Tra i piloti presenti nell’edizione 2025 dell’EICMA non poteva mancare Danilo Petrucci. Ancora in ripresa dall’infortunio al quarto metacarpo della mano destra che ha messo fine anzitempo alla sua stagione e alla sua avventura con il team Barni Spark Racing, dopo tre anni, 20 podi e 99 gare insieme, il pilota di Terni guarda al futuro e alla nuova sfida che lo attende: prendere il posto lasciato libero da Toprak Razgatlioglu in BMW.
Come sta andando il recupero dall’infortunio alla mano?
“Bene. È ancora un po’ gonfia però dicono che sia normale, anche se sono passate tre settimane. Ho aggiunto una placca alle due che avevo già e adesso ho un totale di tre placche e 25 viti in una mano. Però funziona e, guardando al futuro, è stata la cosa più giusta da fare. Purtroppo, è stato un infortunio veramente stupido, con delle conseguenze incredibili. Mi dispiace molto. Però sto bene e sto recuperando”.
Non era il finale di stagione che ti saresti aspettato, visto che eri in lotta per il terzo posto in campionato...
“Sì, purtroppo mi sono regalato un altro intervento. Mi dispiace molto sia per me che per il team Barni. Volevamo concludere questi tre anni con un grande risultato come il terzo posto. Non ce l’ho fatta, ma resta comunque una storia bellissima ed è stata una stagione in cui eravamo terzi fino a che siamo stati in pista. Sono soddisfatto di quella che è stata la storia con il team Barni. Anche se c’è un po’ di amarezza nel finale, dall’altra parte ci sono la soddisfazione e l’orgoglio di aver dato tutto”.
Sei riuscito a smaltire la delusione per questo finale?
“Brucia ancora un po’, perché ci è davvero sfuggito via dalle mani. L’anno scorso ho fatto un incidente gravissimo dove ho rischiato la vita; ho subito due o tre operazioni per rimettermi a posto e ho saltato una gara. Quest’anno non mi sono nemmeno accorto di essermi fatto male, ma per una cosa stupida come aver sbattuto una mano contro lo spigolo di una spalliera in palestra, ho saltato due gare e anche un test con la BMW. È stato un epilogo veramente tragico, però guardiamo avanti. Come ho detto, c’è la soddisfazione di aver dato tutto. Quando ci si giocano dei risultati così, si vince o si perde non solo in gara o in prova ma anche a casa, purtroppo”.
Nella tua carriera ti sei sempre rialzato dagli infortuni più forte di prima, quindi potrebbe anche essere di buon auspicio per la partenza con BMW...
“Sì, lo spero. Anche perché è una delle più grandi sfide della mia carriera e serve tutto me stesso. Andare a sostituire il Campione del Mondo e prendere la moto che ha vinto il Mondiale è un grande onore e un grande onere. Sono sia orgoglioso e contento, sia teso e preoccupato. È un mix di emozioni che era tanto che non provavo, ma è sicuramente un grande stimolo e sono molto curioso di salire sopra la moto”.
Come dicevi, è un’eredità pesante. Un po’ come sostituire Marc Marquez in Honda.
“Più o meno sì, anche perché Toprak è stato sicuramente fenomenale. Mi era già capitato quando ero andato nel team ufficiale Ducati e avevo sostituito Lorenzo che era andato forte quell’anno e aveva vinto tre gare, ma non il Mondiale. Quella con Ducati è stata una bella storia e spero che questa con BMW lo diventi altrettanto. Sono contento che abbiano voluto me, era quello che cercavo. Certo, non sarà facile fare quello che ha fatto Toprak”.
Tra meno di una ventina di giorni ti aspetta il primo test con la M 1000 RR. Van der Mark ha detto che ti aspetta una moto amichevole. Ti fidi? Hai già parlato con lui?
“Non ho parlato con van der Mark, ma so che hanno fatto due test importanti a Jerez e hanno già girato con le Michelin. Quello che mi è piaciuto di BMW è la voglia di crescere, di fare e di dimostrare che hanno la moto più forte. Questo fa molto piacere, perché vedi una spinta, una passione e un attaccamento al risultato che danno gusto. Tutti ci crediamo molto. Sarà sicuramente difficile dopo tre anni in Ducati passare su una moto diversa. Però, è una moto che ha vinto e quindi sono sicuro che con le mie capacità e con l’aiuto di BMW possiamo fare dei bei risultati”.
Toprak ha vinto 13 gare consecutive quest’anno e il secondo Mondiale con BMW. Bisogna tenere alto l’onore della casa di Monaco…
“Sì, sarà dura. Quest’anno non sono riuscito a vincere, quindi mi piacerebbe tornare innanzitutto a vincere delle gare. So che ci saranno degli avversari fortissimi, ma è una sfida che mi dà uno stimolo in più per provare a vincere un Mondiale e anche solo avere l’occasione di provarci mi libera un po’ la testa. L’anno prossimo avrò 36 anni e avere ancora la possibilità di giocarsi il Mondiale è una cosa che mi riempie d’orgoglio. Sono molto contento”.
Sei riuscito a parlare un po’ con Toprak a Jerez? Gli hai chiesto qualche consiglio?
“No, non sono riuscito a parlargli. Quello a Jerez per me è stato un fine settimana da spettatore, mentre per lui è stato un weekend abbastanza teso. Però sono salito sulla sua moto, ho parlato con i tecnici e c’è fiducia. Con Toprak avevo parlato in passato e alcune caratteristiche che abbiamo visto si associano bene, però, sulla carta, essere uno staccatore non basta”.