Dopo aver fermato il cronometro prima di tutti gli altri nel giorno iniziale dei test di Jerez, gli ultimi del 2025, Andrea Locatelli si è "accontentato" del quarto miglior riscontro nella giornata conclusiva sul tracciato andaluso. Anche in questo contesto il portacolori Yamaha ha dato prova di costanza e solidità in sella alla R1, pur non essendo mancate le criticità che da un po' lo tormentano e gli impediscono di estrarre il 100% dalla moto.
“Come dicevo mercoledì, le condizioni a Jerez sono sempre un po’particolari, per cui dare un giudizio definitivo su tante cose diventa un po’ complicato. Nel complesso però sono abbastanza soddisfatto. Al momento stiamo cercando di migliorare la moto, nello specifico un problema che mi porto dietro da un po’ e che riguarda una vibrazione in uscita di curva. Questo, finora, ha rallentato il lavoro sul dettaglio e sulla comprensione delle varie soluzioni, tuttavia il bilancio è positivo. Abbiamo fatto una buona stagione e stiamo preparando la prossima orientandoci verso un approccio graduale. Ripeto, dare un vero giudizio su questo tracciato, a novembre, non è tanto possibile, però qualcosa di positivo lo abbiamo trovato e adesso dobbiamo cercare di confermarlo a gennaio, così da partire per il 2026 con un pacchetto abbastanza buono e vedremo in corso di stagione cosa succederà”, la sua analisi.
Nel 2025 sei stato il leader in Yamaha, ma il prossimo anno avrai in casa ossi duri come Vierge e Manzi…
“E’ importante perché così ci si aiuta. Una squadra di alto livello è utile per poter andare nella stessa direzione, trovare soluzioni più facilmente e lavorare in sinergia. Sono altresì contento che i miei colleghi si siano trovando bene, perché significa che il lavoro fatto anno per anno per progredire ha dato i suoi frutti. Credo che il pacchetto sia abbastanza buono. Da parte mia ho ancora da lavorare su alcuni punti, però nel complesso sono fiducioso. Sinceramente vorrei già essere a Phillip Island per vedere cosa succede, ma restano dei test da fare e noi ne abbiamo bisogno per capire ancora qualche dettaglio. Ad ogni modo mi sento pronto e sicuramente sarà un bel 2026”.
In queste due giornate hai provato qualcosa di particolare?
“Durante il primo giorno ci siamo concentrati sull’assetto, mentre nell’ultimo su altre piccole novità, tuttavia per la problematica di cui ho accennato mi risulta ad oggi difficile decretare con certezza cosa ha funzionato e cosa no. Per questo tipo di scrematura dobbiamo rimandare tutto a gennaio o comunque su una pista diversa come Portimao, sperando ovviamente in buone condizioni per valutare bene il pacchetto nel suo complesso e confermare che quanto stiamo provando porti ad un miglioramento”.
In questa stagione ti sei giocato il terzo posto assoluto fino all’ultimo e durante i test hai fatto vedere cose interessanti sul passo. Quanto credi possa mancare per fare il salto decisivo?
“E’ difficile da dire. Fare progressi sul ritmo non è mai semplice. Credo sarà possibile soltanto quando avrò tra le mani un pacchetto in grado di migliorare quanto già sto facendo. Vedremo. Ogni weekend, ogni anno e ogni circuito le cose cambiano, specialmente sul fronte gomme, per cui diventa necessario adattare la moto per quelle esigenze. Per me personalmente c’è anche la novità del capotecnico, per cui dovrò ottimizzare ogni singola prova e tracciato e sfruttare al massimo ciò che ho a disposizione cercando di migliorare. Sicuramente gli avversari sono tanti, ma bisogna vedere gara per gara. Ad ogni modo voglio essere positivo perché la moto la conosco abbastanza bene, so quali sono i suoi punti di forza e quelli su cui lavorare, quindi vediamo di proseguire così e dare il massimo fino alla fine”.
Un pilota di punta come te cosa fa durante la sosta?
“Adesso a dicembre, sicuramente mi dedicherò a panettone e Prosecco, o Franciacorta visto che è vicino a casa mia e non è male. Considerato che a gennaio saremo di nuovo in pista, la sosta passerà veloce trattandosi soltanto di un mese e mezzo. Certamente cercherò di staccare la spina perché ho bisogno di ricaricare le batterie e programmerò la preparazione fisica facendo fuoristrada. Per adesso non ho ancora un piano, ma certo rimetterò insieme tutto e farò reset, in modo da tornare carico”.