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SBK: Lavery e Guintoli, gemelli diversi

I trionfatori di Phillip Island si raccontano: "Abbiamo usato strategie opposte ad ogni gara"

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Con il ritiro del padre padrone Max Biaggi, Eugene Laverty forse pensava che i galloni di capitano Aprilia passassero a lui. Ma fin dal precampionato si era capito che Sylvain Guintoli sarebbe stato un compagno molto difficile. Dopo la batosta di gara uno, perdere anche la rivincita avrebbe precipitato il nordirlandese nei brutti pensieri. Per questo ha tirato fuori gli artigli, rischiando il tutto per tutto.

“Siamo partiti col piede giusto – le prime parole di Eugene Laverty – il lavoro fatto nei giorni scorsi ha dato i suoi frutti. La mia Aprilia era veloce e mi ha assecondato dal primo all’ultimo giro. In Gara1 forse sono stato troppo conservativo con le gomme, ottenendo comunque un ottimo secondo posto, mentre in Gara2 ho spinto con più decisione. Alla fine, quando eravamo io, Sylvain e Melandri, ho provato a staccarli e ci sono riuscito, togliendo ancora qualche decimo al mio ritmo. Il record del tracciato a due giri dalla fine è una bella conferma, siamo arrivati alle gare nelle migliori condizioni possibili. 45 punti dopo la prima gara sono un buon bottino, non avevo mai iniziato così bene la stagione, ora pensiamo ad Aragon e a come continuare su questa strada. La chiave della vittoria (la seconda con Aprilia dopo Portimao 2012, la quarta in carriera, ndr) è stata gestire meglio le gomme. Sono riuscito ad arrivare alla resa dei conti con un'aderenza ancora ottimale, tanto da far segnare il giro veloce al 20° dei 22 passaggi. Andavo troppo forte perchè Guintoli potesse resistere. Il record del circuito, 1'31”168, è stata la ciliegina sulla torta”.

Cos'era mancato nella prima uscita?

“Eravamo al limite con la gestione della gomma, lo sapevamo. Ho guidato più dolce che potevo, anche troppo. Non ho sfruttato il potenziale e ho pagato. Guintoli mi è scappato e l'unica cosa che potevo fare era salvare il secondo posto da Michel Fabrizio. Per com'ero messo, ho fatto il massimo".

Sei al comando del Mondiale per la prima volta in carriera, seppure in coabitazione con Sylvain. E adesso?

“L'inizio è stato molto confortante, 45 punti sono un bel modo per iniziare la stagione. Adesso dobbiamo mantenere alta la concentrazione e cominciare a pensare al prossimo round".

Il pilota anfibio, Sylvain Guintoli, ha battezzato con un clamoroso successo la prima volta con l'Aprilia ufficiale. Moto e squadra di Max Biaggi hanno trovato un degno erede.

“E stato l'inizio di stagione che sognavo - attacca il francese nel suo ottimo italiano - Ho una guida dolce come quella di Max, non ho maltrattato le gomme e sono passato all'incasso. Bello iniziare con una vittoria! Devo essere sincero, dopo i test sapevo di poter fare bene e sono partito con l’idea di provare il tutto per tutto. Il mio obiettivo è sempre quello di vincere, a volte però devi adeguarti alle condizioni. Oggi invece il setting era ok, non avevo grosse preoccupazioni sulla durata delle gomme e tutto è andato come previsto. Nella prima gara non sono partito benissimo, ho perso qualche posizione ma giro dopo giro ho trovato il ritmo giusto per risalire la classifica. Eugene ha guidato forte, quando l’ho sorpassato sono riuscito a mantenere la distanza e conquistare questa importante vittoria. In Gara2 Eugene aveva qualcosa in più negli ultimi giri, ha attuato una strategia simile a quella che ho usato io nella prima, comunque per la squadra questo è un risultato fantastico anche se siamo solo all’inizio del campionato”.

Nel 2012 hai portato a casa tre successi con Ducati private ma dicevano che Guintoli vince solo con il bagnato...

“E un po' cominciavo a pensarlo anch'io. Per questo considero questa vittoria un punto di svolta della mia carriera: ho dimostrato che con la moto giusta posso farcela anche sotto il sole cocente".

Nella seconda però Laverty si è preso la rivincita.

“Ho fatto una bella partenza, ero comodo in prima posizione e avevo programmato di alzare il ritmo a cinque giri dalla fine per andarmene via. Ma Laverty è rimasto lì e nel finale ne aveva più di me. Ha fatto una gara molto intelligente. Ma io sono contento lo stesso".

Non c'è più Biaggi ma tu ed Eugene avete portato a casa lo stesso bottino: primo e secondo.

“Corro da quando avevo 17 anni, sono andato forte in 250 e anche in MotoGP ma non avevo mai avuto una possibilità come quella che mi sta offrendo l'Aprilia. E' una moto fantastica, seguita da una squadra eccezionale. Ogni volta che passavo sul dritto sorridevo pensando a cosa signfica essere un pilota ufficiale...”

Tu e Laverty a pari punti in testa al Mondiale. Non c'è rischio che la rivalità interna esploda?

“Nessun rischio. La rivalità ci farà andare ancora più forte: io farò di tutto per battere Eugene, e lui darà il massimo per tenermi dietro. Se andiamo avanti così anche il confronto diretto tra i due gruppi di tecnici salirà di tono. Credo che per Aprilia non sarà un problema, ma un grande vantaggio".

 

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