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Spies: MotoGP come l'NBA All Star

Ben: "Solo contri tutti i migliori, ma devo innanzitutto battere me stesso"

MotoGP: Spies: MotoGP come l'NBA All Star

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Terra storicamente di pionieri dal punto di vista economico, gli Stati Uniti hanno impiegato del tempo prima di interessarsi al motomondiale, ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato. Non è un mistero che il mercato nordamericano sia oggi tra i più floridi per i costruttori di moto sportive (vedi Ducati), e il trend comincia a riflettersi nel paddock. A questo proposito, l'ultima novità è l'ingresso del fondo di investimenti Ignite Asset Management come sponsor della Ducati che il team Pramac ha affidato a Ben Spies.

"Andare alle corse non ha niente a che fare con investire, è una questione di stile di vita – ha detto il portavoce Ryan Bonifacino a BloombergAttrae in maniera naturale un pubblico ricco e di alta fascia, non solo a diventare fan ma a seguire gli eventi dal vivo. È un'esperienza che da dipendenza. È la Formula 1 delle moto".

Che l'interesse del pubblico a stelle e strisce nei confronti della MotoGP sia in aumento è confermato dai tre GP in programma questa stagione negli Stati Uniti, un numero inferiore solo ai quattro in calendario sul suolo iberico.

"Essere connessi ad un team ci consente di costruire relazioni con una serie di investitori ed intavolare trattative. Per esempio, a Valencia, ogni banca privata ti chiama per offrire servizi di hospitality ai propri clienti più importanti. Avere accesso ad altre compagnie fa parte del vecchio stile europeo di condividere accordi commerciali, come si vede da tempo tra diverse famiglie nei club di calcio".

L'emittente americana ha anche intervistato Ben Spies, passato in sordina nelle schiere Ducati dopo un anno disastroso con Yamaha. 'Elbowz' non è ancora al 100% dopo l'infortunio alla spalla rimediato a Sepang, ma non ha fatto mistero di avere obiettivi ambiziosi per la stagione a venire.

"Non vedo l'ora di guidarne una, basta guardare alle specifiche dei cavalli e giri del motore per capire di che moto si tratti – ha dichiarato SpiesAl Mugello, la corsa di casa per Ducati, si raggiungono i 320 chilometri all'ora sul rettilineo, vale a dire 200 miglia all'ora, e si rischia di decollare se l'anteriore si alza troppo. È una sensazione molto intensa".

Nella sua personale strada verso la redenzione agonistica, Spies ha anche avuto modo di identificare l'uomo da battere.

"Il mio avversario principale sono io stesso. Jorge è il favorito per il 2013, lo rispetto, ed è stato un ottimo compagno di squadra, ma la MotoGP è come l'All Star Game della NBA, con Bryant, Wade e i migliori di tutti gli altri team. Quando sei in pista non hai amici o compagni, sei solo contro tutti i migliori. Devi solo concentrarti ed ottenere il meglio con quello che hai. Se cominci a fare guerre psicologiche o guardare ai risultati degli altri, non hai che da rimetterci".

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