Tu sei qui

Rinaldi: “Capisco la promozione di Bulega, io non so se sarò in SBK nel 2024”

“È normale che un pilota giovane come Nicolò meriti un’occasione. Non sarei sconvolto se la Ducati gli desse la mia moto, ma spero di restare nel campionato, perché ho ancora qualcosa da dare”

SBK: Rinaldi: “Capisco la promozione di Bulega, io non so se sarò in SBK nel 2024”

Share


Tra pioggia, asciutto e i giri in più alla Yamaha, Michael Ruben Rinaldi ha chiuso il venerdì a Most in quarta posizione, stretto nella morsa dei compagni di marchio Danilo Petrucci e Axel Bassani. Una giornata abbastanza complessa per il pilota del team Aruba Ducati, che in Repubblica Ceca ha sofferto più che in altri tracciati del taglio di 500 giri al motore della sua Rossa. 

“Dobbiamo sicuramente migliorare in vista di domani, perché abbiamo provato a fare degli aggiustamenti al pignone, ma siamo molto lenti in alcune curve e arriviamo al limite in altre. Non abbiamo ancora trovato la giusta soluzione. Non so Alvaro, ma io al momento non sono molto felice di come siamo messi, perché 500 giri in meno fanno una grande differenza -  ha spiegato il riminese - In curva 13 ad esempio non avevo problemi, mentre adesso perdiamo in uscita di curva. Abbiamo provato ad aggiungere potenza con l’elettronica, ma non c’è molto che possiamo fare. Dobbiamo capire qual è la cosa giusta fare, ma è certamente un aspetto su cui stiamo faticando rispetto all’anno scorso”.

Dare ai team la possibilità di intervenire sul cambio, nel caso di una modifica ai giri motore potrebbe essere una buona misura da applicare nel 2024?

Non so quale possa essere la soluzione, non so nemmeno se sarò qui l’anno prossimo, quindi non è un mio problema” ha tagliato corto Rinaldi, la cui permanenza in Ducati, e nel Mondiale Superbike, si fa più in bilico di giorno in giorno. Non so ancora il mio futuro. Staremo a vedere cosa succederà, ma sono tranquillo. La Ducati non ha fretta di firmare il contratto e non mi ha ancora detto se rimarrò o meno, ma stiamo lavorando per capire quali opzioni potrei avere, nel caso in cui in Ducati prendano una decisione piuttosto che un’altra. Non c’è ancora nulla di deciso - ha chiosato - L’anno scorso abbiamo preso una decisione a settembre ed era troppo tardi, perché non ci sarebbero state selle disponibili se la Ducati mi avesse detto di no. Per questo quest’anno sto lavorando per trovare prima una soluzione, anche se vorrei sicuramente continuare a far parte di questa famiglia”.

Sul destino del 27enne si staglia lo spettro sempre più ingombrante di Nicolò Bulega, candidato numero uno a vestire i panni del pilota ufficiale nel 2024.

Non sarei sconvolto se la Ducati desse la mia moto a Bulega, perché è normale che un pilota giovane come Nicolò meriti un’occasione. Penso che per lui sarebbe rischioso salire direttamente su una moto ufficiale, ma se fossi nei suoi panni lo fare. Chi direbbe di no a un team factory? È una mossa sensata”, ha ammesso Michael.

“Non sto mettendo loro pressione. Voglio continuare a correre per un team dove sono il benvenuto: se la Ducati mi vuole me lo dimostrerà e se non dovesse farlo ok, vedremo quali saranno le altre opzioni che avrò a disposizioneha aggiunto, escludendo almeno nell’immediato un suo approdo nel Motoamerica: “Nessuno me lo ha chiesto al momento, quindi sono concentrato sul cercare di restare nel Mondiale, perché credo di avere ancora qualcosa da dare al campionato, dato che ho sempre chiuso tra i primi cinque, tranne in due Round”.

Guardando a un futuro molto più prossimo, il Round a Most potrebbe regalare delle battaglie serrate già dalla prima gara di domani, in cui sarà fondamentale per il riminese riuscire a partire davanti.

Mi ha stupito il fatto che il gap tra i primi 14 sia così contenuto su questo tracciato, in particolare prima che tutti montassero le gomme nuove, perché ero 11° a 4 decimi dalla vetta. È stato strano. Nelle FP2 abbiamo lavorato per cercare di fare un passo avanti e capire gli pneumatici. Sono migliorato parecchio con gomme nuove, ma non sono riuscito a fare il giro perfetto, quindi ho ancora margine per migliorare - ha affermato Rinaldi - Penso che la Top 5 sia possibile, anche se la qualifica sarà importante visto che siamo tutti vicini. Su questo tracciato, la chiave sarà partire davanti, restare nel gruppo di testa e non fare errori, quindi dobbiamo fare una buona qualifica e migliorare il set-up, perché al momento non mi sento al meglio”.

Articoli che potrebbero interessarti