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MotoGP, Di Giannantonio: “Vorrei restare in VR46, meglio ancora se con una moto ufficiale”

“Continuare con la mia squadra sarebbe l’ideale per me, per avere continuità e progredire insieme a loro. Se mi cercasse un team factory? Valuterei tutto, ma sceglierei sempre il pacchetto che mi permetta di vincere delle gare”

MotoGP: Di Giannantonio: “Vorrei restare in VR46, meglio ancora se con una moto ufficiale”

Con l’ardua scelta che attende i vertici Ducati in ottica 2025, e l’imminente annuncio del futuro di Aleix Espargaró, è il mercato piloti il grande tema a tenere banco nel giovedì al Montmeló. Un argomento di discussione a cui non si è potuto sottrarre nemmeno Fabio Di Giannantonio, incalzato dalle domande dei giornalisti presenti in Catalunya, i quali hanno subito chiesto  al pilota romano come si comporterebbe se si trovasse nei panni di Gigi Dall’Igna, dovendo decidere chi tra Jorge Martin, Marc Marquez ed Enea Bastianini, affiancare a Francesco Bagnaia nella prossima stagione.

“È difficile, anche perché sono nella posizione in cui qualunque cosa dica sarebbe dannosa per qualcuno - ha risposto Fabio ridendo, nel tentativo di non sbilanciarsi - Ritengo che questo sia forse il miglior periodo nella storia Ducati, perché si trovano a dover scegliere tra il primi tre piloti in campionato, quindi qualunque scelta compiano credo sarà saggia e azzeccata. Diciamo che si trovano in un buon momento”.

Interrogato poi sulle sue aspirazioni per il prossimo anno, Di Giannantonio ha dimostrato invece di avere le idee ben chiare sullo scenario che vorrebbe vedere materializzarsi per sé.

“Sarebbe bello crescere e cercare di fare dei passi avanti per essere sempre più competitivi e, allo stesso tempo, mi piacerebbe tantissimo avere continuità, visto che negli ultimi anni ho sempre cambiato team, quindi perché non continuare con la stessa squadra ma essendo un po’ più competitivi? - ha osservato l’attuale portacolori del team Pertamina Enduro VR46 - L’obiettivo è quello di fare bene, perché in questo momento siamo un po’ in coda al mercato. Non nel senso di ultimi ma che stiamo aspettando le decisioni di Ducati, che innescheranno molte cose a cascata. Io però mi trovo molto bene con il mio team e mi piacerebbe continuare la mia crescita con VR46 e imparare ancora di più da loro, che sono un team factory che ha attualmente un pacchetto privato. Sarebbe figo continuare con questa squadra anche l’anno prossimo, magari con un pacchetto ufficiale”. 

E se dovesse arrivare a bussare alla sua porta una squadra ufficiale che non sia Ducati?

“Ovviamente tutti i piloti ambiscono a una squadra factory. È bello essere il pilota di riferimento di una Casa e lavorare direttamente con loro, anche perché, quando la moto è competitiva, ti dà l’opportunità di lottare davvero per il Mondiale. Ma in questo momento sono su una Ducati, che sembra essere la moto migliore della griglia e ritengo che continuare con la mia squadra, magari con un pacchetto ufficiale, sarebbe l’ideale per meha ribadito il 25enne, ben poco propenso a imbarcarsi in un’avventura come quella di Luca Marini: Valuterei tutto ovviamente, ma in questo momento della mia carriera, credo che sceglierei sempre un pacchetto tecnico che mi permetta di vincere delle gare”.

Una decisione che, del resto, il romano si è trovato vicino a prendere lo scorso anno, quando si è trovato a valutare l’ipotesi di sostituire Marc Marquez nel team Repsol Honda.

“In quel momento storico, se avessi dovuto scegliere tra le due strade, ne avrei scelta una per vincere le gare, come potrebbe magari essere questa. Ma allo stesso tempo, nel caso in cui mi fossi trovato nel team Honda, sarebbe stato comunque sia un bellissimo progetto perché vesti una delle tute più importanti della griglia e hai sulle spalle un progetto importante, che è quello di portare al vertice una moto che sta facendo un po’ più fatica ma che è pur sempre la Honda - ha osservato Fabio - Come ho già detto, sono due progetti diversi e non reputo brutto quello Honda, però sono molto contento di dove sono ora”. 

Voglioso di continuare con la squadra di Tavullia, Diggia seguirebbe mai le orme di Marco Bezzecchi, rifiutando una squadra come Pramac per continuare a vestire i colori di VR46? “È sempre difficile giudicare le scelte degli altri. Se mi capiterà di trovarmi in una situazione simile vedrò cosa fare (sorride), ma secondo me Marco ha fatto questa scelta per la squadra e, in generale, avere serenità a livello mentale e sicurezza nelle persone con cui lavori è una marcia in più - ha affermato - Se ha fatto questa scelta, avrà sicuramente avuto le sue ragioni e magari per sé ha fatto bene”.

Volgendo invece lo sguardo alla pista, il romano si è detto impaziente di affrontare questo weekend in Catalunya.

“Arriviamo a Barcellona che è uno dei miei tracciati preferiti perché è fantastico ed è anche una delle piste più insidiose a livello di grip, perché è molto scivolosa e con alto degrado delle gomme. Sarà interessante avere una gara dove potremo gestire le gomme, che è uno degli aspetti che mi piacciono molto della MotoGP. Non vedo l’ora di scendere in pista, anche perché arriviamo da un buon momento e voglio fare l’ultimo passo per stare con i piloti davantiha detto Di Giannantonio, che ha già in mente dove lavorare per colmare il gap con i primi: “A Le Mans eravamo molto veloci, ma la moto si muoveva molto in curva e questo ha ucciso la nostra gara. Tuttavia, sappiamo perché è successo e abbiamo molte idee per migliorare qui. Credo che se riusciremo a progredire un pochino in uscita di curva potremo essere più veloci e toglieremo qualche decimo”.

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