A volte ritornano, verrebbe proprio da dire: Lorenzo Baldassarri torna infatti nel Mondiale Superbike dopo la precedente esperienza in Yamaha con GMT94. Reduce dall’avventura in MotoE, il pilota marchigiano raccoglie il testimone di Andrea Iannone in Go Eleven.
Da parte sua c’è grande attesa per questa nuova sfida che lo attende. Baldassarri è pronto e in sella alla Panigale V4 vuole prendersi ciò a cui ambisce. Di certo questa è un’occasione non da poco e lui ne è ben consapevole.
Di questo e molto altro abbiamo parlato col diretto interessato in occasione della presentazione della squadra ad Alba.
“Non vedo l’ora di iniziare – ha esordito – sono davvero curioso e molto carico per questa nuova esperienza. Purtroppo i test sono stati un po’ falsati dalle condizioni atmosferiche, ma non vedo l’ora di cominciare in Australia. Spero che il meteo sia buono: ho già guardato le previsioni e non dovrebbero essere male, anche se manca ancora un po’. Guidare una moto così spettacolare su un circuito del genere è tanta roba, anche perché l’Australia è uno dei miei tracciati preferiti.
La prima reazione qual è stata: shock oppure…?
“Un misto. Ho pensato subito: “mamma mia, che razzo!”. Però allo stesso tempo l’ho trovata molto gestibile. Non ho mai avuto la sensazione di un cavallo imbizzarrito, anzi: l’ho sentita subito bene, molto in mano. Adesso vedremo quando inizieremo a spingere sul serio come reagirà”.
Raccogli l’eredità di Andrea Iannone: è più una motivazione o c’è anche un po’ di pressione?
“Le sfide mi sono sempre piaciute, e quando sono difficili ancora di più. Penso ci sia la pressione giusta quest’anno, quella che ti stimola a dare sempre qualcosa in più e ad affacciarti nelle posizioni che contano. Partiamo da un punto A che ancora non sappiamo bene quale sia, ma l’obiettivo è arrivare a un punto B: lottare per le posizioni importanti, a ridosso del podio e della vittoria”.
In Superbike avevi guidato la Yamaha R1 del GMT94, ora sei passato alla Ducati: quanto è grande il salto?
“Secondo me è un salto incredibile. Passo da una moto satellite che faceva fatica anche rispetto al team ufficiale a una moto satellite che però è una moto di riferimento, la campionessa del mondo in carica. È un salto piccolo e grande allo stesso tempo: piccolo perché il team resta satellite, ma enorme perché è un grande passo avanti a livello tecnico”.
Nel 2019 tutti si ricordano di te per le prime tre vittorie nelle prime quattro gare della Moto2. Che “Balda” era quello rispetto a oggi?
“Ci siamo avvicinati parecchio alla MotoGP, più volte. In questi anni ho passato tante peripezie e penso di essere cresciuto molto. Le difficoltà o ti abbattono o ti fanno costruire una bella corazza. Se sono ancora qui vuol dire che la corazza è bella spessa. Non vedo l’ora di scoprire davvero com’è il “nuovo Balda”.
Dopo la conclusione con il GMT94 pensavi che fosse finita, oppure coltivavi ancora la speranza di un finale diverso?
“Sicuramente la seconda. Non potevo buttare via tutti questi anni di sacrifici, di cose belle e di risultati che hanno dimostrato che il talento c’è. Bisogna solo mettere insieme i tasselli giusti. Ho detto: non può finire così, ci vuole un lieto fine diverso”.
Si parla tanto di mercato MotoGP: come vedi la situazione?
“Tanta roba, tanti movimenti. Secondo me Acosta è un talento assurdo, a livelli altissimi, quasi alla Marquez. È un talento naturale ma anche un grande lavoratore. Marc è ancora sulla cresta dell’onda con Ducati e sarà difficile batterlo quest’anno. Acosta, invece, lo vedrei bene in Ducati e penso che sia già fatta. Per il resto non lo so: io ora mi concentro solo sul mio lavoro”.
Parliamo di Alex Marquez: nel 2019 avevi visto qualcosa di speciale in lui quando vinse il titolo?
“Sì, assolutamente. È sempre stato un pilota molto talentuoso e soprattutto molto lavoratore. Diverso dal fratello, che è talento puro, ma con un grande lavoro alle spalle. Avendo un fratello così, ero sicuro che sarebbe cresciuto anno dopo anno. Anche quando molti dicevano che non avrebbe combinato nulla, io sapevo che avrebbe fatto vedere qualcosa. E infatti oggi è lì, sta andando bene”.
Pensi che in Go Eleven vedremo il vero Baldassarri?
Io credo di avere ancora qualcosa in più da tirare fuori, che non è stato ancora messo in atto. Ora c’è una bella opportunità: è passato un altro treno e questa volta l’abbiamo preso. Bisogna farsi trovare pronti, al posto giusto, nel momento giusto”.