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Moto2, Pasini: "Sono tornato, e a qualcuno verranno i capelli bianchi"

"Sono troppo giovane per fare il commentatore. Questo inverno ero depresso. Oggi un pilota, in certi team, guadagna meno di un autista"

Moto2: Pasini: "Sono tornato, e a qualcuno verranno i capelli bianchi"

Nel giro di pochi giorni Mattia Pasini è passato dalla cabina di commento al manubrio di una Moto2. Se con il microfono se l’è cavata bene, in pista è andata ancora meglio. Sulla Kalex del team Pons, ad Austin, è stato 8° nella prima giornata di libere, senza avere mai provato prima le nuovo moto con il tre cilindri Triumph.

Il fatto che Mattia non abbia un posto fisso nel motomondiale è sicuramente un peccato e il cronometro ha parlato per lui.

È stato come tornare a casa, come il rientro in ufficio dopo le vacanze - descrive le sue sensazioni uscito la prima volta dai box - Sono molto contento, soprattutto perché sono entrato in un team di altissimo livello, molto professionale, quindi non c’era modo migliore per tornare”.

È stata una prima assoluta sulla Moto2 Triumph per te…
Non l’avevo mai guidata prima e sicuramente è un po’ diversa ma non troppo. Il motore ha un utilizzo differente e la moto è più stretta, assomiglia di più a un mezzo da Gran Premio. Ho trovato nel team Pons una base ottima su cui lavorare, mi ha dato subito molta fiducia ma devo ancora imparare a conoscere e sfruttare la moto. La squadra sta venendo incontro alle mie esigenze e io sto cercando di adattare il mio stile di guida e già ieri, se non avessi sbagliato una marcia nel terzo settore, avrei fatto il secondo tempo. Significa che il livello è già alto”.

Significa anche che non hai dimenticato come si guida…
Quello sicuramente e vuol dire anche che verranno i capelli bianchi a qualcuno”.

Come avevi passato l’inverno sapendo di non potere correre?
Veramente male, sono stati dei mesi molto difficili, stressanti, al limite della depressione. Quando sei nato per correre e lo hai fatto per tutta la vita e rimani fuori non perché non vai più ma per altri motivi, che non sono sportivi, ti dà fastidio e che non dovrebbe succedere, soprattutto a questi livelli”.

È più la soddisfazione di essere subito veloce o l’incazzatura per non avere una moto per dimostrarlo?
Sono due sensazioni allo stesso livello. Spero che dopo questa gare venga fuori un’occasione per me, credo di meritarmi una sistemazione nel Mondiale”.

Pensi che sia qualche possibilità per te?
Preferisco non rispondere. Io continuerò a seguire la mia linea: sono disposto a mettermi in discussione solo se ne varrà la pena e se ci sarà un progetto competitivo. Non voglio essere qui per fare il numero o trovarmi in situazioni discutibili”.

Sei un veterano del motomondiale, questo mondo è cambiato molto negli ultimi anni in questo senso?
Ci sono meno team che sanno fare il loro lavoro, che dovrebbe essere quello di trovare il budget per correre e dare le giuste priorità alle cose. Ciò comporta che alcune squadre hanno bisogno che i conti vengano pagati da qualcun altro”.

Questo qualcun altro è il pilota?
Giocano sulla passione del pilota che, alla fine dei conti, è quello che rischia di più e prende meno di di un autista. Anzi, a volte paga per rischiare la vita. È una cosa abbastanza triste”.

Non hai mai pensato alla Superbike?
Ancora no. Sono del parere che oggi l’età sia relativa, ce lo dimostrano Valentino ma anche Dovizioso che non è un ragazzino, quando hai talento e motivazioni. Oggi, a 33 anni, sono molto più in forma di quando ne avevo 23. Quella di avere piloti giovani è un po’ un moda, anche perché prima dicono di volere un progetto a lungo termine e poi li mandano a casa dopo 5 gare se vanno male, è un controsenso. In questo momento mi sento di essere livello di stare in questo mondo e il mio obiettivo è vincere un titolo, un domani ci penserò”.

Non sei ancora pronto ad abbandonare le corse?
Non mi sento vecchio, né credo che la mia carriera da pilota sia finita per fare il commentatore. Sky mi ha dato una grande possibilità, li ringrazio, ed è stato bello mettere a disposizione degli spettatori la mia esperienza. Però, ora, mi sembra un po’ troppo presto per essere un commentatore”.

Con che spirito affronterai la gara di domani?
Sempre con lo stesso, voglio divertirmi, godermi la moto e tirare fuori il massimo perché è la cosa che più mi piace al mondo”.

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