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Gerloff: "Sono in SBK per diventare un eroe, come Rainey ed Edwards"

Gli USA ritentrano nel Mondiale: "sono tutti contenti del mio arrivo. Ho chiesto consigli a Spies e tifo per Marc Marquez"

SBK: Gerloff: "Sono in SBK per diventare un eroe, come Rainey ed Edwards"

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I test di Jerez ci hanno dato molti spunti da analizzare come per esempio il nuovo CBR di Honda portato in pista da Bautista e Haslam o lo strapotere di Jonathan Rea che ha fatto meno di un quarto dei giri rispetto agli altri e che si è comunque confermato come il più veloce della SBK. 

Protagonista nelle due giornate di test anche la Yamaha che con Razgatlioglu ha occupato la prima posizione della classifica prima dell’uscita in pista di Rea. Sempre dalle parti dei box della Casa di Iwata si è visto in questi giorni un volto nuovo, quello di Garrett Gerloff, pilota made in USA, 24enne proveniente dal Motoamerica e che nel primo giorno di test si è classificato al terzo posto con la sua R1 del team GRT. 

Ciao Garrett, benvenuto in Europa. 

“Grazie mille, è stato un po’ difficile all’inizio ma poi ho trovato subito dove abitare, con chi allenarmi ed ora va tutto al meglio”. 

Sei partito davvero forte, il tempo del primo giorno è stato molto buono. Ti aspettavi di essere già così veloce con la R1?

“Il primo giorno c'è stata molta pioggia e sul bagnato forse non tutte le squadre si sono giocate le loro carte, ma va bene così, è stata una giornata positiva. Credo di avere un buon potenziale ma devo lavorare”. 

Hai detto della pista bagnata a Jerez, vorreste un po’ più di caldo e di asciutto?

“Si, sarebbe importante girare con l’asciutto, potrei provare cose nuove e capire il vero livello attuale a cui sono e a cui è la moto”. 

Ricordando il passato, è sempre speciale quando nel mondiale SBK arriva un pilota americano. La mente ci porta a grandi eroi come Nicky Hayden. 

“Non so come vivete la cosa qui in Europa ma negli Stati Uniti sono tutti molto contenti di avere un pilota nel mondiale. Io voglio guidare con i migliori e, un giorno, essere uno di loro, sono molto ambizioso e motivato. Nella nostra storia c’è anche Ben Spies, che è un mio amico ”.

Ti ha dato dei consigli su come affrontare questa esperienza in SBK?

“Mi ha dato una grande mano a scegliere e ad arrivare qui e qualche piccola dritta sui circuiti che dovrò affrontare, ma mi ha detto che l’importante in questa stagione sarà rimanere concentrato".

Ti rivedi in qualcuno di questi grandi eroi del motociclismo americano?

“Tra questi eroi ci sono anche il presidente del Motoamerica, Wayne Rainey e un altro grandissimo: Colin Edwards. Io mi sento diverso, loro sono i miei eroi. Li vedevo correre, realizzare i loro sogni e vincere. Ma un giorno vorrei essere tra questi nomi”. 

Arrivi dal Motoamerica, com’è stato l’impatto con un team internazionale come il Yamaha GRT. 

“E’ la prima volta per me in un team internazionale e devo dire che tutti sono stati molto carini e disponibili. Non me lo sarei aspettato in questo modo ma mi ha fatto molto piacere”. 

Dal punto di vista tecnico cosa ti aspetti da questa stagione?

“La R1 è una grande moto, stiamo lavorando per adattarci l’uno all’altro sopratutto per quanto riguarda la dolcezza delle curve ma penso che il cambiamento più grande per me siano le gomme e i tracciati”. 

Ti piacciono le piste Europee? Sono un po’ diverse da quelle dove corre il Motoamerica. 

“Lo stile è diverso, qui mi piace molto. Le piste sono più scorrevoli e per la mia moto è sicuramente un bene”.

Che atmosfera si vive in Europa intorno a queste gare?

“Qui ci sono molte persone che ci seguono e che apprezzano il nostro lavoro e lo spettacolo che offriamo. L’atmosfera che si respira in Spagna o in Italia durante le gare ti spinge a fare sempre meglio. Negli Stati Uniti c’è molta passione ma essendo un paese molto grande non sempre gli appassionati vengono alle gare, quindi sono molto contento di essere qui”. 

E’ già possibile fissare un obiettivo per la stagione?

“Io ho i miei obiettivi, ho anche dei sogni per questa stagione ma non credo che sia ancora il momento. Ora quello a cui penso è essere un pilota migliore di ieri e andare avanti così”. 

Hai qualche passione oltre al motociclismo?

“La mia vita è il motociclismo, non ho grandi hobby al di fuori della pista. Per me esiste solo il motociclismo e le persone che mi circondano. Magari quando sarà più vecchio mi appassionerò a qualche altro sport”. 

Qual’è il tuo pilota preferito?

Marquez, senza dubbio. Ciò che riesce a fare sulla moto e il modo in cui lo fa, la sua mentalità e la consistenza sono incredibili”.

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