SBK, Bayliss: “La vittoria Ducati a Valencia? Ho goduto di più a Monza”

“Era il 2000 e alla prima variante ne superai quattro. Meglio le moto che il manager. Il dito? Quando tolsi il guanto per regalarlo a un tifoso nemmeno mi ero accorto di averlo perso. Redding? Un duro”

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Il personaggio ha bisogno di ben poche presentazioni, anche perché è un’icona del popolo Rosso. Stiamo ovviamente parlando di Troy Bayliss, ospite quest’oggi nella video chat organizzata da Ducati sul proprio profilo Instagram.

Per l’occasione l’australiano si è intrattenuto con Ringo, rispondendo alle domande del dj e a quelle di tutti i fan che si sono collegati per interagire con la leggenda: “Ciao a tutti ragazzi, come state?  - esordisce Troy – purtroppo siamo chiamati a fare i conti con una situazione complicata, ma dobbiamo essere forti e rispettare le regole per vincere questa sfida”.

In seguito l’attenzione si sposta poi sulle moto: “Devo dire che nella mia carriera ho vissuto molti momenti belli, come ad esempio quelli delle vittorie – ha ricordato – di sicuro il trionfo in MotoGP nell’ultima gara di Valencia nel 2006 è stato speciale, ma personalmente ho goduto di più quell’anno a Monza. Quella è stata una corsa pazzesca, sono convinto infatti che quel sorpasso alla prima variante rimarrà nella storia”.

Già, la storia, quella che Troy ha scritto per tanti anni: “Penso di aver avuto una bella carriera e di aver sfidato grandissimi piloti nei miei anni – ha aggiunto – penso a Colin, così come Haga. È stato fantastico correre su piste come Monza, un po’ meno invece il Mugello, dato che lì ho spesso faticato. Le moto sono sempre la mia passione e personalmente non è ancora tempo per me di mettermi a fare il manager. Preferisco vivere la pista come ho fatto al fianco di mio figlio Oli”.

Oltre alla vittoria non sono poi mancate le disavventura: “Di sicuro non posso dimenticarmi Donington. A fine gara un tifoso mi chiese in regalo il guanto, allora lo tolsi e rimasi sorpreso nel vedere l’infortunio al dito, dato che lamentavo del dolore, ma non credevo fosse così grave, a tal punto da amputarlo. La cosa bella è che quel tifoso me l’ha richiesto nuovamente il weekend successivo a Silverstone”.

L’ultima battuta infine riguarda Scott Redding, new entry nel team Aruba: “È un pilota tosto, duro, che nel BSB ha mostrato il proprio valore dopo l’esperienza in MotoGP. Personalmente è troppo presto per dare un giudizio dopo una sola gara, ma di sicuro è uno di quelli che ha le carte in regola per la top five”  

  

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