Tra i protagonista dell'EICMA 2025 allo stand Ducati c'era anche Alvaro Bautista. Terzo della generale con 337 punti contro i 616 del mattatore Razgatlioglu, l'iberico nel campionato venturo si troverà a vivere una nuova avventura. Non più portacolori del team factory Aruba, ma sostituto di lusso di Danilo Petrucci alla satellite Barni.
"È bellissimo vedere tanta gente che mi supporta e che mi incita", ha dichiarato seduto in pieno relax sul divanetto che ha ospitato l'intervista esclusiva con GPOne.
Anche se il campionato è finito sappiamo che sei sempre in palestra...
"Il mio allenamento non è per gareggiare, ma per tenermi in forma e stare bene. Quando finisce la stagione non penso mai di stare a casa seduto sul divano. Muovermi è la mia vita. E’ finito il 2025, sto più tempo a casa, ma per me non cambia nulla. Alle 6 del mattino sono già in piedi. Solo due giorni all’anno risposo, Natale e il primo dell’anno".
Cosa ci dobbiamo aspettare dal tuo campionato con Barni?
“Sarà una bella sfida visto che la moto è nuova. Questo però mi piace, perché già in MotoGP mi ero a lungo dedicato allo sviluppo. Fortunatamente sarò ancora in Ducati e avrò tutto il supporto come ufficiale. Dall’Igna me lo ha confermato essendo una delle mie richieste prima di firmare. Vedremo perché Barni sta facendo tantissimo. Ha spinto molto per avermi non appena ha saputo che era libero pur sapendo di dover zavorrare la moto, un dettaglio che ha scoraggiato molti altri team. Da parte sua ho avvertito tanto interesse, in più la squadra è in crescita. Sinceramente non ho nessuna aspettativa. Vedremo cosa arriva perché ci sarà da lavorare sulla moto, ma ancora con una squadra che non conosco. C’è tanto da fare prima dell’avvio dell’annata”.
Anche il comportamento della nuova Panigale V4 sarà un’incognita…
“La moto è molto diversa. Quella usata finora è stata solo aggiornata, ma come si è visto dai recenti test, la nuova è proprio un’altra cosa, per cui c’è da lavorare. Non tutte le novità sono in meglio, dunque con il costruttore stiamo cercando il modo per fare passi avanti. Come detto io ho una certa esperienza nello sviluppo essendomene occupato con Suzuki, Aprilia e Honda quando è tornata alla 1000 cc, quindi sono abituato a queste condizioni. Sono fiducioso, ma preferisco non crearmi aspettative”.
In queste settimane si è parlato molto della petizione da te avanzata per far rimuovere la regola della zavorra. Come finirà secondo te?
“Non lo so. Negli ultimi due anni ho fatto il massimo possibile e credo che sarà molto facile fare meglio con Barni. In generale un po’ tutti i piloti erano d’accordo nel ritenere sbagliata la norma, in quanto consapevoli che i piloti piccoli e leggeri non hanno vantaggi su queste moto e la zavorra complica ancora di più la situazione, per cui ho pensato di metterlo nero su bianco per dare valore a queste affermazioni. All’Estoril e a Jerez ho invitato i colleghi ad aderire. Tutti hanno firmato e alla fine ho presentato il documento alla FIM e alla Dorna. Adesso toccherà a loro decidere. In fin dei conti siamo noi che rischiamo la vita in sella”.
Alcuni piloti, però, hanno fatto un passo indietro e tolto la firma. Cosa ne pensi?
“A decidere il regolamento è la MSMA, ma quando i piloti hanno potuto esprimersi come indipendenti e non condizionati dalle Case erano d’accordo con me. Quelle firme sono state una cosa vera, trasparente e sentita. Ciò che è successo dopo per me non ha valore, perché non so se sia stato manipolato”.
Il limite di peso però, c’è anche in altre categorie...
"Nelle serie minori è difficile giudicare perché sono ragazzi e non tutti si sviluppano allo stesso momento, quindi in parte posso capire, in quanto le moto sono piccole e non c’è tanta potenza, per cui la sfruttano al 110%, ma su moto come le nostre che sono pesanti e che con l’elettronica vengono limitate nell’erogazione non ha senso imporre certe regole. Se fosse stato giusto imporre un peso minimo non credi che l’avrebbero applicato anni addietro anche alla MotoGP quando c’era un mix di piloti bassi e alti? Se non è stato fatto è perché con queste moto per i più piccoli sono maggiori gli svantaggi. A mio avviso è stata una stupidaggine imposta per via della mia vittoria. Se non ci fosse stata non sarebbe stata adottata. Comunque adesso è stata provata ed è emerso che non funziona ed è pericolosa in caso di cadute. L’unico team che poteva voler mantenere lo status quo era proprio Ducati. Personalmente se fossi di un altro costruttore spingerei per toglierla perché nel 2026 Bulega è candidato a vincere a mani bassi, e quello sarebbe il solo modo per creare pressione aumentando il rischio di errori da parte sua e dunque opportunità. E poi comunque, Borgo Panigale ha vinto lo stesso nel 2024 e nel 2025, quindi per la concorrenza aggiungere la zavorra o toglierla non dovrebbe cambiare niente”.
Il tuo passaggio in SBK è equivalso al matrimonio con Ducati, ma c’era stata anche la possibilità di finire in Kawasaki. E’ vero?
“Sì, quando dovevo entrare nella categoria mi era stato proposto. Allora non seguivo molto il campionato, ma dopo essermi informato ho visto che si era aggiudicata gli ultimi quattro Mondiali e l’avevo presa in considerazione volendo vincere, poi però ho accettato l’offerta Ducati, anche perché bisogna considerare che non vince solo la moto, ma il binomio con il pilota. È il pacchetto che conta. Mi spiace che quando ho vinto con Ducati sembrava vincesse solo il marchio, mentre quando è toccato ad altri l’importanza preponderante è stata data a chi era alla guida. Alla fine sono stato io a riportare il costruttore al titolo e mi dispiace anche che qualcuno pensi che ho trionfato perché sono leggero. E’ tutto il lavoro che c’è dietro a contare, non il fisico”.
Sembri essere piuttosto convinto che nel 2026 la spunterà Bulega?
“Sì, a meno che non decidano di togliere la zavorra, allora in quel caso qualcuno potrebbe giocarsela con lui. Se la moto va come quest’anno, senza Razgatlioglu, non c’è storia. Con la normativa attuale chi era terzo al massimo potrà arrivare secondo. Sulla carta è così, poi nella gare non si può mai dire. Ci sono anche tanti nuovi ingressi”.