremo vedere a tutti la nostra velocità"

MotoGP: Miller: la Ducati è la miglior moto che ho guidato

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L’inverno di Jack Miller è passato piuttosto velocemente, tra un impegno e l’altro: giusto il tempo di trascorrere il periodo natalizio a casa, in Australia -racconta ‘Jackass’ - perché, tra le cose da fare con il team in Italia e in Europa e l’allenamento condiviso insieme a Schrotter in California, per me le vacanze sono volate via. No problem, mi sono allenato duramente, facendo fitness, corsa, bicicletta e motocross; mi sento davvero in forma”.

Che tipo di allenamento ti piace fare?

Oltre alla mountain bike, che uso spesso, mi piace fare fitness, sottoporre le gambe a grossi sforzi. Voglio mantenere le gambe in forma; ora le mie braccia non sono al 100% della condizione ottimale, lo saranno in Thailandia. Nel frattempo farò molto lavoro aerobico”.

Per Miller, l’era Ducati era partita nei test di Valencia e Jerez, a fine anno. Inevitabili i paragoni con la Honda del team belga, con la quale ha anche vinto un Gran Premio, ad Assen nel 2016.

Ho lavorato con diversi team, nel Marc VDS ho potuto guidare la stessa moto per due anni di seguito. Con il team Pramac dovremo conoscerci: i primi due test in Europa sono andati bene, abbiamo preso le reciproche misure. La Desmosedici GP è competitiva, la migliore moto che io abbia guidato. Devo aggiustare il mio stile, perchè è diversa dalla Honda: più stabile, ma anche più lunga, ma fisicamente meno impegnativa. In uscita di curva la Ducati impenna meno della Honda, in sella ho meno cose a cui pensare”.

Adesso proverai la tua moto definitiva…

“Sì. A Valencia e Jerez avevo la GP 2016. Qui in Malesia guiderò la 2017, che adotta nuove soluzioni tecniche, introdotte a Barcellona lo scorso anno. Vedremo, mi sento fiduciso sia pensando al test che per tutto il campionato. Faremo un gran lavoro per essere consistenti e veloci dal primo all’ultimo giro di gara. Vogliamo arrivare in Qatar facendo vedere a tutti quale è la nostra velocità”.

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