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Il Giappone in difficoltà in MotoGP, è il momento della Cina

Uno degli sponsor principali di Ducati è Lenovo, a cui apparentemente basta l'esposizione accanto al nostro orgoglio nazionale. Gli altri grossi sponsor latitano o si allontanano: la MotoGP non è la F1 ma interessa alla Cina che potrebbe con la sua industria prendere il posto del Giappone

Il Giappone in difficoltà in MotoGP, è il momento della Cina

Salta un Gran Premio, ne salta un altro e la MotoGP non ci fa una gran figura. Del resto, un po’ siamo abituati a questo stato di cose perché il mondo delle due ruote sembra non essere una priorità per gli stessi attori principali e gli sponsor coinvolti.

E per rendersene conto basta dare una occhiata alle carenature dei team protagonisti: oggi la fanno da padrone gli energy drink con Red Bull e Monster rispettivamente su KTM e Yamaha, Monster marginalmente anche su Ducati appoggiata dalla cinese Lenovo.

Poi c’è Pramac Ducati con Prima, una compagnia di assicurazioni rampante fondata nel 2014 e che attualmente ha 3 milioni di clienti, ma appena 800 dipendenti. Non un colosso.

Il team VR46, a dimostrazione dell’attrazione esercitata dal nome di Valentino Rossi si è assicurata come main sponsor Pertamina, che è la seconda azienda produttrice di petrolio grezzo in Indonesia dopo la Chevron ed ha più di 13.500 dipendenti.

Chi altro abbiamo? Attualmente il terzo team in campionato, Gresini, si presenta come Gresini Racing nonostante l’arrivo di Marc Marquez. Non c’è stato l’effetto ‘aspirapolvere’ perché, saggiamente, la squadra imolese con Marc  con un contratto annuale non ha voluto/potuto rivoluzionare i suoi finanziatori che la hanno aiutato fin qui.

Poi c’è il team LCR che ha un grande nome, Castrol, con la più bella livrea del campionato, ma sponsorizza una sola moto, quella di Johann Zarco, la seconda, quella di Nakagami ha Idemitsu, compagnia petrolifera giapponese, il secondo più grande raffinatore di petrolio dopo Nippon Oil ma il fatto che siano divisi in due squadre anche visivamente separate fa capire che l’investimento non è massivo.

Successivamente abbiamo Aprilia, che è senza un main sponsor, il suo team satellite, Trackhouse, idem, il team Tech 3 che veste i colori GASGAS, del gruppo KTM e che marginalmente è Red Bull anch’esso ed infine Honda, che è Repsol Honda.

Peccato che la compagnia petrolifera spagnola, al fianco del colosso giapponese dal 2005, si stia defilando ed infatti da occupare storicamente l’intera livrea HRC, quest’anno è scesa in basso nella carenatura. Preludio, probabilmente, ad una uscita di scena, anche se sicuramente con l’introduzione dei carburanti non fossili, oggi al 40% e al 100% nel 2027 rimarrà nel giro.

Insomma gli investimenti nel motociclismo sono quelli che sono, e purtroppo le case motociclistiche non sono comparabili quanto a potenziale economico con quelle automobilistiche che appoggiano la F1.

Una occhiata QUI ci fa capire la differenza di impegno economico.

Ma non preoccupiamoci: Honda nel 1994 con Doohan vincente ha corso senza sponsor…solo che in quel periodo i dati di vendita erano migliori di oggi, specie nel settore delle sportive.

Oggi l’intero settore spera che l’arrivo di Liberty Media, che ha recentemente comperato la MotoGP, porti denaro fresco nel nostro sport. Non vorremmo però che si ripetesse quanto accaduto con l’ingresso di Bernie Ecclestone che nel 1991 aveva in mano il motociclismo con la Two Wheel Promotions si rese conto che le corse a due ruote non erano così redditizie come la Formula 1, così  vendette la TWP alla Dorna per 52 milioni di dollari USA; l'aveva fondata con un investimento di 25.000 sterline.

Il problema, oggi, è che il motociclismo al livello mondiale è solo la MotoGP, perché Moto3 e Moto2 sono sparite dai radar. Sopravvivono con le sovvenzioni della Dorna (che paga cifre ben maggiori per la MotoGP) e piccoli sponsor...ma all'orizzonte si intravedono investiori cinesi come la QJ Motor che finanzia il team Gresini in Moto2. Una sigla dietro la quale si nasconde il Qianjiang Group una casa, piccola per lo standard cinesi ma che dà lavoro a 14.000 persone, producendo ogni anno 1.200.000 veicoli a due ruote e oltre 2 milioni di motori.

Peccato che la MotoGP abbia corso in Cina solo dal 2005 al 2008, a Shanghai, e non con grande successo. Ma forse i tempi sono cambiati.

 


 

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