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PROVA Honda SH 125 e 150: piccole evoluzioni, stesso equilibrio

VIDEO - Dal 2001 è lo scooter più venduto in Italia, nel 2026 l’Honda SH evolve senza cambiare natura. Il best seller dell'Ala continua a limare i dettagli, confermandosi lo scooter che fa come nessun altro la cosa più difficile: essere perfetto per l'uso di tutti i giorni

Pioggia battente, semafori a intermittenza, rotaie, asfalto rifatto male, buche, crateri, tombini lucidi, frenate improvvise. In questo contesto abbiamo guidato a Roma i nuovi Honda SH125 e SH150 2026: prima per capire se le novità sono sostanza, poi per verificare quanto l’ossatura storica del sia rimasta all'altezza della propria fama.

Le novità 2026 messe alla prova

Nel 1984 un piccolo cinquanta ha acceso la miccia; oggi la famiglia supera 1,2 milioni di esemplari in Europa. Solo in Italia, nel 2025, Honda ha immatricolato circa 40.000 unità di SH, risultando a mani basse il più vednuto dei mezzi a due ruote. Per l’edizione 2026, nelle cilindrate 125 e 150, la casa dell'Ala continua la linea produttiva del suo best-seller presso lo stabilimento di Atessa, in Abruzzo, e si concede un ritocchino estetico e qualche piccolo ma funzionale aggiornamento pensato per la vita urbana.

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La prima cosa che cambia è il frontale, ispirato alle linee del fratello maggiore, l'SH 350: nuovo disegno, doppio faro LED, indicatori separati. Dal vivo l’effetto è più pulito che in foto, con una presenza più curata e moderna, senza tuttavia snaturare l'identità di SH. Anche dietro la firma luminosa è più ordinata, e il bordo cromato rifinisce senza eccessi.

Ma il salto che abbiamo percepito davvero in uso è nel display: TFT a colori da 4,2”. Una soluzione che veste grafica e presenza del contagiri si fa estremamente simile a quello presente sulla punta di diamente della produzione Honda: il CBR1000 RR-R. Nelle ore centrali della giornata, con luce forte, il display è perfettamente leggibile e chiaro. Inuitivi anche tutti i vari menù. Con Honda RoadSync abbiamo usato la navigazione turn-by-turn nel traffico urbano: istruzioni essenziali, pochi fronzoli, e soprattutto poca distrazione. È un sistema che non chiede attenzione extra, e su uno scooter cittadino è esattamente ciò che serve. Buona anche l’ergonomia dei comandi sul lato sinistro: joystick e pulsanti si memorizzano in fretta, e anche con i guanti non si ci incasina.

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Sul comfort, il lavoro fatto alla sella si sente. L’altezza resta a 799 mm, ma la nuova imbottitura ci è parsa più “piena” sul medio periodo, e il supporto lombare leggermente rialzato aiuta a tenere una postura più composta nei trasferimenti lunghi in città.

Anche la USB-C nel retroscudo ci è sembrata una scelta pratica: più comoda della vecchia posizione nel sottosella quando si usa lo smartphone durante la giornata. Immaginate di uscire tardi dal lavoro, dover andare di fretta ad una cena e avere il telefono scarico... La presa la vorreste lontana e scomoda da raggiungere o il più vicino possibile?

 

Dove Honda ha messo davvero mano: la ciclistica

Qui c’era una curiosità precisa: capire se i ritocchi al posteriore avessero ridotto quella rigidità che spesso accompagna gli scooter. Nel nostro giro su asfalti pieni di crepe e buche, il miglioramento c’è. Le buche secche restano buche secche, ma il retrotreno “spacca” meno la risposta e lavora meglio in continuità con la forcella da 33 mm. Nello specifico, Honda ha rivisto angoli del collegamento motore-sospensione e lo smorzamento delle molle anteioriori e posteriori (precarico su 5 livelli): il risultato, per quello che abbiamo sentito, è più filtraggio e meno contraccolpo, l'assorbimento delle sconnessioni è più progressivo. 

Anche la frenata, supportata da due dischi da 240 mm con ABS a due canali, ci è sembrata modulabile e convincente. Dato il fondo bagnato, abbiamo preferito andarci cauti con le staccate e questo non ci ha permesso di apprezzare per bene quanto sia stato raffinato l'ABS.

Buon lavoro anche del controllo di trazione HSTC su superfici sporche o umide: entra in modo discreto, senza tagli fastidiosi. Note di merito, qui, anche alla Michelin City Grip 2, affidabilissime compagne in condizioni di scarsissima aderenza.

Le invarianti: motore e telaio

Dopo aver parlato delle le novità, passati al nucleo che non cambia: il monocilindrico eSP+ 4 valvole raffreddato a liquido, omologato Euro5+ dal 2024, e il telaio a doppia staffa, soluzione che consente all'SH di posizionare sotto la pedana piatta il serbatorio, così da garantire una gestione degli spazi iper-efficiente e una bilanciata distrubuzione dei pesi.

Dati del motore:

SH125: 13 CV a 8.250 giri, 12 Nm a 6.500 giri
SH150 (157 cc): 16,9 CV a 8.500 giri, 14,9 Nm a 6.500 giri

Su strada, al di là dei numeri, abbiamo ritrovato la sua qualità migliore: progressione regolare, vibrazioni contenute, partenza pronta ma mai nervosa. In ambito urbano è più utile questa linearità che lo spunto “teatrale”. Confermato anche il buon funzionamento dello Start&Stop: spegne dopo 3 secondi al minimo e riavvia prontamente alla rotazione del gas, senza trascinamenti rumorosi. I consumi dichiarati (45,7 km/l per il 125, 44,7 km/l per il 150) sono credibili per una guida cittadina scorrevole; con 7 litri di serbatoio, l’autonomia resta uno dei suoi argomenti forti.

Un piccolo neo

Un piccolo neo, a voler essere proprio pignoli, riguarda la sella. Bene il rivestimento, l'imbottitura e il supporto frontale. Meno bene il profilo laterale, un pò troppo spigoloso per i gusti delle mie cosce, che dopo qualche Km in sella hanno iniziato ad avvertire pressione nella zona del bicipite femorale. 

Verdetto della prova

L’SH 2026 non cambia natura: la affina. Le novità che abbiamo verificato - TFT con RoadSync, comfort, sospensioni più dolci - non sono cosmetiche, si sentono nell’uso reale. Le invarianti - motore eSP+ e telaio - restano il motivo per cui questo scooter continua a funzionare in città da decenni. In sintesi, l'SH è uno scooter che continua a fare come nessun altro la cosa più difficile: essere perfetto per l'uso di ogni giorno.

Colori e prezzi

La gamma 2026 prevede sette colorazioni, con varianti dedicate per gli allestimenti Sporty. La più caratterizzata è la Vetro Blue, con carene semi-trasparenti, che però non abbiamo potutto apprezzare dal vivo.

Prezzi (125 e 150 allineati, con paramani, parabrezza e Smart Top Box inclusi in Italia):

4.090 € base
4.190 € Sporty
4.240 € Vetro Blue

Fra gli accessori, le manopole riscaldabili. Noi oggi ne eravamo equipaggiati, e fidatevi, se siete tutti umidi, infreddoliti e inzuppati dall'acqua, una fonticina di calore sotto il palmo delle mani, fa la differenza.

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Gianluigi Mazza