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SBK, Baldassarri: “Lasciare la VR46 è stato un azzardo, ma non ho rimpianti”

INTERVISTA - “Cosa mi è mancato in questi anni? La fortuna è importante, ma è soprattutto questione di scelte. Misano sarà una Mistery Box, ma la Triumph ha un buon potenziale e se andrà bene potrei correre con la squadra fino a fine stagione” 

SBK: Baldassarri: “Lasciare la VR46 è stato un azzardo, ma non ho rimpianti”

Si dice che quando si chiude una porta se ne apre un’altra e potrebbe essere proprio questo il caso di Lorenzo Baldassarri. Concluso dopo soli tre Round il suo sodalizio con il team Orelac Racing, il pilota marchigiano avrà infatti l’opportunità di tornare sulla griglia di partenza del Mondiale Supersport a Misano, montando in sella alla Triumph del team WRP-RT Motorsport by SKM lasciata libera da Jorge Navarro. Un appuntamento che potrebbe rappresentare un nuovo punto di partenza per il 27enne, dopo la separazione dalla squadra di José Calero.

“Il team WRP mi ha dato la possibilità di fare questa gara a Misano come test, perché ho avuto l’opportunità di girare con la Triumph a Cremona, ma era soltanto per provare un po’ la moto, visto che la squadra non c’era. Dopo la gara valuteremo se correre insieme per il resto della stagione, ci ha raccontato Lorenzo il giorno dell’annuncio.

Che idea ti sei fatto della Street Triple RS 765 dopo la prima presa di contatto?
“Mi sono trovato bene con la moto, mi è piaciuta e ho visto che ha un buon potenziale e mi dà anche molta fiducia, visto che conosco bene le caratteristiche del motore dai tempi della Moto2. Per questo, penso che se riusciremo a trovare anche un buon assetto con la squadra, probabilmente continueremo fino a fine stagione. Se riusciranno a mettermi nelle condizioni di trovare la giusta fiducia e serenità all’interno del team, credo che potremo conquistare dei buoni risultati, che ci vogliono dopo l’anno che ho vissuto in SBK e questo complicato inizio di stagione con Orelac”.

Cosa ti aspetti dal weekend a Misano?
“Vado a Misano senza aspettative. Sicuramente vorrei dare spettacolo, perché è la mia pista, e mi sento forte e vincente, ma so di dover affrontare il weekend in progressione anche perché non c’è molto tempo a disposizione, visto che abbiamo un solo turno di prove prima della qualifica. Sarà un po’ come una Mistery Box, perché arriviamo lì a scatola chiusa. Ma pur trattandosi di una squadra nuova non stanno andando male, quindi proviamo e vediamo come va. Poi mi sembrava brutto saltare la gara di casa, visto che mi si è presentata questa opportunità (sorride)”.

Cosa non ha funzionato con Orelac?
“Sapevo che non era una squadra ufficiale come Aruba, ma avrei comunque potuto raggiungere dei buoni risultati avendo a disposizione una Ducati. Con la moto, infatti, mi sono trovato subito bene. Penso che la V2 sia la moto più equilibrata al momento e si addice molto di più alla mia stazza rispetto alla R6, con cui facevo più fatica a sorpassare e in uscita di curva. Credo che a breve sarebbe arrivato un bel risultato, ma l’equilibrio all’interno del team si è andato un po’ a sgretolare e così abbiamo deciso di interrompere la collaborazione”. 

Queste ultime stagioni sono state piuttosto complesse per te. Cosa ti ha aiutato a non mollare e a non perderti d’animo nemmeno davanti a questa battuta d’arresto?
“È una bella domanda. Penso dipenda dal fatto che quando vedo che la mia passione mi sta sfuggendo dalle mani, mi rendo conto che faccio proprio fatica a vivere senza. Quindi cerco di difenderla fin che posso, anche perché mi dispiacerebbe buttare al vento il talento che mi è stato donato. Gran parte del merito è anche del supporto della mia famiglia e delle persone che mi stanno vicino e che continuano a crederci. Da solo non arrivi da nessuna parte e senza di loro forse avrei già mollato. Anche perché si fa una gran fatica a trovare gli sponsor ed è dura continuare a fare di questa passione una professione”. 

C’è ancora Emilio Alzamora a farti da manager?
“No, sono seguito da Edu al momento. Emilio non mi segue più direttamente perché in questa stagione non avrebbe avuto il tempo per seguirmi come aveva fatto nel 2023, avendo avviato il suo nuovo progetto. Ogni tanto però ci sentiamo ancora e mi dà qualche consiglio”.

Cosa pensi che ti sia mancato in questi anni, oltre a un po’ di fortuna?
“La fortuna è sicuramente importante, ma credo che sia soprattutto questione di scelte. Di alcuni treni che magari ti sei lasciato scappare. Nel 2016, per esempio, mi era arrivata un’offerta da Marc VDS, ma ho dovuto rifiutare per via di una clausola che mi legava al team Forward”.

Vedendo dove sono arrivati piloti come Bagnaia o Morbidelli, credi che anche quella di lasciare la VR46 Riders Academy sia stata una scelta sbagliata?
“Non ho rimorsi né rimpianti, perché ho seguito la mia strada e ho fatto il massimo. Col senno di poi, magari un’opportunità per arrivare in MotoGP l’avrei avuta, quindi anche quella è stata una scelta un po’ azzardata, ma i rischi sono cosi: può andarti bene, oppure no”.

Hai già pensato a un piano B nel caso in cui il Round a Misano non desse l’esito sperato?
“Se non dovesse funzionare tornerei nella situazione in cui ero qualche giorno fa, ovvero restare in lista di attesa per fare qualche sostituzione in Moto2, o in sella alla Ducati”. 

Hai mai preso in considerazione l’idea di fare un passo indietro e provare a ripartire da un campionato come il JuniorGP?
“Ho provato a valutare quell’idea, per provare a vincere il titolo lì e per poi tornare nel Mondiale Moto2. Io sarei anche disposto a mettermi in discussione, ma il problema è che le squadre non fanno distinzioni: ti chiedono 250.000 euro per correre, che non ho, e poi magari finisci pure in un team dove non sei nelle condizioni giuste e arrivi 10°. Adesso provo a rilanciarmi diversamente e vediamo. Il mio obiettivo è tornare al vertice e sono pronto a tutto”.

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