Non tutte le ciambelle riescono con il buco e lo stesso vale per i matrimoni. Lo ha capito di recente Jorge Martin, deciso a lasciare l’Aprilia dopo una gara disputata e una lunga lista di ossa rotte. E non ha potuto non rendersene conto anche Jonathan Rea, alle prese con il biennio più disastroso della sua carriera.
Le premesse idilliache con cui era nato il sodalizio tra il pilota più vincente del Mondiale Superbike e la Yamaha si sono infatti scontrate presto con una realtà ben lontana dalle aspettative di entrambe le parti. A nulla sono valsi gli sforzi della Casa dei Tre Diapason, l’impegno del 38enne, e la sostituzione di Andrew Pitt con Uri Pallares nel ruolo di capotecnico: Johnny e la R1 non hanno ancora trovato l’intesa con cui raggiungere le performance e i risultati tanto sperati e il weekend di Most è stata l’ennesima conferma.
Un duro colpo da incassare per la Yamaha e ancor più per il sei volte iridato. Soprattutto alla luce dell’infortunio riportato a Phillip Island, che ha segnato il suo 2025 prima ancora di cominciare, impedendogli di prendere parte ai primi tre appuntamenti dell’anno. Sarebbe facile a questo punto gettare la spugna e meditare il ritiro a fine stagione, ma Rea non ci sta e non ha nessuna intenzione di chiudere la sua carriera lottando per piazzamenti decisamente inferiori alle sue ambizioni.
AAA cercasi Ducati per ripartire
Affamato di rivalsa e di risultati, e certo di avere ancora tutte le carte in regola per giocarsi le prime posizioni, il Cannibale sta sondando il terreno alla disperata ricerca di una soluzione alternativa con cui provare a tornare ai vertici del Mondiale nel 2026: una Ducati Panigale V4 R. La moto più performante e versatile dello schieramento.
Una mossa neanche tanto diversa da quella tentata quest’anno da Scott Redding, che si è giocato tutto sulla Rossa colorata di azzurro del team MGM Bonovo Racing per provare a darsi un’ultima chance nel campionato. Delineata l’idea, trovare la squadra con cui dar vita al suo progetto è pero il grosso nodo che resta ancora da sciogliere a Rea.
Di sicuro il paddock guarda con curiosità al nordirlandese, nonostante le ultime due stagioni siano state condizionate da problemi e infortuni. Johnny si guarda attorno e al tempo stesso lo fanno anche i team tra cui Go Eleven, chiamati a ridiscutere il rinnovo di contratto con Andrea Iannone. Un’ipotesi da non escludere e che potrebbe decollare qualora Andrea Iannone e la squadra di Gianni Ramello dovessero decidere di interrompere la loro collaborazione a fine anno.
Il futuro di Rea passa dalle scelte di Go Eleven e Iannone
È innegabile che la stagione dell’abruzzese non stia andando come lui in primis si sarebbe aspettato. Il secondo anno con la squadra piemontese sarebbe dovuto essere quello in cui lottare con costanza per le prime posizioni. Invece, tra sfortuna, errori, e una quadra tra moto, squadra e pilota, che sembra ancora mancare, The Maniac si ritrova dopo i primi cinque Round stagionali con una doppia frattura al piede e 78 punti di ritardo dalla vetta della classifica Indipendenti occupata da Danilo Petrucci. L’obiettivo minimo a cui ambire in questo 2025.
Non i migliori presupposti su cui pensare di imbastire un rinnovo. Lo sa bene anche il team Go Eleven, che, in attesa di provare a raddrizzare la stagione con il suo portacolori, sta cominciando a valutare qualche alternativa per il futuro. Su tutti l’arrembante Stefano Manzi, che tanto piace allo sponsor Pata e che difficilmente troverà spazio nel team Yamaha Factory al fianco di Andrea Locatelli.
Ecco perché il romagnolo della SSP è tra i principali indiziati, oltre a Johnny, per salire in sella alla Panigale V4 nel 2026. Un ragazzo giovane, che piace, con cui poter costruire un futuro. Tutto però passerà da quella che sarà la scelta di Iannone e del team.