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MotoGP, Zarco: "Non sono stato professionale ad urlare contro Spencer"

"Dopo la gara di Jerez non mi piaceva il clima dell'incontro con i commissari, oggi ci siamo chiariti ed ho potuto esprimere meglio i miei sentimenti. Honda? Cinque anni fa non ero pronto con KTM, oggi lo sono"

MotoGP: Zarco:

Johann Zarco arriva al suo Gran Premio di casa a Le Mans ben consapevole di non poter lottare per il podio in condizioni normali. Forse la pioggia potrà rimescolare le carte, anche se le previsioni alla vigilia sembrano suggerire un fine settimana asciutto in Francia. Ma nella conferenza stampa che ha preceduto l'inizio delle attività in pista, c'era un argomento che Zarco ha voluto affrontare e riguarda l'alterco vissuto a Jerez in commissione gara dopo l'incidente che l'ha visto coinvolto con Aleix Espargarò. 

Il francese di LCR aveva alzato eccessivamente i toni, finendo per farsi cacciare dall'incontro, dopo aver criticato in modo molto aspro l'operato di Freddie Spencer e degli altri commissari di gara. Stamattina a Le Mans il francese ha avuto un incontro che è servito a chiarirsi con loro, nella speranza che non si verifichino più episodi come quello avvenuto in terra spagnola. 

"Sono passate due settimane e sono arrivato al meeting più tranquillo - ha spiegato Johann  - Per me non è stato professionale alzare la voce in commissione gara a Jerez, ma era successo da poco l’incidente ed anche il modo in cui si stava svolgendo l’incontro non mi piaceva, quindi dovevo dire delle cose. Non è stato professionale da parte mia farlo in quel modo. Ma almeno ho detto a Freddie e agli altri commissari che ovviamente loro sono liberi di prendere le decisioni che ritengono giuste. Ho detto che non ero d’accordo, io come gli altri piloti, su alcune di queste decisioni. A volte da pilota non riesci a comunicare bene i tuoi sentimenti, oggi è stato un bene parlarne con calma. Non mi piaceva la sensazione che provavo durante quell’incontro, perché io sono stato quello colpito ed alla fine ero io a dovermi giustificare. Questo mi ha reso nervoso, direi quasi arrabbiato".

Chiusa la parentesi sull'episodio, Zarco ha descritto questo primo scorcio di anno in sella ad una Honda poco competitiva. 
"E’ una bella esperienza da vivere, sapevo che sarebbe stata dura e lo è. Le cose al momento sono un po’ frustrato, ma in realtà poi mi fermo a ragionare e capisco che stiamo facendo il nostro lavoro. Per questo weekend onestamente non mi aspettavo di avere tanto supporto dai tifosi, invece sia ieri che stamattina è stato così e questo spero che mi dia un piccolo extra per andare forte con la Honda e magari riuscire almeno a stare vicino alla top ten, sarebbe già un buon risultato per me. Ne sarei grato, penso che darebbe una spinta in più a me, alla squadra ed anche alla Honda. Qui non avremmo novità sulla moto, le abbiamo provate tutte a Jerez ed abbiamo già visto che alcune cose non funzionavano. Quindi partiremo da una base che già conosciamo per cercare di fare il massimo e magari riuscire a sentirsi bene in sella".

Una esperienza frustrante che in realtà Zarco ha già sperimentato in KTM. 
"Cinque anni fa andai in KTM e non ero pronto per quel compito, per accettare di andare meno forte. Non capivo come dividere il potenziale che aveva la moto e che avevo io come pilota. Adesso con la mia esperienza capisco meglio quello che faccio sulla moto. Penso che per questo sia molto diverso, e magari oggi ho l’opportunità di raggiungere l’obiettivo che ho mancato cinque anni fa, ovvero sviluppare la moto. Posso dire che quando sei in gara e non riesci ad andare forte come gli altri piloti è la cosa peggiore per un pilota. Ma adesso riesco a restare calmo e vedo il lavoro di Honda, questo mi da' motivazioni anche a migliorare per farmi trovare pronto quando la moto sarà pronta".

Johann ha anche commentato il nuovo regolamento. 
"Penso che ogni cambiamento sia interessante. Ma manca molto, fino al 2027 le moto miglioreranno ancora e penso che la sfida sarà per gli ingegneri nel cercare di avere le stesse prestazioni di oggi con meno cose sulla moto, diciamo così. Come pilota forse sarà meno impegnativa, perché oggi le moto sono davvero difficili. Ma la vedo come una cosa lontana oggi, penso che sia compito degli ingegneri pensarci già da oggi e non mio".

Nel 2023 spesso Zarco era il pilota con la velocità di punta più elevata, un aspetto in cui oggi la Honda è carente. Ma non è l'aspetto che fa soffrire la RCV secondo il francese. 
"La velocità massima non è fondamentale, quando ce l’hai ce l’hai. Ma non è questo che fa grossa differenza nel tempo sul giro. Oggi il problema di Honda è di natura aerodinamica e per questo soffriamo nelle curve veloci, ma anche sul rettilineo questo ci penalizza, perché non credo che sia un problema di motore. Non posso confrontare le stagioni con Ducati con questa, in quel periodo anche se avevo la stessa moto di altri ero più veloce in fondo al rettilineo. Magari dipendeva dal modo in cui uscivo dalle curve, dalla mia forma aerodinamica in sella. Poi su alcune pista in realtà chi ha la velocità massima è chi frena dopo, perché la cellula è praticamente nel punto di staccata. Quindi è difficile capire".

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