Secondo della classifica generale con 42 punti contro i 62 del leader Bulega dopo il primo round del 2026, Axel Bassani si è presentato in Portogallo carico e motivato, ma al contempo consapevole della forza Ducati, specialmente se comparata con il carattere ancora acerbo della sua Bimota.
“Abbiamo iniziato molto bene quest’anno ottenendo due podi in Australia, quindi dobbiamo essere molto felici, ma Portimao è una pista completamente diversa. Detto ciò la base c’è, abbiamo cominciato bene e possiamo continuare in questa direzione, tuttavia non mancheranno i momenti duri. Che sia ancora podio, top 5 o top 10 va bene lo stesso, quello che conta è portare a termine tutte le gare nel miglior modo possibile e poi vediamo cosa succede”, le sue prime parole del fine settimana.
Pur conscio del proprio potenziale, il pilota di Feltre ha dunque prudentemente declinato l’investitura di anti-Bulega. “Ho ripetuto più volte che l’unico che può battere Nicolò è lui stesso perché al momento è due gradini sopra tutti. Perlomeno due sopra me e uno sopra qualcun altro. Vedremo. Il mio obiettivo è rincorrerlo essendo lui il punto di riferimento per tutti, però è necessario essere realisti. Ad oggi è un po’ difficile”.
Dopo un paio di stagioni nell’ombra a Phillip Island si è rivisto il vecchio Axel. Un ritorno alla luce che non sembra averlo colpito più di tanto: “E’ stato bello, ma finito il weekend sono tornato a casa e mi sono un po’ riposato ed allenato. Ho fatto più o meno come il solito, che perda o vinca. Sicuramente mi sono tolto un peso. È diverso salire sul podio dal chiudere 15esimo. Questo vale per tutti”.
A chi gli ricordava che il taglio di capelli appena adottato è una citazione di quello sfoggiato da Marco Bezzecchi lo scorso anno a Silverstone, weekend della svolta in positivo per il portacolori Aprilia, il 26enne ha risposto: “Non sarebbe male replicare quanto fatto da Bez. Personalmente lo ammiro molto. Va forte e secondo me già nel 2025 era riuscito a fare un passo avanti come pilota e come persona. È sempre sul pezzo, dunque speriamo di seguire le sue orme”.
Quindi, pizzicato su un suo ipotetico domani nella top class del motociclismo ha avvertito: “Intanto spero di vincere qui in SBK e affermarmi tra i migliori, poi in futuro non si sa mai. Non è il caso di chiudere le porte, ma per adesso la mia casa è la SBK".
Infine, interrogato sullo stentato avvio di carriera in MotoGP del campione in carica tra le derivate di serie Toprak Razgatliogliu, l’italiano ha riflettuto: “Bisogna valutare il quadro generale. Già cambiare categoria non è facile, cambiano piste e gomme, e la sua moto è la peggiore del lotto. Se però si fa il confronto con gli altri piloti Yamaha non è messo malissimo. Ci vuole tempo. Non va poi dimenticato che nel 2027 sarà ancora tutto diverso, tra il cambio cilindrata, la rimozione degli abbassatori e l’ingresso di Pirelli. E’ comunque solo l’inizio per lui. La gente pensa che sia facile cambiare se sei il più forte. Se è già dura quando avviene per un lavoro normale, figuriamoci quando si guida una moto”.