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Honda spara nel mucchio: caccia all’uomo dopo la fuga di Marquez

Non si conosce ancora il nome dell’erede di Marc in HRC ma la lista di papabili sembra lunghissima. Colpa dell’addio arrivato tardi dallo spagnolo ma anche di una gestione poco lineare

MotoGP: Honda spara nel mucchio: caccia all’uomo dopo la fuga di Marquez

Se mettessimo in fila tutti i nomi associati ad Honda HRC per rilevare la RCV213 orfana di Marc Marquez, potremmo quasi comporre una griglia di partenza di una categoria. Una sorta di Fanta-pilota che sarebbe stato davvero difficile da immaginare solo pochi anni fa, anche perché una lista di questo tipo c’è sempre stata ma la direzione della ricerca era opposta.

Erano praticamente tutti i piloti al mondo a voler salire sulla Honda del Team Factory in MotoGP, la moto più ambita da tutti e il punto di arrivo per qualsiasi pilota che volesse lasciare il segno nel paddock e parliamo di una situazione valida almeno fino al 2020. Oggi le parti sono letteralmente invertite e mentre si avvicina la fine del mondiale 2023 ancora non c’è alcuna certezza riguardo il nome che vestirà i colori HRC al fianco di Joan Mir nel 2024.

Alberto Puig ha cercato prima di convincere Marc a restare ed ha fatto di tutto, tentando di fare la spesa nel paddock dopo aver avuto l’ok da Honda per accaparrarsi ingegneri di peso che suggerissero a Marquez un futuro migliore. Quando però questo tentativo è caduto nel vuoto e lo spagnolo ha formalizzato la propria decisione di lasciare Honda, Puig si è ritrovato tra le mani una patata bollente davvero complessa da gestire, consapevole di essere in ritardo e soprattutto di non avere a disposizione una moto ricercata dai piloti, quanto piuttosto un mezzo tritacarriere.

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Honda HRC: era la più desiderata, ora la più difficile

Tra l’altro ha fatto specie leggere le parole di Puig, che era convinto che Marquez avrebbe vinto altrove perché Honda non era stato in grado di fornirgli una moto adeguata. Non sappiamo cosa abbiano pensato in Giappone, ma onestamente ricordiamo una Honda più attenta a chi parlava in un certo modo delle sue moto. In ogni caso, da quel giorno Puig è stato costretto ad una vera caccia all’uomo che però sembra stia svolgendo senza una logica. Da Miguel Oliveira a Maverick Vinales, passando per il tentativo di strappare Zarco a LCR per portarlo in HRC. Un programma di caccia che è andato avanti coinvolgendo anche Alonso Lopez e Fermin Aldeguer, ultimo pilota finito sulla lista di Alberto secondo i media spagnoli. Anche Pol Espargaró è stato messo in questa lista quando Puig ha confermato di stare trattando con almeno due piloti attualmente in MotoGP.

Nella girandola dei nomi sono poi stati messi anche Fabio Di Giannantonio e Luca Marini. Il manager di Diggia ha confermato i contatti, mentre per Marini i diretti interessati negano, ma sappiamo che un fondo di verità c’è anche in questa trattativa. Onestamente non è facile comprendere perché non venga presa oggi la decisione più facile, ovvero dare una possibilità a Fabio Di Giannantonio. Il romano è giovane, ha dimostrato una grande crescita nel 2023 e sarebbe disponibile ad accettare un contratto annuale, una condizione che invece gli altri big contattati non hanno accettato. Se guardiamo ai due piloti provenienti dalla Moto2, è facile comprendere quanto sia difficile per ognuno di loro immaginare il salto in MotoGP con una moto così complessa. Significherebbe senza dubbio bruciarsi, così come da un certo punto di vista è accaduto a Lecuona con la KTM di Tech3. Lo spagnolo fu piazzato su quella moto per risolvere l’emergenza Zarco, ma nonostante una ottima crescita nei due anni in sella alla RC16, non si è guadagnato la riconferma.

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Quindi scegliere oggi un rookie dalla Moto2, sapendo bene di non avere il tempo di farlo crescere, sembra più un tentato omicidio di una carriera che una promozione. Tra l’altro ricordiamo anche come fu trattato Alex Marquez, promosso dalla Moto2 in HRC per poi essere dirottato in LCR senza neanche fare la prima gara del 2020. Segnali poco rassicuranti per un pilota che voglia tentare questa sfida.

Anche per questo restiamo convinti che la strada migliore per HRC oggi sia firmare con Di Giannantonio e sperare che Fabio riesca ad interpretare al meglio la RCV. Le MotoGP di oggi sono degli animali estremamente difficili. Tra aerodinamica, abbassatori e tecnologia avveniristica in ogni singolo aspetto della moto, nessun altra categoria può realmente formare un pilota per questa. Per questo motivo un pilota che già conosce il mondo della MotoGP, che è già consapevole della complessità di portare al limite un prototipo oggi, sembra l’unica scelta percorribile per Honda oggi.

Eppure Alberto Puig continua a tentennare e questa firma, ad oggi, non è ancora arrivata. E se non è successo è solo perché il manager spagnolo sta facendo di tutto per trovare un’alternativa che però noi non vediamo. L’unico pensiero che ci viene in mente riguarda le parole spese da Stefan Bradl con noi a Jerez. Il tedesco ci ha parlato di Di Giannantonio e Zarco come possibili piloti HRC. Una frase magari detta senza dare troppa importanza al messaggio e questo messaggio può riguardare una trattativa ancora in piedi per strappare il francese a LCR, nonostante il netto rifiuto sia di Lucio Cecchinello che dello stesso Zarco, che ha detto di preferire un progetto di due anni nella stessa squadra. Ecco il punto della questione, forse Puig vuole cercare di avere Zarco in HRC per due anni e piazzare Di Giannantonio da Lucio Cecchinello.

Tra le varie soluzioni che sono circolate in questo periodo riguardo l’enigma del post Marquez in Honda, questo incastro appare quello più sensato. HRC si ritroverebbe un pilota due volte campione del mondo e già in grado (alleluia) di vincere almeno un Gran Premio in MotoGP. Al contempo Fabio Di Giannantonio darebbe a Cecchinello garanzie maggiori rispetto a quelle che riceverebbe se fosse ‘costretto’ ad ingaggiare un pilota proveniente dalla Moto2 e per quanto Lucio possa opporsi, Honda può a sua volta decidere di fare la voce grossa e scegliere la destinazione del pilota. Certo poi nel 2024 scade il contratto tra HRC e LCR e di certo una decisione del genere non porrebbe le basi migliori per un rinnovo. Ma questa è un’altra storia.

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Marco Caregnato