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Prova Triumph Rocket 3 Storm R: MONUMENTALE!

VIDEO -  E' la moto con la cubatura più grande in circolazione, Triumph Rocket 3 ha saputo rinnovarsi e conquistare i cuori degli estimatori di questa categoria. Dopo 20 anni ha un fascino immutato e carattere da vendere

di Lello Vaccaro

A più di 20 anni di distanza è ancora qua, grande, possente e ricca di fascino, pronta come sempre a ritagliare il suo spazio in una categoria di maxi cruiser dominata dalle Harley-Davidson o dalla Honda Gold Wing. Mi metto alla guida di questo gigante con grande curiosità perché mai prima d’ora mi si era presentata l’occasione di assaggiarne il contenuto. La sensazione iniziale è di profondo rispetto perché so che da qui a pochi metri entrerò in un mondo nuovo per me e che si propone ricco di spunti.

Prima di scoprirli identifichiamo Rocket 3, è la moto con cui Triumph ha cercato di proporsi al mercato americano amante delle maxi-cruiser, delle super cilindrate e delle sportive che si battono sul miglio in accelerazione. Un mercato molto lontano da quello europeo ma che da sempre ci incuriosisce e affascina, non possiamo negarlo. Triumph ci arriva nel 2004 con Rocket 3 e il motore della Thunderbird portato a 2.294 cc e annusata l’occasione di far colpo sugli utenti, negli anni successivi conferma e migliora la sua Rocket 3 fino alla edizione del ventennale, che arriva a 2.458 cc, guadagna circa 15 Cv e 4 Nm di coppia e diventa Storm R e GT.

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Quest’ultima dotata di manubrio più largo e ravvicinato, pedane più avanzate, una piccola unghietta plexiglass sulla strumentazione, sella pilota più accogliente e schienalino per il passeggero. Elementi che la classificano appunto come Gran Touring. 
 

PROVA TRUMPH ROCKET 3 STORM R - IN AUTOSTRADA

Per me oggi c’è appunto la Storm in versione R, pronto a domare il 3 cilindri trasversale capace di 182 CV a 7.000 giri/minuto e 225 Nm a 4.000 giri/minuto. Una coppia spaventosa, gettata a terra da un poderoso cardano e capace in ogni marcia di spingere forte, ma tanto! Con questa consapevolezza affronto dapprima il tratto in autostrada, la posizione di guida è leggermente caricata in avanti, sulla GT si sta più dritti con la schiena.

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Non c’è molta protezione dall’aria ma la moto ha un aereodinamica eccezionale e buca l’aria in modo così naturale che mentre la guidi ti sembra di diventare un tutt’uno con lei. Non credo che l’unghietta della GT possa cambiare molto le cose ma tant’è. In questa condizione sfruttando il motore con giri bassissimi puoi percorrere centinaia di km senza accorgertene. Ai 3.000 in sesta marcia si viaggia a 130 Kmh. 

PROVA TRUMPH ROCKET 3 STORM R  - COM’E’ NEL MISTO

Il suo forte però arriva nel misto veloce, perché nello stretto le dimensioni si accusano. L’interasse è notevole (1677 mm) e anche l’anteriore è molto aperto (avancorsa 134,9 mm) con una inclinazione del cannotto che sfiora i 28°. Quindi nel tratto della costiera amalfitana che ho percorso bisognava anticipare molto la traiettoria in curva, anche se una volta eseguita la manovra corretta, la moto esegue senza mai portarti a sbagliare.

Dicevo del misto veloce, qui il divertimento è assicurato! Con una sola marcia puoi affrontare curve e tornanti aperti appoggiato fedelmente a una ciclistica non reattivissima naturalmente ma sincera e fedele. C’è SHOWA che si occupa di tutto, forcella da 47 mm con escursione 120 mm regolabile in compressione e ritorno e mono pluriregolabile con escursione da 107 mm. Non ci sono trasferimenti di carico in staccata e si gode di un grip sempre immediato, grazie al possente penumatico posteriore da 240/50/16, mentre l’anteriore è 150/80/17. 

PROVA TRUMPH ROCKET 3 STORM R - DOTAZIONE ELETTRONICA E FRENI

Molto affinato il controllo di trazione, che è disattivabile, mi è sembrato poco invasivo e probabilmente sarà stato perché la temperatura dell’asfalto era ottimale. Credo però che anche la superficie di una gomma così abbondante aiuti a scaricare uniformemente la coppia motore a terra. Sono 4 i riding mode (SPORT, ROAD, RAIN e RIDER personalizzabile) e come spesso mi capita è la ROAD quella che più soddisfa l’utilizzo ad ampio raggio.

Con la SPORT i parametri di controllo sono al minimo e la reattività del motore è impressionante, tanto che al primo approccio ci vorrà un bel po' di esperienza per gestirla. Il Quick Shift è un optional ma lo avrei lasciato di serie, tanto lo usi poco se vuoi. Il funzionamento è precisissimo, marce ravvicinate, rapporti lunghissimi e non poteva essere diversamente. La potenza frenante sembra addirittura sovradimensionata per rallentare i 317 Kg in marcia (320 la GT) della Triumph Rocket 3 ed è affidata a Brembo con pompe e pinze anteriori Stylema 4.32 a 4 pistoncini su dischi da 320 mm e posteriore sempre con pinza 4.32 a 4 pistoncini su disco da 300 mm. 

PROVA TRUMPH ROCKET 3 STORM R  - CONSUMI MANUTENZIONE E PREZZI

La Triumph Rocket 3 non si tira mai indietro e contrariamente a quanto immaginavo prima di provarla, dopo un po’ ti mette a tuo agio e a questo punto capisco l’entusiasmo dei possessori che ho riscontrato leggendo in giro nei gruppi social. Certo, non si va oltre i 15 Km per 1 litro e più ci si lascia contagiare dall’irruenza del 3 cilindri e più questo dato scende. Gli intervalli di manutenzione sono ogni 16.000 Km o comunque almeno una volta ogni 12 mesi. Triumph Rocket 3 Storm R è disponibile in 4 diverse livree e 4 sono anche quelle della versione GT. La prima ha un prezzo di 26.495 Euro fc mentre la GT costa 27.295 Euro fc.

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Marco Caregnato