Il sabato di Most si è concluso in positivo per Danilo Petrucci, che ha saputo confermare le aspettative mostrate durante le libere. Dopo una qualifica che vedeva il portacolori del team Barni partire dalla prima fila, il ternano ha cercato di inseguire sul passo Toprak e Bulega, oggi imprendibili, chiudendo sul terzo gradino del podio. Il ducatista, ora a 123 punti, punta quindi ora a scalzare Bautista dal terzo posto in classifica.
"Sapevo che il podio era alla portata oggi - esordisce Danilo a fine gara - l'unica incertezza sui piloti oggi ero io perchè Toprak ha dimostrato una velocità incredibile durante le libere, mentre Nicolò è in grado di lottare con lui ad ogni weekend, anche se dopo la caduta di ieri fisicamente non era al top. Questa mattina abbiamo deciso di cambiare strategia in qualifica, abbiamo fatto solo un giro, per poi tornare ai box e uscire da soli per evitare che qualcuno ti prenda la scia e ha funzionato. Questo tracciato è difficile da gestire, hai solo pochi secondi di riposo sul rettilineo perchè ci sono molti cambi di direzione. Quindi fisicamente è stato molto impegnativo anche per me, quando ho iniziato ad avvertire la stanchezza ho visto che mancavano ancora 15 giri alla fine! (Ride), è stata dura. In gara non c'è stato un punto particolare in cui avevano un vantaggio su di me, ma ad ogni giro la distanza tra di noi si allargava. Ad ogni modo sono soddisfatto di questo podio oggi, alla fine abbiamo dimostrato che siamo in grado di lottare per il terzo posto in campionato, che credo sia un buon obiettivo da raggiungere per un team indipendente".
Sei uno dei piloti più costanti, ti senti sottovalutato rispetto a Bautista?
"Sicuramente mi sento molto a mio agio con la moto e col team, non so quale sia la differenza tra la mia moto e quella ufficiale, per quanto ne so dovrebbero essere molto simili. Come nel calcio a volte bisogna mettere assieme tutti i giocatori, e dallo scorso anno sto cercando di tirare fuori il massimo dalla mia squadra, e quando qualcuno commette un errore siamo tutti vicini. Ognuno fa del suo meglio e l'ambiente nel team è davvero positivo".
Anche tu guidando una Ducati dovrai affrontare la modifica imposta al flusso di benzina.
"Cercano sempre di rallentarci sul rettilineo, ma alla fine ci sono anche molte curve ed alcune moto in quelle sono migliori, mentre noi abbiamo difficoltà in alcune. La realtà è che le Ducati sono davvero competitive, arrivano persone nuove e si scambiano molti dati, che arrivano anche dalla MotoGP. Poi è chiaro, escludendo me stesso, Bulega sta facendo un lavoro incredibile, ma tutti i piloti Ducati sono competitivi. Si cerca sempre di penalizzare la moto ma dobbiamo anche prendere in considerazione chi le guida, la moto non si guida da sola, vedremo cosa succederà".
Questo circuito non è molto diverso da Cremona, ma qui serve qualcosa in più.
"Cremona è tortuosa e il grip è basso, qui la nostra gomma da qualifica non è neanche una gomma che utilizziamo in gara, è troppo dura eppure la usiamo per le qualifiche. A Cremona ero nei guai con la gomma posteriore, sono quel tipo di pilota a cui piace scivolare col posteriore in ingresso curva quindi mi piace l'altra mescola. Quest'anno le Pirelli sono migliorate molto, i tempi a Cremona però non sono migliorati per me perchè preferivo l'altra gomma, quindi ora ho più difficoltà nel curvare la moto".