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Con Pistard dalla strada ai cordoli: guida per allestire la tua moto da pista

VIDEO - 1^ Parte - Scopri come allestire una moto da pista col giusto criterio. Prima il controllo, poi la prestazione. Insieme Gianluca Galesi, proprietario del team Pistard analizziamo i passi fondamentali: ergonomia, carene, freni, sospensioni, elettronica e gomme. Una guida chiara per chi inizia 

La strada, a un certo punto, non basta più. Non capita a tutti, ma capita a molti. A quel punto, la pista inizia a chiamare. Prima ti mette la pulce nell’orecchio, poi comincia a tamburellarti senza sosta nel cervello. Le staccate feroci, il piacere fisico del ginocchio che sfrega a terra, le gomme calde che si incollano all’asfalto e quel grip che in strada ti sogni. Qualche amico smanettone ti ha raccontato del suo track day con gli occhi accesi e quel racconto fantastico è diventato un’ossessione. Prima dentro, l’uscita dai box e il mondo tutto che scompare dentro il clac della visiera che si chiude.

In strada hai capito: tu e la tua moto non sarete mai così soli, mai intimi come vorreste. Il vostro limite non lo scoprirete mai, perché continuerà ad essere determinato dalle interferenze del mondo esterno. Gli incroci, la signora col carrello, il papà col bambino, i guardrail, la vernice delle strisce, le buche, le macchie d’olio, gli imprevisti… ti rendi conto che la vostra unione è di continuo interrotta, che in realtà non guidi davvero, perché vivi in uno stato di allerta perenne. Allora ci pensi davvero, a quel cosmo dove la pura guida è l’unico scopo. E ti decidi, sì, vuoi andare in pista anche tu.

Ecco, nei due video che vi proponiamo - oggi vedrete il primo - insieme a Gianluca Galesi, boss e fondatore del team Pistard (3 volte vincitore del National Trophy e attualmente impegnato nel CIV SBK), ci siamo posti come obiettivo quello di dare riferimenti chiari, tecnici ma accessibili, per capire cosa serve davvero e cosa no a chi si sta per la prima approcciando al mondo della pista. Indicando il superfluo da rimuovere e l'eccessivo da evitare, per mettere al centro ciò che conta sul serio, per allestire, cioè, una moto coerente col proprio livello di guida.

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Per iniziare c’è subito bisogno di sfatare due falsi miti. Il primo: andare in pista è difficilissimo. Nel senso proprio di metterci piede, di entrarci. Come si fa? Dove si prenota? Bisogna mandare una lettera a Mattarella? Al Papa? No, è semplicissimo, e qui vi spieghiamo come e cosa fare (se poi siete interessati a girare a Vallelunga, avete fatto bingo). Il secondo: per andare forte là dentro servono subito più cavalli, più scarico, più catalogo. FALSO! Trasformare una moto stradale in una vera moto da cordolo non è solo una questione di pezzi costosi o cavalli in più. E' prima di tutto una questione di metodo. Serve testa. Serve un mezzo allestito con criterio, non con l'ansia da prestazione. Altrimenti sarà lei che vi porterà a spasso. Prima il controllo, poi la performance.

Abbattuto questo doppio strato di muri, si comincia dalla base. Scelta della moto e primo allestimento - perché una configurazione coerente con livello e budget del pilota/appassionato vale più di qualsiasi upgrade impulsivo. Poi si entra nel cuore della questione: ergonomia e sicurezza, carene, protezioni, sospensioni che restano costanti quando il turno si allunga, freni che non devono impressionare alla prima staccata ma rispondere uguali anche all'ultima. Feeling, ripetibilità, fiducia: parole meno rumorose della potenza, ma infinitamente più decisive sul cronometro.

Che tu stia organizzando la prima giornata in circuito o cercando un salto dopo aver già mosso qualche passo tra i cordoli, qui trovi un percorso pratico per consentire a te e alla tua moto di crescere allo stesso ritmo e di farlo muovendo da un’idea semplice ma spesso ignorata: per andare più forte bisogna procedere nell'ordine di scelte sensate e funzionali.

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Gianluigi Mazza