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L'orizzonte degli eventi ed il Quinto Elemento nella difficile scelta Ducati

Il tempo si è fermato per Domenicali e Dall'Igna, fermi al bordo di un buco nero supermassiccio: la decisione sul pilota che affiancherà Bagnaia nel team Lenovo nel 2025. A decidere saranno i dati, ma ancora più importante sarà la chiave scelta per decrittarli

L'orizzonte degli eventi ed il Quinto Elemento nella difficile scelta Ducati

La Ducati ha corso così velocemente negli ultimi anni da essere ormai giunta nei pressi di Gargantua, il buco nero supermassiccio della galassia Virgo A.

A questo punto, vicinissima all’orizzonte degli eventi, per noi che la osserviamo da lontano, si è fermata. Per osservatori esterni come noi siamo tutto scorre velocemente, ma a Borgo Panigale il tempo si è fermato.

Ed è questo il motivo per cui la decisione sul pilota che affiancherà Pecco Bagnaia nel team ufficiale della Rossa, tarda ad arrivare. In realtà tutti i dati necessari alla scelta - dati, cioè numeri, perché è su questi che dovrebbe essere presa la decisione - sono già nelle loro mani. Il problema è come interpretarli.

Già perché i numeri dicono sempre la verità, ma è importante anche come sono presi in considerazione.

Nei giorni scorsi infatti Gigi Dall’Igna, per giustificare l’attesa - sappiamo che osservandola dall’esterno per la teoria della relatività l’astronave Ducati giunta all’orizzonte degli eventi è ferma ai nostri occhi - ha spiegato che la decisione verrà presa considerando tutti i numeri dei tre piloti in ballo per l’investitura. Ma cosa significa questo? Perché se le cifre sono quelle dei risultati delle ultime stagioni in Ducati vincerebbe Jorge Martin a mani basse. Se fossero invece presi in considerazioni quelli della carriera, la decisione di tener Marquez sarebbe inevitabile. Forse solo l’esame di quelli di Bastianini potrebbe richiedere più tempo, per via del fatto che Enea ha perso gran parte della passata stagione.

Dunque, vedete? I numeri contano, ma fino ad un certo punto perché alla fine bisogna capire qual’è la chiave per decifrarli.

Nella decrittazione conta solo la prestazione sportiva? Ha effetto sul voto finale anche il peso mediatico, di marketing? Quanto un pilota possa influenzare l’immagine o le vendite?

Eh, ragazzi, sembra semplice, ma non lo è. Ed immaginiamo anche quando, presa questa decisione, a Borgo Panigale vorranno giustificarla…

Con il rischio, incombente, che il pilota passato sotto la scure, ad appena un terzo del campionato possa poi risultare il campione del mondo 2024. Perché nel momento della decisione saremo poco oltre il terzo del campionato. E nel motociclismo tutto, ma proprio tutto, può succedere.

C’è solo un argomento che allevia il peso che gli scrutatori hanno sulle spalle: dovunque andranno, gli esclusi, difficilmente troveranno una MotoGP competitiva come la Desmosedici. Cioè, sarebbe bello se così fosse, ma cosa potrebbe capitare se un Martin o un Marquez, sedendo nel 2025 sulla sella di una Aprilia o di una KTM battessero la Rossa? Roba da far impallidire la cantonata presa da Claudio Domenicali nel 2018 al Mugello quando fu deciso di fare a meno di Jorge Lorenzo.

A questo punto vogliamo dare una mano, aggiungendo un elemento, il quinto, quello che nella cosmologia greca era considerato incorrutibile. Assieme ai quattro che compongono materialmente il pianeta e tutti i viventi c’è infatti una materia sopraffine, luminosa, più importante di tutte: l’amicizia.

Ducati, se sei convinta di continuare a vincere con Pecco Bagnaia prima guida, e ti soddisfa la sua immagine di ragazzo pacato che non buca il video, magari, ma fa tutto nel modo giusto, tieni in squadra Enea Bastianini. Pecco - erroneamente o meno, non ha importanza - non lo considera un rivale nella lotta al titolo. Con lui è tranquillo e tutti voi sapete benissimo che non sarà la stessa cosa se nell’altra parte del box ci sarà Jorge Martin o Marc Marquez.

D’altro canto la tentazione di avere una squadra Prost-Senna, è indiscutibilmente forte. Anzi fortissima, perché molto spesso vincere non basta. Bisogna stravincere. Calpestare i rivali. Fare la storia. Ma per farla bisogna arroventare il ferro e farne spade. E Dio sa se in questo momento in motociclismo ha bisogno di clangore. Se non di spade, di carenature.

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