MotoGP, Il Gran Premio d'Italia al Mugello candidato ad aprire il mondiale 2020

La Superbike potrebbe iniziare una settimana prima ad Aragon il 10 maggio e la MotoGP seguire il 31 al Mugello

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La pandemia di Coronavirus ha fermato il motorismo mondiale ma anche se si parla eminentemente di F.1 e MotoGP, anche la Superbike si è fermata.

In questo momento è l’unica Top Class - anche se di ‘serie B’ commenterebbe Ezpeleta - ad aver corso l’apertura mondiale. Insieme a Moto2 e Moto3, naturalmente. Ma nel caso delle classi cadette del motomondiale, il Gran premio si è corso quasi per caso, grazie ai test programmati a Losail prima che le autorità vietassero l’ingresso in Qatar a italiani e giapponesi. La misura che ha costretto la Dorna a rinviare il Gran Premio.

CALENDARIO SBK 2020

Nel frattempo, però, è saltato anche per loro l’appuntamento con la seconda prova di campionato che avrebbe dovuto corrersi il 15 marzo scorso e da allora la situazione è precipitata in tutto il mondo, tanto da far pensare e temere che anche i successivi appuntamenti, l’Olanda, ad Assen, il 19 aprile e l’Italia ad Imola il 10 maggio possano svolgersi come da calendario.

Del resto sono in forse, per il precipitare degli eventi che vedono le altri nazioni seguire il trend italiano di contagi con due settimane di ritardo, anche il Gran Premio di Spagna del 3 maggio a Jerez e quello di Francia il 17 maggio per la MotoGP a Le Mans visto che proprio i nostri cugini d’Oltralpe sono passati solo oggi all’erta 3 chiudendo esercizi commerciali e molti Hotel.

Così per tornare a parlare di cose futili la Superbike e la MotoGP potrebbero, più realisticamente, partire la prima dalla Spagna, ad Aragon, il 24 maggio e la seconda dall’Italia, al Mugello il 31 maggior. Ma sono previsioni i che lasciano il tempo che trovano.

“Al momento ipotizzare qualsiasi cosa è impossibile - ci racconta Riccardo Benvenuti, capo ufficio stampa del circuito del Mugello - naturalmente tutti noi speriamo che si possa riaprire i battenti per quelle date, ma bisognerà tenere conto delle condizioni in cui si troveranno, in quel momento, gli altri paesi europei, perché siamo gli uni dipendenti dagli altri”.

Così come il Qatar ha bloccato italiani e giapponesi, potrebbe essere l’Italia questa volta a bloccare francesi, spagnoli, austriaci, tedeschi o inglesi. E poiché i due mondiali, Superbike e MotoGP, sono una comunità eterogenea multinazionale, diventa veramente impossibile fare previsioni.

Questo perché se giustamente Ezpeleta ha ritenuto impossibile correre in Qatar senza Rossi, Dovizioso, e gli uomini di Honda, Ducati ed Aprilia, sarebbe altresì impossibile dare il via ad un Gran Premio senza Marquez, Crutchlow o Quartararo. Solo per citarne tre.

CALENDARIO MOTOGP 2020

E man mano che la sabbia scorre nella clessidra, diventa sempre più difficile organizzare calendari decenti, anche se il boss della Dorna afferma di volerne correre il più possibile e il Presidente della Fim, Jorge Viegas, ipotizza di gareggiare fino a gennaio 2021.

Utopie. Tanto che, una volta che la situazione si sarà normalizzata e non sappiamo quando, si potrebbe pensare a più gare contemporaneamente, anche se sarà un problema per le TV, fino ad immaginare fine settimana ‘lunghi’ con MotoGP e Superbike assieme.

Ma se per la SBK sarà relativamente facile con ancora solo 11 appuntamenti, la vediamo durissima per i 19 restanti per la MotoGP.

Al momento, comunque, si vive alla giornata e non è dato sapere fino a quando. Anche perché, sperando che un vaccino sia disponibile il prima possibile, contro la Covid-19, prima che questo passi attraverso le tre fasi di test previsti bisognerà poi produrlo e distribuirlo. Non sarà un affare di pochi mesi.

Per questo, nel migliore dei casi, ipotizziamo un mondiale diminuito drasticamente nel numero delle gare. Farne il numero minimo contrattualmente previsto fra Dorna e FIM, 13, sarebbe già un buonissimo risultato. Meglio poche ma buone. E soprattutto sicure per tutti.

Ascolta la proposta di Carlo Pernat nel nostro GPOnePodcast

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