Ci sono piste che rievocano ricordi speciali nella mente dei piloti. Vittorie, podi, o anche momenti decisamente meno felici, come quelli che il tracciato di Estoril fa riaffiorare nella memoria di Danilo Petrucci e che risalgono al 2012. L’anno del debutto del ternano in MotoGP.
Una stagione complessa per Danilo, che proprio in occasione del Round in Portogallo ha subito il suo primo doppiaggio. Un momento memorabile, che Petrux ricorda oggi con il sorriso e con tanta voglia di scherzare.
“È sempre bello da raccontare, perché quello è stato un anno magico per le emozioni e tragico per i risultati - ha osservato ridendo Danilo - Ero al debutto in MotoGP, a 21 anni ero il più giovane in griglia e avevo una moto così così. Estoril era la terza gara, ero già riuscito ad andare a punti e ricordo che prendevo circa 4 secondi al giro da Stoner, che non aveva mai vinto qui e ci teneva particolarmente a riuscirci quell’anno. In griglia Giovanni Sandi mi disse: ‘Mi sa che oggi quelli davanti ci prendono’. Non avevo realizzato che con la pista così corta e così tanti giri poteva succedere ed è successo. Ricordo il momento in cui mi ha passato e ho letto ‘Stoner’ sulla sua tuta. Sono stato doppiato dai primi fino al settimo, che era Valentino. Una grande delusione, ma fu solo la prima delle tante volte in cui mi doppiarono quell’anno. Me lo ricordo bene”.
Ci sono volute soltanto poche gare, infatti, prima che si ripetesse un episodio analogo.
“A Brno, Lorenzo e Pedrosa fecero una gran battaglia fino all’ultimo giro, con Dani che resistette a Jorge all’esterno e se andate a rivedere quelle immagini ci sono pure io, che mi sono visto tutto quell’ultimo giro da dietro, perché mi avevano appena doppiato - ha continuato a raccontare Petrucci - Il punto più basso di quell’anno però fu a Misano”.
La prima gara del pilota di Terni con la Suter MMX1.
“Avevamo finito i pezzi di ricambio della Ioda con motore Aprilia e avevamo preso questa Suter-BMW scartata da Edwards per correre a Misano - ha spiegato - Partii per la gara, asciutta, senza avere un assetto da asciutto perché non avevo mai guidato quella moto e al venerdì e al sabato aveva continuato a piovere a intermittenza. Al secondo giro si ruppe il cambio elettronico e anche lì al primo giro successe un casino ed ero 15°. Non volevo ritirarmi, ma stavo andando veramente piano e sono stato doppiato anche nella gara di casa. Ricordo di aver preso il motorino quasi in lacrime e di essermi avviato. C’erano tutti i tifosi che aspettavano i piloti per gli autografi e a un certo punto un ragazzino mi passò il block notes, mi guardò e mi disse: ‘Tu sei il numero 9, sei stato doppiato. Allora no’ e mi tolse il block notes. Non mi scorderò mai il dolore di quel momento, ma la prima volta che mi doppiarono quell’anno era stata proprio qui”.
Ne ha fatta di strada da allora l’attuale portacolori del team Barni, felice per come si è sviluppata la sua carriera in questi ultimi dodici anni.
“Avrei scambiato volentieri la mia carriera per essere forte come lo era Stoner allora e vincere due titoli in MotoGP, però devo dire che non mi lamento assolutamente. L’incidente di quest’anno è stata una grande opportunità per me per maturare e crescere e i risultati si sono visti. Non potevo chiedere di più alla mia carriera, considerando che 12 anni fa ero un ‘morto che camminava’. Io e Aleix Espargaró siamo stati tra i pochi a essere rimasti dopo la CRT - ha osservato Petrucci - Sinceramente, non mi sarei mai aspettato di poter vincere in MotoGP, in Superbike e alla Dakar. È andata oltre le aspettative”.
Traguardi che non hanno però appagato Danilo, che ha ancora fame di risultati.
“Pensavo che mi sarei un po’ accontentato dopo aver vinto a Cremona, invece l’anno prossimo vorrei lottare per essere tra i primi tre ed essere sempre tra i primi cinque. Mi era venuta un po’ di acquolina in bocca dopo Cremona, perché mi ero detto che magari potevo lottare con Alvaro per il terzo posto nel Mondiale. Invece ad Aragon è andato fortissimo, mentre io non sono riuscito ad andar forte alla domenica e ho perso tanti punti - ha riconosciuto - Però era una cosa che andava già oltre le aspettative di quest’anno. Figuriamoci dopo l’incidente”.