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Marc Marquez come Lewis Hamilton: quando vincere fa vendere

La Ferrari per il 2025 ha affiancato al 26enne Leclerc il 39enne britannico. Un grande campione, ma anche un fenomeno mediatico. La decisione di Ducati è un difficile compromesso fra sport e marketing

Marc Marquez come Lewis Hamilton: quando vincere fa vendere

Soffia vento di libeccio sul circuito del Mugello che, com’è noto è foriero di instabilità sui settori occidentali.

Il meteo influenza non solo le condizioni delle pista - poco male in fondo - ma anche, com’è noto, gli animi. Ed ecco infatti che Marc Marquez, che a Le Mans aveva affermato di volere per il 2025 solo una moto ufficiale, di qualunque colore, per battersi ad armi pari con i suoi rivali, ha cambiato idea.

Ora la moto ‘factory’ non basta più, vuole avere alle sue spalle una casa.

“Perché - ha detto - ho preso la decisione di lasciare la Honda perché volevo verificare me stesso. E ora sono qui a battermi con i due piloti che si sono disputati il mondiale l’anno passato. Loro sono ancora un po’ più veloci, specie sul time attack. Si può vincere il mondiale con la GP23? Certo, ma a me quest’anno basta essere dove sono, ma per potermi battere per il titolo nel 2025 vorrei avere una vita più facile”.

Poi per rendere più convincenti le sue parole lo ha detto chiaramente: La Pramac non mi interessa. Non mi interessa passare da un team satellite ad un altro”.

Vuole dire, Marc, che se deve rimanere in un team satellite, ma con la moto ufficiale al 100%, tanto vale restare dov’è: nel team Gresini. E questo fa il paio con quanto detto da Nadia Gresini, che si sta battendo per avere una Ducati factory per il 2025.

Un problema in più, questo, per la Ducati che a questo punto se vuole tenersi l’otto volte iridato, deve smontare il suo team satellite storico, togliergli una delle (future) GP25. Ma non è detto che Paolino Campinoti, a cui la Yamaha e Lin Jarvis stanno facendo la corte da mesi, accetti.

Anche perché vorrebbe dire rimanere con Aldeguer su una GP24 e…Morbidelli? Bezzecchi? Di Giannantonio? Fate voi il nome. No: Paolino vuole Marquez e il secondo rifiuto (l’aveva corteggiato anche l’anno scorso) non lo ha preso bene. E dunque?

Nulla. C’è chi dice che la Ducati ha già deciso, ma la realtà è che rischiare di perdere Martin, che potrebbe a fine anno portarsi il numero 1 in un’altra squadra, o perdere Marquez, che potrebbe rivelarsi un osso duro su un’altra moto, è egualmente inaccettabile.

E dunque? Il vento di libeccio che spira al Mugello e ieri sera ha portato un forte scroscio di pioggia soffia con insistenza che ai piani alti della Dorna Carmelo Ezpeleta vorrebbe Marquez in KTM.

Il ragionamento è: così ogni casa avrebbe un pilota titolato e vincente: la Yamaha Quartararo, la Ducati Bagnaia (e magari Martin), la KTM Marquez (e Acosta), lasciando all’Aprilia la possibilità di ingaggiare, magari, Bastianini. Rimarrebbe un po’ fuori dai giochi la Honda, che probabilmente avrà bisogno anche della prossima stagione per tornare ad un buon livello.

Il ragionamento del Boss della MotoGP smentisce quanto recentemente dichiarato dalla casa di Mattighofen che a Marc pensa, eccome. Anche perché Marc è il pupillo della Red Bull e, non a caso Jaime Martinez, attuale manager del fenomeno di Cervera, era l’ex direttore marketing del toro rosso. Peraltro Marquez lo ha detto chiaramente oggi in conferenza stampa: entro il Sachsenring c’è una deadline “perché gli sponsor fanno i budget in questo mese e devono prendere una decisione”.

Frase che spiega che in questa faccenda conta anche, oltre alla velocità in pista, il marketing e gli assegni che fa firmare. Come sempre, da che mondo è mondo, per trovare i motivi dei problemi, bisogna cercare la scia del denaro. E quel che comporta. Del resto perché la Ferrari ha scelto di affiancare a Charles Leclerc, 26 anni, Lewis Hamilton, un pilota fortissimo ma di 39 anni?

 

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