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SBK, Iannone: “Non posso chiedere a Ducati più di una moto ufficiale per il 2025”

“Ci manca sicuramente qualcosa rispetto ai piloti ufficiali, ma è normale che sia così. Ducati mi sta aiutando, so che per loro sono speciale ed è proprio per loro che sono tornato”

SBK: Iannone: “Non posso chiedere a Ducati più di una moto ufficiale per il 2025”

Si è chiusa con un settimo posto la prima gara del weekend a Misano di Andrea Iannone. Una Gara 1 condizionata dalle alte temperature che hanno contraddistinto questo sabato all’autodromo intitolato a Marco Simoncelli, ma anche da una scivolata in Superpole che ha relegato il pilota di Vasto alla terza fila dello schieramento.

“Sono stato sfortunato in Superpole perché stavo facendo un ottimo giro e penso che avremmo potuto chiudere in prima fila. Avevo un feeling leggermente migliore ieri, mentre oggi abbiamo perso un pochino con queste temperature più elevate. Mi servirebbe di più, ma la realtà dei fatti è che sono stato comunque il primo pilota non ufficiale al traguardo e abbiamo fatto il massimo con ciò che avevamo ha affermato l’abruzzese, in difficoltà sotto il sole cocente della Riviera Romagnola: “Con il caldo avevo faticato di più rispetto ai primi anche a Barcellona, mentre siamo più vicini quando le temperature sono più basse. Non so come mai succeda, ma cercheremo di migliorare”.  

Parlando più nello specifico delle difficoltà affrontate quest’oggi, The Maniac ha aggiunto:È difficile per tutti quando fa caldo, ma penso che mi manchi qualcosa perché è evidente che io perdo di più rispetto ad Bautista, Bulega e Toprak in queste condizioni. Quella di oggi era la situazione peggiore per me, perché non avevo feeling all’anteriore e sin dall’inizio non avevo grip al posteriore in accelerazione e anche l’elettronica non lavorava nel modo giusto. Abbiamo dei problemi, ma si tratta comunque di esperienza per noi e proveremo a usarla per migliorare la situazione”. 

A detta di Bautista è in condizioni estreme che si vede il vero potenziale di una moto. Un pensiero condiviso anche da Iannone. 

“Sì, abbiamo fatto senza dubbio del nostro meglio ma ci manca certamente qualcosa rispetto ai piloti ufficiali. È normale che sia così, questo è il regolamento ed è così in ogni campionato - ha a riconosciuto il 34enne - Io voglio di più, voglio lottare per qualcosa di più, ma a volte è importante anche accettare ciò che non è possibile fare e credo che oggi avrei forse potuto fare un pochino meglio, soprattutto nella seconda parte di gara, ma alla fine questo è. Domani proveremo a migliorare, cambiando qualcosa sulla moto”.

Pur non essendo nella situazione in cui vorrebbe essere, il portacolori del team Go Eleven cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno.

“Ducati mi aiuta e ne sono felice. Siamo quasi sempre la prima squadra indipendente, siamo saliti sul podio ogni tanto e oggi avevo soltanto piloti ufficiali davanti a me e anche qualche moto factory alle mie spalle. Ovviamente voglio di più, ma bisogna ricordare che negli ultimi anni guardavo le gare dalla TV e che la realtà è diversa da quello che vorrei - ha osservato - Sono partito forte sin dall’inizio e le aspettative sono molto alte. Le persone si aspettano che vinca e io voglio farlo, ma bisogna arrivarci per gradi, anche perché ci sono piste in cui facciamo meno fatica perché la differenza con le altre moto è ridotta e altre, come questa, dove abbiamo fatto i conti con il caldo e con diverse altre cose. Non si tratta di un solo aspetto, ma di tutto il pacchetto e io non sono ancora al 100%”. 

Qualche richiesta alla Ducati potrebbe migliorare la situazione? 

L’unica cosa che posso chiedere alla Ducati è una moto ufficiale per il prossimo anno - ha risposto Andrea - Non posso chiedere più di questo per questa stagione e non mi aspetto più di questo. Credo di essere speciale per Ducati, Dall’Igna e Domenicali e so di essere fortunato. Sono tornato per Ducati che ha voluto questo ritorno e Gigi mi ha aiutato a realizzarlo e adesso mi trovo qui. Dobbiamo sicuramente migliorare e e sto lavorando in prova e in gara per riuscirci, ma come ho detto si tratta di fare un passo alla volta”.

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