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MotoGP, Oliveira: "Siamo come in discoteca, balliamo in attesa che portino via la ragazza"

Il pilota portoghese scherza sullo stallo del mercato piloti. "Io al momento devo offrire da bere. Vedo un buon futuro per me in Aprilia, ogni pilota cerca una moto competitiva in un team competitivo. Non è un buon investimento per il futuro essere messi bene in banca e male in pista" 

MotoGP: Oliveira:

Il circuito del Montmelò, con la sua minore aderenza e l'alta usura delle gomme, ha premiato l'Aprilia in questi ultimi anni. Basti pensare alla doppietta dello scorso anno Espargarò-Vinales, rispettivamente primo e secondo sul podio. Risultati che fanno quindi ben sperare anche gli alfieri del team Trackhouse, e tra questi Miguel Oliveira che storicamente è sempre stato competitivo sullo scorrevole tracciato spagnolo. Il pilota portoghese, come tutti, attende che il mercato piloti si sblocchi per iniziare a delineare il proprio futuro.

"Sappiamo che Barcellona è uno dei circuiti in cui l'usura delle gomme è maggiore - interviene Oliveira - e la gara si trasforma quasi sempre in una maratona in cui devi spingere ma senza esagerare con le gomme. Dobbiamo trovare un setup della moto che ci permetta di gestire questa situazione senza perdere troppo terreno sulla lunga distanza. Abbiamo degli ottimi dati dallo scorso anno, ero competitivo ma non al massimo del potenziale e questo ci ha insegnato un paio di cose da cui partiremo quest'anno".

In passato qui hai anche vinto.
"Devo essere sincero, non so bene perchè io sia sempre stato competitivo in ogni categoria qui a Barcellona, lo stesso vale per Valencia che non è uno dei miei circuiti preferiti. Sicuramente preferisco i tracciati scorrevoli agli stop e go, si addice più al mio stile di guida, anche se poi anche a Le Mans sono stato competitivo, nel complesso mi adatto abbastanza bene".

Quali lezioni ti porti dietro dallo scorso anno?
"I ragazzi del team si segnano ogni mia parola - scherza il portoghese - i commenti dello scorso anno sono un buon punto di partenza,  sopratutto quelli al termine dell'ultima gara che hanno il valore maggiore. Il degrado dell'anteriore qui è importante e abbiamo un paio di idee per sistemarlo, ma è chiaro che molti riferimenti cambiano da un anno all'altro quindi ne sapremo di più domani".

Si parla molto del mercato piloti, cosa vedi nel tuo futuro?
"Vedo un buon futuro per me in Aprilia, logicamente hanno dato priorità ai loro piloti factory, ora vedremo cosa succederà nel prossimo futuro ma sono abbastanza tranquillo. Ovviamente fa sempre piacere continuare con una moto che si conosce piuttosto che cambiare, ma in questo momento si fanno tutti l'occhiolino a vicenda in attesa che qualcuno si porti via la ragazza fuori dalla discoteca quindi finché qualcuno non farà la prima mossa tutti gli altri dovranno ballare e offrirsi da bere".

Nel tuo futuro quali opzioni vedi?
"Io devo offrire da bere a tutti per come stanno le cose adesso", scherza ancora.

Preferiresti una moto competitiva in un team satellite o una meno competitiva in un team ufficiale?
"Ovviamente c'è tanta speculazione in merito, non mi piace fare paragoni. Per ogni pilota chiaramente l'obiettivo primario è avere una moto competitiva in un team competitivo, e con un buon salario ed un trattamento diverso la scelta per il proprio futuro può prendere una prospettiva diversa. Non penso sia un buon investimento quando sei messo bene in banca e male in pista. La nostra vita alla fine è questa, non abbiamo altro, ed ogni mossa si basa sulla speranza che il proprio investimento dia dei frutti, ora tutti hanno contratti di due anni, stiamo firmando per le ultime due stagioni di questa era della MotoGP, non credo che cambieranno molte cose in questi due anni. Per il momento però mi concentro sul presente, è un futuro ancora lontano".

Che peso hai nello sviluppo di questa Aprilia?
"C'è stato un anno in cui ho contribuito molto sotto questo aspetto, ma correvo con una moto vecchia di un anno e sostanzialmente ripetevo ciò che gli altri piloti avevano detto, anche se in modo diverso. Ovviamente il feedback migliora molto quando si è tutti con la stessa moto, che è ciò che sta succedendo quest'anno. E' chiaro che non è facile dare lo stesso supporto che ha un team factory ad un secondo team ma la direzione intrapresa è quella,  abbiamo avuto un ingegnere della performance per ciascuno nel box. Nella MotoGP attuale quando non sei al 100% sembra che non ci sei, ma le differenze sono così sottili che fanno la differenza tra chi finisce per essere inquadrato e chi meno. La differenza maggiore in un team factory è che hai il 100% delle attenzioni su di te durante la giornata, e non solo un meeting a fine giornata in cui cercano di darti una mano".

 

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