Davide Tardozzi ha vissuto in pochi giorni due atmosfere completamente diverse nel box Ducati Factory. Si è infatti passati dal weekend trionfale in Giappone al disastro di Mandalika. A Motegi Bagnaia sembrava essere risorto dalle ceneri, mentre Marc Marquez aveva completato la sua rincorsa al titolo. Mentre a Mandalika tutto quello che poteva andare storto l'ha fatto, seguendo quasi alla lettere la Legge di Murphy ma in una accezione completamente negativa.
Lo spagnolo è stato infatti coinvolto al via in una carambola innescata da un errore di valutazione di Marco Bezzecchi, che l'ha letteralmente travolto. Portato al centro medico, Marc ha appreso di avere un problema alla spalla destra che richiederà un approfondimento ed infatti è subito partito per Madrid. Bagnaia ha invece vissuto un weekend disastroso, il peggiore probabilmente della sua carriera in MotoGP. Ultimo nella Sprint, ultimo nel Gran Premio prima di cadere. Una situazione assurda per chi sette giorni fa festeggiava dopo un weekend trionfale. Questo il commento di Tardozzi ai microfoni dei colleghi di Sky Sport MotoGP.
"Per quanto riguarda Marc, è stata semplicemente sfortuna. L’incidente non poteva evitarlo. Nel warm up aveva trovato qualcosa di buono. Il dispiacere è enorme per quanto riguarda Pecco. Da un fine settimana dominato a un weekend come questo… Crediamo in Pecco e continuiamo a credere in lui. L’analisi che dovranno fare Gigi e gli ingegneri a Bologna è molto profonda".
Bagnaia non ha neanche voluto parlare con i media oggi.
"È chiaro che in questo momento è devastato, come persona ancora prima che come pilota. Lo vogliamo proteggere e proteggere le sue emozioni. Se avesse le lacrime agli occhi, non potrebbe essere altrimenti. Meglio lasciarlo tranquillo per performare a Phillip Island".
La fiducia però non manca.
"Io penso che Pecco ci conosca bene e creda in noi, a livello tecnico e umano. Non c’è stata una sola volta in cui Pecco abbia dubitato che non facciamo il cento per cento per aiutarlo. La sua caduta? Non lo so, ero in clinica con Marc. Quando c’è un incidente, il mio dovere è andare a vedere come sta il pilota che è caduto".
Infine un chiarimento sul discorso dei motori, perché c'è chi ha avanzato l'ipotesi che Bagnaia a Motegi stesse utilizzando il motore della GP24.
"Il motore della GP24 e della GP25 hanno omologazioni diverse. Non lo abbiamo usato in Giappone per Pecco. Farlo significherebbe andare contro i regolamenti ed è una cosa che la Ducati non farebbe mai. Poi la differenza è poca, piccola, tanta… questo lo sappiamo noi".